Falsa partenza, ripresa e crollo finale: l'allegro trend degli ultimi due anni
Falsa partenza, ripresa e accelerata improvvisa, poi crollo nel finale. Questo è il trend fotocopia delle ultime due stagioni rossonere. Quasi un marchio di fabbrica (non certo invidiabile) per Massimiliano Allegri, un'attitudine che lo scorso anno è costata uno Scudetto già vinto e che stavolta rischia di vanificare una rincorsa per certi versi miracolosa, dopo il solito inizio disastroso.
Nei primi cinque turni del precedente Campionato (contro Lazio, Napoli, Udinese, Cesena e Juventus), il Milan mise su un risicato bottino di soli 5 punti, mostrando i primi segnali di cedimento nonostante il tricolore sul petto. Poi iniziò la rimonta, travolgente, continua, implacabile, fino al primo posto solitario in classifica. Gol di Muntari a parte, Ibra e compagni arrivarono al volatone finale con un buon margine da gestire. Tutto filava liscio come l’olio e l’1-1 di Catania, all’11esima giornata di ritorno, sembrava solo un normalissimo pareggio su un campo sempre difficile da espugnare. Fu, invece, l’inizio di una crisi certificata dalla successiva debacle interna con la Fiorentina, dal pareggio, sempre in casa, contro il Bologna e dal fatale ko nel derby, con in mezzo un paio di vittorie tutt'altro che incoraggianti.
Insomma, dal limbo al paradiso, fino all’inattesa e vertiginosa discesa negli inferi, il tutto nel giro di un Campionato.
Una storia che, come detto, si è ripetuta anche quest’anno. I rossoneri, infatti, nelle prime 12 giornate, rimediano ben 6 sconfitte, prima del famoso 2-2 dell’Olimpico contro il Napoli, per tutti il match della svolta. Il Milan cambia marcia, perdendo una sola volta con la Roma e scalando la classifica fino alla terza posizione. Ma dopo la solita abbuffata di metà stagione, ecco l’ennesimo stress da rush finale, una flessione iniziata nel secondo tempo della sfida con la Fiorentina (con un paio di scricchiolii già nelle precedenti due partite).
Ma è solo un caso oppure c’è qualcosa che proprio non funziona in certi meccanismi nascosti? Semplici coincidenze o chiari segnali di una preparazione non ottimale? In soldoni, il tecnico, Massimiliano Allegri, c’entra o non c’entra in questo marasma di inspiegabili alti e bassi quasi programmati, da copione? Se lo scorso anno furono gli infortuni (e il famoso gol di Muntari... aridaglie!), almeno così si dice, a influire sul cammino del Milan, stavolta i guai fisici non c’entrano, visto che i rossoneri godono di ottima salute. Resta, comunque, questa particolare e preoccupante inclinazione, per una squadra che stenta a carburare, spicca il volo e poi frana, proprio sul più bello, precipitando nel baratro delle critiche e degli interrogativi. Allegri, comunque, dopo gli ultimi, consecutivi tre stop, ha ancora cinque partite per rialzare la testa e un solo punto di vantaggio sulla Fiorentina da difendere o incrementare, evitando, per il secondo campionato di fila, di scivolare a pochi centimetri dal traguardo.

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