Il tempo dei regali è finito. Montella sa che da Udine ci vorrà un altro Milan per puntare all'Europa

Il tempo dei regali è finito. Montella sa che da Udine ci vorrà un altro Milan per puntare all'EuropaMilanNews.it
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giovedì 26 gennaio 2017, 12:02Primo Piano
di Pietro Mazzara

Due indizi fanno una prova, tre la certificano. Anche ieri sera contro la Juventus, il Milan ha regalato, per la terza volta consecutiva, il primo tempo agli avversari mettendo così in salita la partita. L’antifona la si era avuta contro il Torino, quando i gol di Belotti e Benassi destarono dal torpore la banda rossonera che, nella ripresa, riuscì a rimette in piedi il match con i gol di Bertolacci e Bacca. Una settimana dopo, contro il Napoli, ancora un black-out inspiegabile, con Insigne e Callejon che hanno scavato il solco decisivo per ottenere i tre punti. Anche ieri, con la Juventus, i primi minuti sono stati fatali e, di conseguenza, hanno anche segnato la qualificazione mentre la ripresa, esattamente come le precedenti due partite, ha visto il Milan giocare in maniera totalmente diversa.

PIGRIZIA MENTALE O PAURA? -  C’è da capire, in maniera chiara e netta, se questo Milan sia entrato in campo con pigrizia mentale o con una paura che, a questo punto della stagione, trova poche giustificazioni. Il primo tempo con la Juve ha fatto riemergere paragoni poco gratificanti con alcuni Milan pessimi degli ultimi anni per approccio e gioco. La pressione della Juve è stata forte e di qualità, ma è altrettanto vero che non c’è stata una singola azione manovrata da parte dei rossoneri, che non hanno mai calciato verso la porta di Neto. L’approccio della seconda frazione di gara, invece, ha fatto aumentare i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato visto che il pallone è iniziato a girare con più precisione, i giocatori hanno avuto più personalità nelle giocate e si sono rivisti quei movimenti sincronizzati sia sulle fasce sia per linee interne, che hanno caratterizzato il gioco di Montella e del suo Milan.

CAMBIO DI MARCIA -  A partire da Udine, come hanno detto in tanti, inizia il vero e proprio campionato dei rossoneri, dove occorrerà essere meno belli e più cattivi. Quella cattiveria che serve per vincere contro squadre che, ad oggi, non hanno quasi più niente da dire a questo campionato e che proprio per questo motivo rischiano di essere ostacoli ostici da superare, perché giocheranno con leggerezza contro avversari che, invece, hanno ancora molto a cui ambire. Il percorso di crescita di questo Milan, che sta piacendo tanto ai tifosi, passerà anche da questa fase. Ovvero quella delle vittorie sporche e cattive, con un’attenzione costante dal 1’ al 90’, perché Natale, ovvero il tempo dei regali, è passato.