Modric: "Se non avessi fatto il calciatore, sarei stato un cameriere. L’unica cosa che non mi piaceva era lavare i piatti"

Modric: "Se non avessi fatto il calciatore, sarei stato un cameriere. L’unica cosa che non mi piaceva era lavare i piatti"MilanNews.it
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Oggi alle 16:24News
di Antonello Gioia

Intervistato dai colleghi de Il Corriere della Sera, Luka Modric, il calciatore più longevo di tutta la Serie A, ha parlato di Milan, del suo presente, passato e futuro, toccando anche qualche delicato tema legato alla sua vita privata. Di seguito alcuni estratti della sua chiacchierata con i colleghi Aldo Cazzullo e Carlos Passerini: "Amo la normalità. La famiglia normale, la vita normale, le piccole cose. Non mi sento unico. Nella mia vita non ho mai pensato, neppure per un secondo, di essere superiore a qualcun altro. Se non avessi fatto il calciatore, mi sarebbe piaciuto fare il cameriere".

Il cameriere?
"Ero bravino. E mi piaceva. Ho studiato all’istituto alberghiero di Borik. Il primo anno facevamo pratica al ristorante Marina di Zara, dove si tenevano i pranzi di nozze. Me la cavavo a servire le bevande; e ai pranzi di nozze croati si beve parecchio. L’unica cosa che non mi piaceva era lavare i piatti".

La sua però non è una storia normale.
"Non è stata una storia facile, ma i miei genitori Stipe e Radojka mi hanno dato valori importanti: rispettare tutti, restare umile. Papà operaio, mamma sarta. L’umiltà aiuta, in campo come nella vita. Anche mio zio Zeljko è stato fondamentale per me. Lui e papà sono gemelli omozigoti, sono cresciuti in simbiosi, si sentono dieci volte al giorno, e siccome lo zio non ha figli abbiamo un legame speciale".