Serafini: "Se a giugno 2025 mi avessero detto che a San Valentino 2026 il Milan sarebbe stato secondo con 50 punti dopo 23 giornate avrei avuto qualche dubbio"

Serafini: "Se a giugno 2025 mi avessero detto che a San Valentino 2026 il Milan sarebbe stato secondo con 50 punti dopo 23 giornate avrei avuto qualche dubbio"MilanNews.it
Oggi alle 16:15News
di Antonello Gioia

Nel corso del suo editoriale per MilanNews.it, il giornalista Luca Serafini si è così espresso sul campionato del Milan: "Se a giugno 2025 mi avessero detto che a San Valentino 2026, il Milan sarebbe stato secondo con 50 punti dopo 23 giornate? Pur essendo sempre positivo e ottimista, dopo una stagione deprimente alle spalle con 2 allenatori cambiati (e stava per insediarsi il terzo), 8. posto in classifica, un’ingannevole ma dolcissima Supercoppa italiana, avrei avuto qualche dubbio. E però, essendo quel terzo in arrivo Max Allegri (pur avendogli rinfacciato come tutti lo scudetto perso nel 2012 e il triste finale del suo primo ciclo), questo giro me lo riprendevo volentieri e pensavo che sì, ci sarebbe stata una bella svolta. Non pensavo e non credevo a 50 punti dopo 23 giornate, ma a un bel salto in alto sì. Certo non immaginavo, a questo punto, a +4 sul Napoli, +5 Juventus, +7 Roma e cioé dal 5. posto".

IL RETROSCENA DI BOLOGNA

Il Milan, a Bologna, ha giocato una delle migliori partite del campionato: squadra attenta, intensa, spesso pulita tecnicamente, autorevole nella gestione dei ritmi del gioco e del clima dello stadio “Dall’Ara”. Lo 0-3 non è, dunque, un risultato assolutamente causale: i rossoneri hanno dominato la formazione di Italiano, annullandola sotto ogni aspetto.

Però Massimiliano Allegri, soprattutto dopo il sigillo di Rabiot, era molto arrabbiato. Molto più che altre volte. Anzi, come in un altro paio di occasioni: dopo lo 0-3 di Udine e dopo il 2-3 di Torino. C’è da chiedersi perché. Noi - il sottoscritto e il direttore Antonio Vitiello, seduti alla prima fila della tribuna stampa dello stadio - abbiamo sentito perfettamente le sue urla: tante, forti, decise. Prima no. Anche sul risultato in bilico, il tecnico livornese non toccava decibel così alti. E c’è da chiedersi perché. La risposta è nel percorso di crescita: Allegri sa perfettamente che questa squadra rende solo se è sul pezzo, se è concentrata al 100%, se rimane con la testa in partita su ogni episodio e su ogni pallone. Quindi, anche sullo 0-3, si deve imparare a non stare tranquilli.

Anche perché si può parlare di Scudetto quanto si vuole, ma per poterci anche solo pensare bisogna restare ben saldi coi piedi per terra e solidi nella mentalità. Rabiot ha detto che 5 punti non sono tanti, ma Allegri, con un bel sorriso, gli ha risposto di intendere solo la cosa dal punto di vista matematico. La partita di Bologna e i risultati di questo Milan, forse, dicono altro.