La manovra rossonera comincia a ragionare, ma resta ancora un dualismo da risolvere
I rossoneri sono usciti sconfitti da una combattuta ed equilibrata stracittadina, delusi per il risultato ma rinfrancati per i passi in avanti rispetto alle prime uscite. Le prestazioni contro Fiorentina ed Empoli, tra errori a grappolo e timore diffuso, hanno ricordato il peggior Milan dello scorso anno; quella nel derby ha invece messo in mostra una squadra più compatta, decisa e coraggiosa, ancora migliorabile ma sulla buona strada. Le cose da studiare, prima di tutto, riguardano la scelta degli interpreti e il sistema di gioco.
QUESTIONE DI 10 - La pessima prestazione di Honda, in evidente difficoltà quando il tempo per ragionare si riduce, ha inevitabilmente penalizzato la fase offensiva rossonera, soprattutto in fase di ultimo passaggio. Le occasioni ci sono state, ma non così tante quanto la pressione e la generosità del Milan avrebbero meritato. Bonaventura potrebbe fare meglio del giapponese come trequartista, ma le assenze (e le lacune) in mediana obbligano Mihajlovic ad utilizzarlo mezz'ala. Al ritorno di Bertolacci potremmo vedere un rombo più efficace, ma gli infortuni fanno parte del calcio e bisogna pensare ad alternative e contromisure.
DUALISMO E MODULO - Un'altra situazione da sistemare è il dualismo tra de Jong e Montolivo, ad oggi alternativi uno all'altro nel 4-3-1-2. Il capitano rossonero, pur non al massimo della condizione, ha convinto maggiormente rispetto all'olandese, sia in fase di impostazione che di contenimento. La logica vorrebbe che si proseguisse col numero 18 vertice basso, ma è complicato pensare all'ex City come semplice rimpiazzo. Montolivo potrebbe interpretare anche il ruolo di mezz'ala, ma avrebbe compiti diversi da quelli svolti egregiamente nel derby. Una possibile soluzione sarebbe un ipotetico cambio di sistema di gioco, adottando una mediana a due dove far coesistere i sopracitati, ma anche far rendere al meglio i vari Bertolacci e Kucka. Il 4-4-2 sarebbe un'opzione interessante, sebbene la penuria di esterni obbligherebbe qualche rossonero agli straordinari. Il 4-2-3-1 non avrebbe il problema dei laterali, ma ne creerebbe un altro in attacco, sacrificando Bacca o Balotelli in una posizione più arretrata o defilata. Spetta a Mihajlovic decidere come procedere, scegliendo (o mantenendo) la strada che valorizzi al massimo i giocatori attualmente a disposizione.

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