Lazio-Milan 1-0, voti e pagelle: Estupinan, incubo da 4. Leao-Pulisic-Allegri da 5

Lazio-Milan 1-0, voti e pagelle: Estupinan, incubo da 4. Leao-Pulisic-Allegri da 5
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Ieri alle 23:00Pagelle
di Pietro Mazzara

Lazio-Milan 1-0 sancisce, in via quasi definitiva, ogni discorso di potenziale rimonta scudetto da parte dei rossoneri. Un primo tempo molto brutto, con un approccio totalmente sbagliato e una squadra fatta di giocatori che, spesso, non si prendono la responsbailità di andare a calciare in porta. Nel secondo tempo, con la squadra che passa al 4-3-3, il Milan cambia pelle e crea tanto, ma non è bastato.

Lazio-Milan 1-0, voti e pagelle

Maignan 6
Incolpevole sul gol di Isaksen. Evita guai peggiori sul colpo di testa di Estupinan. Finisce la partita quasi da regista.

Tomori 5.5
Non convince in un primo tempo dove tutta la squadra approccia male e non riesce a tener bene le distanze. Zaccagni è sempre un avversario complicato. (dal 57’ Athekame 6: Guida gli annulla un gran gol, ma la regola del tocco di mano non lascia spazio a interpretazioni. Comunque entra bene quando il Milan passa a quattro).

De Winter 6
Inizia così così su Daniel Maldini, facendo un po’ di fatica ad anticiparlo. Cresce poi nel corso del primo tempo e nel secondo non sbava mai. Nel complesso una prova sufficiente.

Pavlovic 6
Nel primo tempo è uno dei pochi ad aver collegato la prestazione tecnica con la presenza in campo, perché il resto della squadra approccia malissimo alla partita. Lotta, si sgancia, va a fare densità nell’area avversaria e non perde un quello individuale.

Saelemaekers 5
Se si esclude il cross per Estupinan nel primo tempo, per il resto ha quaderno pieno di errori, tecnici, tattici e di atteggiamento. Non attacca mai la profondità, cercando di andare sempre nelle linee interne. Con il passaggio al 4-3-3 prima e al 4-2-3-1 sembra rianimarsi, ma la sostanza non è soddisfacente. (dall’84’ Ricci sv)

Fofana 6
Nella prima frazione di gioco, insieme a Pavlovic, De Winter e Modric, è l’unico dei giocatori di movimento che inizia il match sulle frequenze del derby. Recupera palloni, argina Patric, cerca di trovare corridoi vincenti per i compagni che giocano davanti. Stesso copione nel secondo tempo finché Allegri non lo richiama in panchina. (dal 66’ Nkunku 5: buttato nella mischia per il massimo sforzo, pecca anche lui nelle scelte. Fatica a trovare la posizione tra la spalla di Füllkrug e il trequartista).

Modric 6
Non può sempre cantare e portare la croce, specie se attorno a lui c’è un atteggiamento generale ectoplasmico da parte della squadra. Con Jashari, come era già accaduto in altre partite, fa spesso il gioco delle posizioni passando da regista a mezzala per provare a liberarsi. È dentro ogni azione nel secondo tempo e anche lui sembra trovarsi meglio quando la squadra passa al 4-3-3.

Jashari 5
Il paragone con Rabiot sarebbe impietoso, perché sono due giocatori estremamente differenti. Ma nella serata romana, lo svizzero non spicca in nessuna delle due fasi. Allegri sceglie lui, togliendo Fofana, nel momento in cui c’è da ridisegnare la squadra, ma Ardon si nota solo nel finale quando prova a calciare da fuori.

Estupinan 4
Succede tutto dalla sua parte nel primo tempo. Perché Isaksen lo manda in tilt fin dai primi minuti e poi, in occasione del gol dell’1-0, gli scappa via sia di fisico sia di tempismo e i rossoneri vanno sotto. È sua una delle due occasioni potenziali del primo tempo, ma il colpo di testa su cross di Saelemaekers non inquadra i pali di Motta. Nel secondo tempo succedono tre cose: prima costringe Maigna a una parata in due tempi, si fa ammonire e poi esce. (dal 57’ Bartesaghi 6: entra bene in campo, con quel piglio che gli era un po’ mancato nelle ultime uscite. Produce tanti cross dentro l’area che ha acceso la spia dell’emergenza nell’area laziale).

Pulisic 5
C’è un problema grande la davanti, perché sia lui sia Leao sembrano ormai assuefatti dal dover giocare in una posizione che non è la loro. Nel primo tempo non si capisce e, probabilmente, non capisce dove mettersi per essere efficace. Nel secondo tempo, quando viene riportato sulle fasce, sembra dare barlumi di rinascita. Ma va sottolineato come per tre volte non abbia premiato i movimenti di Leao che aveva preso tempo e spazio agli avversari.

Leao 5
Se c’è una partita che certifica il fatto di come Rafa non digerisca più la posizione di prima punta, questa è quella dell’Olimpico. Non gli riesce mezzo movimento, Gila (era da prendere ieri) non gli fa toccare un pallone, fa fatica e quando riesce a trovare lo spazio per i movimenti in profondità, non viene premiato. Se la prende con Pulisic in maniera evidente e non gradisce la sostituzione, anche se Allegri cerca di spegnere subito il fuoco. (dal 66’ Füllkrug 5.5: ha il merito di abbassare la Lazio. Poi, come tutti, viene inglobato dalla prontezza della difesa avversaria).

Allenatore
Allegri 5

L’approccio della squadra non è giustificabile. Era la chance per andare a -5 dall’Inter e tenere ancora più punti dal quinto posto, mentre adesso il Milan è a -8 dai nerazzurri a +7 sulla Juventus. Il miglior Milan della partita è quello che si è visto quando ha deciso di mettersi con il 4-3-3. Non un caso.