Serginho: "Tante cazzate, a Istanbul all'intervallo litigammo tutti. Succedeva che..."
Serginho, ex calciatore del Milan, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.
Negli anni vi siete tolti tante soddisfazioni. Grandi vittorie e due Champions alzate, che potevano essere tre…
“Io sono dell’idea che a Istanbul avremmo perso anche se avessimo giocato per una settimana intera. Era una serata maledetta, irreale. La parata che Dudek fece sul tiro di Sheva è sovrannaturale, ne ho parlato anche con lui anni dopo. In panchina, già prima dei rigori, eravamo demotivati e sicuri che sarebbe andata male. Lo dicemmo pure a Carlo: ‘Mister perdiamo, è stregata’. E infatti dal dischetto sbagliammo io, Pirlo e Shevchenko, i tre migliori tiratori dagli undici metri. Fu una questione mentale, non tecnica. O se vuole di stregoneria…”.
Si dice che all’intervallo c’era già chi festeggiava…
“Tutte cazzate. Successe invece il contrario: litigammo tutti, volarono anche parole. Capitava spesso infatti in quella stagione di subire cali di concentrazione al rientro in campo. E si verificò anche a Istanbul. Ma si figuri se qualcuno ha osato festeggiare”.
Quella squadra poteva contare su una grande dirigenza e un presidente d’altri tempi come Berlusconi. Conserva tanti ricordi?
“Eccome, potrei scrivere un libro sul presidente. Era inimitabile, unico. Veniva spesso in spogliatoio, dando consigli di tattica e dicendo di dare spettacolo. Capitava anche che pranzasse con noi a Milanello. Le racconto questa: un giorno mi prese da parte per insegnarmi a difendere. ‘Ti spiego io come fare, devi giocare d’anticipo’, mi disse. E si mise in campo con una sua guardia del corpo e un paio di sagome a farmi vedere i movimenti”.

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