Ambro, vecchio perno insostituibile: tutte le strade portano al rinnovo

Ambro, vecchio perno insostituibile: tutte le strade portano al rinnovoMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
lunedì 1 aprile 2013, 15:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Ancora un anno, ancora una stagione, ancora un’avventura da vivere insieme. E’ quello che chiede e spera Massimo Ambrosini, capitano intramontabile di un Milan in continua evoluzione, l’ultimo di una stirpe d’oro nata nel lontano 1995, ai tempi degli invincibili di Fabio Capello. Il biondo centrocampista pesarese aspetta e, nel frattempo, si allena con la solita intensità, mostrando sul campo una brillantezza a dir poco invidiabile. "L’intenzione del mio assistito è quella di aspettare assolutamente il Milan - ha affermato di recente il suo agente, Moreno Roggi -. E come ogni anno, la dirigenza rossonera affronterà i discorsi legati ai rinnovi soltanto a fine stagione". Già, solo a fine stagione: ancora qualche mese, poi il futuro del biondo numero ventitré sarà più chiaro.

E’ una questione non soltanto tecnica: Ambrosini, come detto, fisicamente sta bene, forse meglio di qualche anno fa, quando una raffica di infortuni lo tormentava spesso e mal volentieri, ma, ovviamente, non può più garantire continuità di rendimento e impiego, considerata la carta d’identità, con le sue trentasei candeline (a maggio) sul groppone. Non si può, dunque, pensare di puntare a tempo pieno su di lui per il futuro del centrocampo milanista, che necessita di rinforzi freschi e di qualità. Ma Ambro è uomo di esperienza e di sicuro affidamento, sempre utile alla causa, soprattutto se dosato e gestito al meglio. Inoltre, in vista del continuo e conclamato ringiovanimento della rosa, un uomo di polso all’interno di uno spogliatoio ancora da plasmare è più che mai fondamentale, una sorta di padre-leader che possa fungere da collante tra il passato, presente e futuro, inculcando nei giovani lo spirito rossonero. Insomma, tutte le strade portano al rinnovo, in scadenza il prossimo giugno: la condizione fisica, l’ambiente, le dinamiche del gruppo e, soprattutto, la voglia dello stesso giocatore, che ha il Milan nel sangue e che non ha intenzione di rinunciarvi. Perlomeno, non ancora.