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Gila difensore veramente forte e completo, con un unico difetto. Ma ci aveva avvertito

Gila difensore veramente forte e completo, con un unico difetto. Ma ci aveva avvertitoMilanNews.it
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Oggi alle 16:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
Grandissimo impatto di Mario Gila nelle sue prime uscite in rossonero. Lo spagnolo è un difensore completo, con un unico aspetto da limare

È soddisfacente parlare di Mario Gila, e ancora di più vederlo in campo. Che fosse un calciatore importante lo si era capito già dai tempi della Lazio, ma anche il modo di presentarsi dello spagnolo ha detto molto su di lui. Intanto è un giocatore che parla e capisce di calcio: non ha problemi nel mettersi in gioco anche dialetticamente. È il difensore ideale per come vuole giocare Amorim e si è sempre detto entusiasta di poter lavorare con il portoghese: “Con Amorim abbiamo parlato un po’ della maniera di vivere il calcio, in cosa siamo d’accordo. Abbiamo parlato molto del suo stile di gioco, di cose che magari io ho fatto nei diversi stili di gioco con i diversi allenatori che ho avuto" - ha detto in estate durante un evento con la stampa al Milan Store di via Dante. "Abbiamo confrontato un po’ le idee, abbiamo parlato di una maniera di pensare calcio uguale. La pensiamo molto simile. Sono molto contento, ho condiviso il mio modo di pensare con l’allenatore e lui mi ha spiegato anche come la vede. Mi è piaciuto molto. È stato in parte lui a spingermi per scegliere questa piazza".

Veloce, sicuro, generoso, tecnicamente importante e sempre a testa alta. In queste prime tre uscite si è vista bene la differenza tra Gila ed i compagni di ruolo. L'ex Real Madrid è un calciatore praticamente completo, maturo e che ha alzato indubbiamente il livello di tutto il reparto. È stato schierato sempre da difensore centrale di destra nella difesa a tre, una posizione in cui si trova perfettamente a suo agio. In estate diceva: "Amorim mi ha provato sia da centrale che da braccetto. Entrambe le posizioni mi piacciono, sono molto diverse. Il centrale è una posizione più di posizionamento e gestione palla, con un’uscita del pallone che aiuta la squadra e coprire gli spazi quando i braccetti vanno su. È una fase che mi piace, faccio vedere una potenzialità mia che è la velocità. Da braccetto vado molto più in avanti, mi piace essere arrogante, aggressivo in quel senso. Dipende dalla partita. Ci sono partite in cui magari devi controllare di più il gioco e mi piace, ci sono partite in cui posso avanzare di più". È lampante come il classe 2000 abbia quel qualcosa in più anche quando il Milan prova a palleggiare sulla trequarti avversaria. Si alza parecchio sul centrodestra e diventa una sorta di regista avanzato, pronto a smistare e gestire quando i compagni tornano indietro perché bloccati. Sa verticalizzare e non ha paura nel tentare il passaggio tra le linee.

Veloce, sicuro, fastidioso per gli avversari, fisicamente prorompente, utile anche in fase offensiva? È davvero tutto rose e fiori? No, perché c'è un aspetto su cui lui stesso ha detto di dover lavorare e in queste prime tre uscite, tra le tante cose positive, si è visto: "Non ho problemi a rispondere. Considero che sono un giocatore che quando sta in un momento molto positivo della partita guadagno molta fiducia e magari mi piaccio troppo volendo fare troppo. È un fattore che cambia con la maturità, il saper gestire questi momenti in cui ti senti molto bravo". Contro il Venezia, soprattutto, e contro la Juventus, in parte, è emerso questo lato di Gila che lo rende abbastanza anarchico. Un modo di fare che lo porta a rompere la linea con troppa facilità e senza badare alla posizione dei compagni. L'occasione più lampante è stata nella prima a San Siro, quando Adams si è poi trovato quasi a tu per tu con Maignan sfruttando il buco lasciato dallo spagnolo, "beccato" nella terra di nessuno da un filtrante diretto. In quell'occasione è stato molto bravo Chukwueze ad intervenire e portare l'avversario verso una posizione defilata.

È già evidente che Gila sia un passionale, uno che dà sempre il 110%, a tal punto che in queste prime tre uscite ufficiali è arrivato negli ultimi minuti stremato, chiedendo sempre il cambio. Nel momento in cui riuscirà a gestire questa irruenza, fisica e tattica, il Milan avrà trovato un difensore completo come non se ne vedevano da anni. Ma anche con questi "colpi di testa" è un calciatore che ha alzato incredibilmente il livello della retroguardia rossonera.