Il Milan e il leitmotiv della partita della svolta: Inzaghi spera ancora nell'obiettivo
"Tutti noi milanisti abbiamo voglia di ripartire. Abbiamo un'altra grande occasione e spero che sia la partita della svolta. Credo che solo una vittoria, con una buona prestazione, ci può far ripartire. Il campionato è ancora lungo e, vincendo, potremmo ritrovare l'entusiasmo. Speriamo che sia la volta buona". Queste le parole con cui Inzaghi ha esordito nella conferenza stampa odierna, alla vigilia della sfida interna contro il Cesena. Il tecnico piacentino continua quindi a spingere sul tema de "la partita della svolta", sperando che la sua squadra riesca ad invertire un trend assolutamente negativo. Dal 21 ottobre, data di Verona-Milan, i rossoneri hanno vinto soltanto tre partite: con un ritmo tale, senza la buona partenza, l'undici milanista ora navigherebbe in piena zona retrocessione.
RESTA L'OBIETTIVO - Nonostante la stagione abbia ormai poco da dire, Inzaghi giustamente prova a salvare il salvabile, provando ad evidenziare una sorta di obiettivo: "Per salvare la stagione bisogna tornare a giocare da Milan, facendo un buon calcio. - Ha sostenuto SuperPippo - Io devo pensare partita dopo partita. Dobbiamo ritrovare coraggio e fiducia. Dobbiamo vincere una partita in maniera bella e giusta. Ci sono ancora tante partite e bisogna far finire questo trend negativo. Abbiamo degli obiettivi che passano da una lunga serie di risultati positivi". L'Europa League dista cinque punti, ma per colmarli o avvicinarli, bisogna vincere, e farlo più volte. Il termine ultimo appello è stato già abusato, ma la gara di domani ne rappresenta pienamente il concetto.
BLOCCO MENTALE - Il tecnico piacentino si è lamentato per le critiche mosse al suo gruppo, non tanto per le prestazioni ma per il lavoro svolto in allenamento. C'è da giurarsi che un uomo maniacale come Inzaghi curi al meglio ogni aspetto della preparazione alla partita, dando e pretendendo il massimo. Il vero problema non è tanto l'ammontare del lavoro, ma il blocco psicologico della squadra. Oltre ad esserci lacune tecniche ci sono anche difetti di personalità: i giocatori si smarriscono alla prima difficoltà, partono timorosi, impauriti, facendosi spesso avvinghiare dall'avversario. A questo Pippo non è ancora riuscito a dare rimedio. Per riuscire a risalire dal guado, oltre al gioco si dovrà trovare quel coraggio e quella spensieratezza che hanno abbandonato il Milan da tanti mesi a questa parte.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


