L'astinenza del Faraone

L'astinenza del FaraoneMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
martedì 2 aprile 2013, 18:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il momento di Stephan El Shaarawy è di quelli controversi, assoluto protagonista nel Milan e nella Nazionale azzurra grazie a prestazioni monstre, il ragazzo non riesce però a trovare con continuità la via della rete.
Intendiamoci, non siamo a criticare un giocatore che da un apporto decisivo in termini di gioco, assist, copertura, corsa e supporto alla manovra, certo però il gol per un attaccante è linfa vitale, serve più a lui ed al suo morale che ad un Milan che viaggia su medie gol piuttosto elevate.
Sono ormai settimane che c’interroghiamo sui perché di questa scarsa vena realizzativa del Faraone, azzardando tesi e congetture, per arrivare alla conclusione che si tratti della concomitanza di diversi fattori. In primis c’è chi ha parlato di incompatibilità con Mario Balotelli (facile l’abbinamento, visto che i gol di El Shaarawy scarseggiano da quando è arrivato SuperMario), ma i fatti smentiscono questa teoria, poiché l’intesa fra i due dentro e fuori dal campo è evidente, fra scambi di alta classe, assist del 92 e movimenti che s’incastrano sempre meglio. Certo con il 45 in campo sono cambiate le dinamiche offensive del diavolo, poiché prima di lui Allegri non aveva nessuna prima punta da servire in profondità, i vari Pazzini, Bojan e Boateng non erano finalizzatori veri e propri, non hanno il mix di fisico e tecnica dell’ex City, s’incaricavano del lavoro sporco e delle assistenze, irrimediabilmente lasciando la conclusione della manovra ad El Shaarawy.

C’è chi ha paventato un calo di forma del Faraone, a vederlo correre, però, non si direbbe, perché il savonese continua a fare avanti ed indietro con la stessa intensità di inizio stagione, continuando a seminare avversari sull’out mancino. Anche qui, però, un fondo di verità c’è, perché è vero che il ragazzo continua a bruciare l’erba sul suo lato, ma è anche vero che quel tiro a giro sul secondo palo che fulminava puntualmente i portieri ad inizio stagione (un po’ il marchio di fabbrica di El 92) oggi si vede di meno e, spesso, non finisce per trovare il bersaglio. Chiaro sintomo di un periodo di minore brillantezza sotto porta, fra sfortuna (innegabile in alcune occasioni) e lucidità che a volte viene meno dopo 60 o 70 metri di scatto, ma ci sembra anche naturale.

Infine, a mettere i bastoni fra le ruote ad El Shaarawy in zona gol, ci si mette anche la prevedibilità di alcune delle sue giocate.
Il ragazzo è sotto i riflettori dei tecnici avversari, se ad inizio stagione si trattava di una sorpresa, infatti, oggi è il sorvegliato speciale (insieme a Balotelli) delle difese, che lo studiano, cercando di prevedere le sue mosse. In campo aperto il ragazzo è devastante, praticamente inarrestabile per forza fisica, velocità e controllo del pallone, per questo gli avversari gli concedono sempre meno campo, preferendo spesso tenere un uomo bloccato su quel lato (nel derby il cambio di fascia fra Nagatomo e Zanetti evidenziò questa necessità). Nell’uno contro uno, invece, la sua efficacia è andata via via diminuendo, stante una prevedibilità data da mesi passati a seminare difensori rientrando puntualmente sul destro. Oggi i marcatori lo attendono, coprono l’interno dell’area di rigore indietreggiando e gli lasciano prendere la linea di fondo, ben sapendo che sarà costretto a rientrare sul piede migliore. Intendiamoci, il ragazzo non spreca mai un pallone e dalle sue iniziative nascono puntualmente azioni da gol, ma in questa maniera viene sensibilmente diminuita la sua capacità di arrivare al tiro. Ecco forse l’unica “pecca” (anche se definirla tale è un’esagerazione) di Stephan El Shaarawy, un giocatore dotato di una tecnica ed una velocità tale che dovrebbe bruciare i difensori con una facilità disarmante in uno contro uno, mentre spesso cerca la giocata più semplice, quella più sicura.
Siamo certi, però, che su questo il Faraone lavorerà, trovando maturità anche sotto questo aspetto che, una volta perfezionato, ne farà un giocatore praticamente immarcabile.