E così le esigenze passarono in secondo piano...
Prima Beckham, ora Kakà: operazioni di alto potere mediatico, certamente affascinanti, ma quanto necessarie in questo preciso momento storico? In una squadra che presenta falle di dimensioni sesquipedali, con ruoli scoperti ed altri da rinforzare urgentemente, legarsi al passato non sembra avere logica. Il Milan avrebbe bisogno di un difensore, un centrocampista e un centravanti, possibilmente di livello e capaci di fare i titolari. Sia Beckham che Kakà, per quanto siano stati grandi campioni, potrebbero al massimo fare da ciliegine al resto del mercato, ma purtroppo non è ancora arrivato nessuno. Si vende Pato e non si sostituisce, si infortunano de Jong e Ambrosini e non si sostituiscono... Servirebbero nuove cessioni per finanziare nuovi acquisti (vedi Robinho e Abate), ma tutto tace mentre gennaio si avvia prepotentemente verso la conclusione.
Ora la fanno da padrone i nomi degli ex, mentre le esigenze sono passate in secondo piano, quasi come non esistessero più. Da settimane invochiamo il nome di un grande attaccante da poter affiancare (per potere realizzativo) al trascinatore El Shaarawy: l'associazione portava fortemente a Mario Balotelli, ma il binomio costo-carattere non convince. A centrocampo si facevano i nomi di Nainggolan e Strootman, due giocatori che potrebbero ribaltare da così a così la mediana milanista: anche qui il prezzo (15 milioni circa) ha bloccato la dirigenza rossonera, nonostante la stessa cifra sia appena entrata nelle casse con la cessione del Papero. L'esperienza di Beckham e Kakà sarebbe anche ben accetta, ma prima bisognerebbe considerare le reali esigenze di questa rosa.

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