Paolo Berlusconi: "Mio fratello ci ha messo il cuore al Milan. Su Allegri..."

Paolo Berlusconi: "Mio fratello ci ha messo il cuore al Milan. Su Allegri..."MilanNews.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 20:10News
di Federico Calabrese

Sul canale Youtube di Carlo Pellegatti è intervenuto Paolo Berlusconi. Queste le sue dichiarazioni.

20 febbraio 1986, da lì sono arrivate le fortune del Milan. Come se le vittorie fossero arrivate solo per i soldi e non per le idee di Silvio Berlusconi.
"Credo che ovunque mio fratello ha operato ha messo idee. Ha iniziato con edilizia, invece di fare case ha fatto quartieri interi. Poi ha inventato la tv, che ha dato lavoro a un mare di persone, ha fatto crescere aziende che prima erano un imbuto. Poi si è cimentato nella politica e ha cambiato l'Italia. Ho avuto l'occasione di viaggiare con lui all'estero, se ci fosse lui questi problemi europei non ci sarebbero. Con una telefonata ha impedito alla Russia di invadere la Georgia. Poi è arrivato il Milan. E' stata una bella cosa, una bella avventura. A volte ci dicono "eravate interisti", siamo sempre stati milanisti. Un giorno mi prese dai salesiani, mi portò all'Inter a fare un provino. Mi diedero le scarpe di Mariolino Corso. Ero molto veloce, dissi al difensore "lanciami lungo". Non me lo face, al primo tempo andammo a casa entrambi".

Tutto è nato da giorni drammatici. Il 2 febbraio sembrava che Silvio non acquistasse più il club. Poi...
"All'inizio nel bilancio del Milan, mancavano qualche partita, gli dissi "Non è un problema di soldi, di cuore". Lo avremmo fato a scatola chiusa. Poco tempo prima c'era stato un incontro con Armani, che voleva prendere il club. Abbiamo messo tanti soldi. Il cuore di Silvio era diverso, sulla sua urna voleva che mettessimo queste parole: "Un uomo giusto, forte e generoso". E questo era Silvio".

Galliani dice che il Milan è nato quando disse "vogliamo vincere campionato, Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale.
"Tutti pensavano che fosse matto. Tutti lo prendevano per matto, poi tutti dicevano "vabbè, ha preso Van Basten". Preso grazie al binomio Berlusconi-Galliani, che dove va colpisce. Porta empatia. Se riesci a combinare l'incontro, poi Silvio chiude la partita".

Qualche volta hai influenzato qualche trattativa?
"Una volta andai a vedere l'Atalanta e vidi Donadoni".

Chiedeva opinioni anche all'autista.
E' sempre stato curioso, voleva le informazioni degli altri. Giustamete faceva la sintesi e decideva lui, la responsabilità doveva essere del grande capo".

Quell'incontro con Scaroni per "ricomprare il Milan".
"Abbiamo rimediato col Monza la sua carenza di sport, ricordo tutte le riunioni ad Arcore anche quando il Milan era già passato di mano. Si parlava di Milan. Lui da lassù sta guardando il Milan, è un po' scettico magari su qualche acquisto".

Sul Milan di oggi.
"Un Milan con grandi giocatori e con giocatori non adeguati al ruolo che hanno. Tutto è perfettibile, speriamo che acquisti futuri completino questa squadra".

Su Allegri.
"Abbiamo un rapporto molto bello, la caratteristica di ogni nostro allenatore è che poi sono sempre diventati amici. Sacchi, Allegri, Ancelotti, Zaccheroni".