ESCLUSIVA MN - G. Galli: "Non sono preoccupato, il Milan tornerà grande. Ma serve tempo"
La redazione di MilanNews.it ha intervistato Giovanni Galli per commentare le ultime notizie che riguardano il club rossonero. Con l’ex portiere del Milan abbiamo affrontato diversi argomenti: dal futuro societario a quello della panchina milanista. Ecco le sue parole.
Signor Galli, cosa ne pensa del quadro attuale, dopo gli addii di Gattuso e Leo e l’attesa per la riposta di Maldini?
"Non conoscendo la situazione, non me la sento - da fuori - di fare delle valutazioni. Vediamo cosa succederà. Sembra ci sia una ristrutturazione, ma non posso dire altro. Non conosco gli interpreti".
È preoccupato per il futuro del Milan?
"No, non mi preoccupo, vista la proprietà e l’amministratore delegato, che ha una storia importante. Tutti conoscono la storia del Milan e credo che stiano lavorando per fare in modo che il club torni ai vertici del calcio mondiale. Questa è l’unica certezza che posso avere. Che sia tra uno, due o cinque anni... Bisogna dare il tempo necessario, ma il Milan tornerà grande".
Secondo lei, i tifosi avranno la pazienza di aspettare ancora?
"Dobbiamo un po’ cambiare il nostro modo di vedere le cose. Non credo che ci sia qualcuno al mondo in grado di fare quello che fece Berlusconi trentacinque anni fa: comprare una squadra, prendere un allenatore e il secondo anno vincere lo Scudetto. Credo che sia difficilissimo per tutti, anche perché oggi il gap che c’è tra la Juventus e le altre squadre vale 200-300 milioni. Per cui, chi è dietro dovrebbe investire queste cifre per raggiungere la Juve e senza commettere errori. Credo che sia più logico e intelligente avere il tempo necessario per poter costruire e poi diventare imbattibili fra tre-quattro anni. A me non interessa vincere lo Scudetto la prossima stagione e poi sparire nuovamente per dieci anni. Credo che la proprietà stia lavorando per riportare il Milan ad altissimi livelli e farcelo rimanere".
Per il dopo-Gattuso si fanno i nomi di Giampaolo e Simone Inzaghi: sono profili ideali?
"Non si allenano delle figurine. Bisogna prendere le persone giuste, adatte, che siano parte integrante di un progetto. È inutile prendere un allenatore solo per il nome. Credo che tutto debba essere fatto in funzione di quello che sarà nei prossimi cinque anni. Quelli che abbiamo citato sono due grandissimi professionisti, però non so quali siano le idee della proprietà: è inutile fare un nome piuttosto che un altro".
Meglio un allenatore italiano o andrebbe bene anche uno straniero?
"Bisogna solo capire dove vorranno portare il Milan. Poi, che ci sia un italiano - e me lo auguro - o uno straniero va bene lo stesso. Il fatto sta tutto nel capire qual è il disegno che hanno in testa".
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