Fenomeno SuperMario: una cosa mai vista

Fenomeno SuperMario: una cosa mai vistaMilanNews.it
giovedì 31 gennaio 2013, 10:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

L’arrivo di Mario Balotelli è un momento di quelli importanti per la storia rossonera, un momento di “rottura” con il recente passato, con le dichiarazioni pacate ed il clima di austerity. Immaginare un acquisto del genere, parliamo di uno dei giovani più forti in circolazione, poco tempo fa sembrava difficile, pochi erano gli ottimisti pronti a scommettere che sarebbe arrivato un profilo del genere e che il diavolo avrebbe speso cifre così alte.
Di riflesso la reazione del popolo rossonero è stata di quelle altrettanto impensabili, un entusiasmo incredibile, coinvolgente, sorprendente, un fiume in piena di gente e di cori, una gioia che non era preventivabile, che probabilmente non ha eguali nella storia del diavolo.
Mario Balotelli rappresenta  molto di più di quello che ci si sarebbe potuto immaginare, va al di là del campo, al di là delle necessità tattiche (l’attacco era il reparto che probabilmente aveva meno bisogno di innesti nella rosa di Allegri), tocca nell’anima l’orgoglio e la fame di un popolo bisognoso di sognare. SuperMario è giovane, forte, unico e, soprattutto, Milanista (non è un caso la maiuscola). Un profilo che infiamma le piazze, in particolare la parte più calda della tifoseria, quella presente ieri sera all’esterno di Giannino, ma anche i tifosi da divano che si scatenano, in maniera molto meno vistosa, sui social network, fra foto del profilo con il faccione di Mario e frasi di giubilo.
Di grandi arrivi al Milan ce ne sono stati, anche di recente, ma, se la memoria non ci tradisce, nessuno ha mai portato così tanta gente ad inneggiare al nuovo arrivato, seguendolo ovunque, di giorno e di notte, scene che ricordano (in tono minore perché inarrivabili sotto tutti i punti di vista) quelle di una Napoli che s’inchinava a Diego Armando Maradona.

Non c’è riuscito neanche sua maestà Zlatan Ibrahimovic, non ha smosso così tanto i cuori neanche il funambolo Ronaldinho, eppure parliamo di due soggetti che a livello di valore assoluto sarebbero anche superiori a Balotelli.
Lo ribadiamo, il ragazzo è Milanista con un passato all’Inter e la cosa sicuramente ha la sua influenza sulle coscienze rossonere, ma c’è di più, perché quello che incide maggiormente, come ricordato all’inizio, è il momento che sta attraversando il diavolo. La gente aveva bisogno di un campione, di ossigeno, di classe, di una speranza, di un giocatore a cui attaccarsi, da osannare, un colpo che sapesse riportare entusiasmo ed attenzione mediatica, che sappia riempire nuovamente il deprimente San Siro di questa stagione.
Un entusiasmo inaspettato, una affetto smodato, che ha avvolto il giocatore apparso quasi incredulo, lo stesso ragazzo che appena sceso dall’aereo ha riferito di volere solo quello dai suoi tifosi, quell’amore e quel sostegno che a giudicare dalle premesse non dovrebbero mancargli.
Non una cosa da poco, perché Mario Balotelli è un diamante ancora grezzo, imprigionato com’è in quel carattere un po’ così, in quei tormenti che ne hanno fatto un ragazzo irrequieto,  mai abbastanza sereno da esprimere tutto il suo potenziale. La gente rossonera è pronta a riversare su di lui tutto l’affetto possibile, per smaltire tutte le frustrazioni di una campagna acquisti estiva a dir poco deprimente (non ce ne vogliano i vari acquisti d’agosto, ma nessuno avrebbe potuto colmare il vuoto lasciato da quei due, a meno che non si chiamasse Mario Balotelli a quanto pare), tutta la voglia di un nuovo leader, di un nuovo idolo, di un sogno tutto nuovo ed a forti tinte rossonere: benvenuto SuperMario.