L'ora del riscatto nel teatro dei ricordi

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lunedì 11 marzo 2013, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il diavolo domani torna al Camp Nou, stadio che evoca ricordi dolci ed allo stesso tempo amari ai tifosi rossoneri, da quella splendida finale del 1989, con lo stadio catalano interamente dedicato al Milan, primo passo per una squadra che avrebbe fatto la storia del calcio, all’ancora bruciante sconfitta dello scorso anno.
Le parole dure di Clarence Seedorf a fine partita sintetizzarono il sentimento di tutto il popolo rossonero, cosciente dell’inferiorità tecnica, ma anche deluso da decisioni arbitrali alquanto discutibili che modificarono irrimediabilmente il corso di una partita tutta da scoprire.
Il Milan torna sul luogo del delitto, cerca il riscatto, quello di una squadra che lo scorso anno dopo quella sconfitta vide crollare tutte le sue certezze, che si lasciò scivolare dalle mani uno scudetto che pareva già vinto, che subì il contraccolpo e non seppe rialzarsi. A distanza di meno di un anno ha l’occasione di rifarsi, partendo da una posizione decisamente più comoda in termini di risultato, ma pur sempre da sfavorita, per di più con il volto nuovo ed acerbo di una vera e propria rivoluzione che ha trovato il suo culmine nella doppia cessione di Thiago ed Ibra al Psg.
L’occasione è buona per riscattare anche il proprio status, dopo aver incassato per mesi le critiche ed essere stati snobbati, i ragazzi vestiti di rossonero, in larga parte sbarbati e poco blasonati, possono mettere la propria firma nello splendido dipinto della storia del diavolo.
Il riscatto lo cerca Massimiliano Allegri, criticato a più riprese dopo quella sfida al Camp Nou dello scorso anno, lì è iniziato il periodo complicato, quello che ha permesso ai detrattori del livornese di portarlo al patibolo a più riprese. Il toscano ha l’occasione di prendersi la sua rivincita, riuscire in quello che è stato concesso solo a pochi negli ultimi anni, trovare la definitiva consacrazione sull’altare dei grandi allenatori, nello stadio che ha incoronato gente del calibro di Arrigo Sacchi.


Sentimenti di riscatto anche per Kevin Prince Boateng, protagonista assoluto dell’ultimo scudetto rossonero, che proprio in terra catalana, nella sfida del girone, trovò un infortunio che diede il via ad un calvario lungo più di un anno, che l’ha visto presente più in infermeria che in campo, che non ha permesso alla sua stella di brillare come avrebbe potuto. Nella partita d’andata ha ritrovato il palcoscenico che gli spetta, ha ritrovato il gol e la ribalta della cronaca, quella calcistica, quella tecnica, quella fatta di gesti importanti, come la rete messa a segno contro i blaugrana lo scorso anno, anche se nella sfida di San Siro.
Ritorno sul luogo del delitto, e qui la parola non è azzardata, anche per Philippe Mexes, lui che la stagione scorsa spalancò le porte della semifinale a Messi e compagni con quell’errore madornale che portò al rigore del primo vantaggio catalano. Il francese con la partita di due settimane fa sembrerebbe aver già rimediato grazie ad una prestazione semplicemente mostruosa, fatta di prepotenza fisica e tempismo, le sue doti migliori, ma al Camp Nou potrà mostrare definitivamente di avere le qualità per fare la differenza nella linea difensiva del diavolo. Con l’addio a Nesta e Thiago Silva è lui l’uomo di maggior spessore, torna a Barcellona per mostrare che nelle partite che conta può essere punto di riferimento e trascinatore, che per una notte può mettere una pezza ai suoi cali di concentrazione e diventare campione vero.
Una notte dai tanti risvolti quella di domani, una serata fatta di chance imperdibili per i singoli e per il Milan tutto, per un popolo che non ha dimenticato la sofferenza dello scorso anno, ma che allo stesso tempo ha ben fermo nella mente le gioie di tempi lontani e gloriosi. Una notte da campioni, una notte al Camp Nou: una notte da Milan.