Ambro alla viola: un addio che brucia di più

Ambro alla viola: un addio che brucia di piùMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 5 luglio 2013, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Massimo Ambrosini è ufficialmente un giocatore della Fiorentina. La notizia è passata quasi in secondo piano nelle cronache di mercato, l’accordo era annunciato ormai da tempo e si attendevano solo le conferme, ma fino all’ultimo i tifosi del Milan hanno sperato.
Sperato di non dover vedere un’icona rossonera, l’ultimo capitano indossare un’altra maglia di Serie A, di non dover affrontare d’avversario un totem delle ultime decadi rossonere. Con Massimo Ambrosini è partito, tra l’altro senza che gli fosse garantito neanche il giro d’onore di fronte al suo pubblico, un altro pezzo di storia del glorioso Milan di Ancelotti, lasciando il solo Abbiati (unico dei giocatori ancora in rosa ad essere presente nel 2003, inizio dell’incredibile epopea di quel Milan) a tenere alta la bandiera di un diavolo che non c’è più.

L’addio a Massimo Ambrosini oggi fa ancora più male, perché è l’unico dei grandi senatori, delle bandiere rossonere che ha firmato con un’avversaria (quella di Pirlo è tutt’altra storia, ne abbiamo parlato sin troppo e, per ovvi motivi, non lo inseriamo fra gli innamorati della maglia del Milan). Fa più male degli addii a Filippo Inzaghi e Paolo Maldini, che hanno chiuso col calcio, nonostante le offerte, perché era con quella maglia che volevano salutare. Brucia più del saluto a Rino Gattuso, Alessandro Nesta e Clarence Seedorf, disposti a cambiare paese, in alcuni casi continente, nonostante offerte allettanti, pur di non dover affrontare il Milan.

Massimo Ambrosini ha scelto la Fiorentina, scelta legittima e più che condivisibile, ha sposato un progetto interessante, un allenatore affascinante e la possibilità di essere ancora protagonista ad alti livelli nel calcio che più ama, quello italiano.
Il Milan ha perso un punto di riferimento, tanto in campo quanto, e soprattutto, per lo spogliatoio, ha lasciato un’altra ferita nella propria tifoseria che dovrà digerire l’idea di salutare il capitano, l’eroe di tanti trionfi, nonchè di doverselo trovare di fronte con la maglia di una diretta concorrente alle posizioni di vertice.
Siamo certi che il suo San Siro saprà tributargli il saluto che merita anche quando ci entrerà d’avversario, gli applausi per lui non mancheranno mai da un popolo rossonero che non dimentica e resta riconoscente, ma saranno applausi amari di un amante affezionato, ma con una ferita profonda ed ancora aperta.