Da limite ad arma: il diavolo mette le "ali"
La prestazione di ieri contro il Bologna ci ha lasciato tre punti importanti nella corsa al terzo posto, un buon secondo tempo in una prestazione tutt’altro eccezionale del diavolo e, soprattutto, conferme sulla bontà del gioco sulle fasce rossonere.
Sarà stato il cambio di modulo rispetto alla scorsa stagione, piuttosto che la scoperta di gente come Constant e De Sciglio, ma quello che fino a pochi mesi fa sembrava il vero limite del Milan oggi sembra essere diventato il punto di forza di questa squadra. In una partita in cui la truppa di Allegri non ha brillato per il gioco espresso, il Bologna di Pioli è stato messo sotto proprio sugli esterni, grazie ad una prestazione eccezionale del duo Constant-Abate.
Il franco-guineano sembra aver risolto l’annoso problema della fascia sinistra del diavolo, accolto come una sorta di ripiego per coprire le falle di una rosa smembrata in estate, oggi è sempre fra i migliori in campo e contro gli emiliani è apparso a tratti devastante. Un cambio epocale nelle dinamiche di una squadra che oggi gioca molto di più sulle ali, allargando le difese e cercando di meno lo sfondamento centrale, arma quest’ultima che presuppone la presenza in campo di uomini sopra la media e spesso più facile da gestire per gli avversari.
Dall’altro lato Ignazio Abate, in tandem con l’ottimo Niang ammirato ieri, è stato una vera e propria spina nel fianco per Cherubin e compagni, propiziando il primo gol di Pazzini e rendendosi pericoloso a ripetizione con le sue folate sulla destra a tratti irresistibili. Il numero 20 rossonero vive una situazione particolare, in lizza con la sorpresa De Sciglio per un posto da titolare ed in bilico sul mercato grazie all’allettante offerta che arriva dalla Russia. D’un tratto sembra che Allegri abbia fin troppa abbondanza sugli esterni, tale da poter giustificare in astratto anche un sacrificio importante come la cessione di Abate, rifiutata nelle scorse settimane, ma tutt’altro che scongiurata, in attesa di capire se si possa concretizzare l’acquisto di Davide Santon (altro elemento di assoluto spessore).
Una situazione praticamente ribaltata per Massimiliano Allegri che si trova a poter sfruttare esterni di rendimento e mettere le ali al suo Milan, dopo aver passato i primi due anni della sua avventura rossonera a cercare difficili soluzioni ad un problema che affonda le sue radici già nell’ultima parte della gestione ancelottiana (più o meno dall’addio di Cafù e Serginho). Un cambio quasi epocale per un diavolo che sta provando a rifondare e ripartire con un’avventura tutta nuova, fatta di giovani e nuove alchimie tattiche, di scommesse (forse graditi ritorni) e gioco sulle fasce, potendo contare su terzini che appaiono finalmente affidabili.

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