Il Milan 2.0 diventa grande e cerca la consacrazione

Il Milan 2.0 diventa grande e cerca la consacrazione MilanNews.it
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sabato 9 marzo 2013, 10:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il diavolo esce dal Luigi Ferraris di Genova con in tasca tre punti pesantissimi, di quelli che possono fare la differenza alla fine della stagione.
La vittoria sul Genoa, complicata, strappata con le unghie ed un po’ di fortuna, è di quelle che valgono doppio, perché arrivano a seguito di una prestazione non brillante, perché spianano la strada all’impegno di Champions con il Barcellona.
Sì, perché la prova della squadra di Allegri è figlia di menti che erano irrimediabilmente rivolte alla sfida di martedì, quella che potrebbe consacrare questa squadra tanto bistrattata ad inizio stagione, portarla sull’altare dei grandi, lasciare un primo segno tangibile nella storia rossonera.
L’abbiamo ripetuto all’infinito nei giorni scorsi, lo stesso tecnico livornese si era affrettato a sottolinearlo, vincere contro il grifone era di vitale importanza, tanto per la classifica, quanto per il morale di una squadra che inizia a scoprirsi finalmente grande. Vincere senza convincere, sembra un controsenso, ma è il segnale che una squadra è cresciuta, che ha la consapevolezza e la forza della compagine di spessore, quella capace di andare oltre lo stato di forma, che riesce a mettere punti in cascina a dispetto di prestazioni poco convincenti.
Battere il Genoa era fondamentale per mettere pressione sulle avversarie, mantenere la distanza di sicurezza sulle inseguitrici e potersi concentrare interamente sull’incontro con i blaugrana, senza l’obbligo di gettare uno sguardo alle partite dei prossimi giorni.

Lo scorso anno prima della sfida del Camp Nou il diavolo lasciò due punti fondamentali a Catania, vero che ci fu il gol fantasma di Robinho, ma comunque quel Milan imbottito di campioni esperti non seppe mettere sotto un avversario insidioso, ma pur sempre inferiore. Oggi la squadra dei giovani, trascinato dalle giocate di Niang e dalla solidità di De Sciglio, ha saputo mandare in archivio con una vittoria la pratica Genoa, soffrendo è vero, ma dimostrando ancora una volta di saperlo fare uscendone a testa alta.
Arriva la vittoria, arriva la possibilità di lavorare quattro giorni per la partita che potrebbe cambiare la storia di questo Milan 2.0, la prima vera sfida da dentro o fuori per il diavolo del nuovo corso, il primo trampolino verso la gloria, quella da non sbagliare per nessun motivo. Contro Messi e compagni ci vorrà tutt’altro piglio, un’attenzione di gran lunga maggiore ed una prestazione dallo spessore che definire importante sarebbe riduttivo, ma siamo certi che l’atteggiamento martedì sarà differente.
Il diavolo aveva bisogno dei tre punti, sono arrivati, cercava conferme nei suoi trascinatori, è arrivato lo splendido gol di un Pazzini zoppicante e l’ormai solita rete del cecchino Balotelli (5 reti in 5 apparizioni), necessitava di una prova di solidità, la rete è rimasta inviolata  (soprattutto grazie allo splendido Christian Abbiati di ieri sera), adesso non resta che completare la ricerca dell’impossibile, che pensare ai 90 minuti della verità, adesso c’è da scrivere la storia, consapevoli che per una settimana non dobbiamo preoccuparci del campionato.