La Repubblica - Bacca: "Il derby non si gioca, si vince. Il Milan è il posto giusto, non l’ho scelto per i soldI"

La Repubblica - Bacca: "Il derby non si gioca, si vince. Il Milan è il posto giusto, non l’ho scelto per i soldI"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/Photoviews
sabato 12 settembre 2015, 12:02Primo Piano
di Salvatore Trovato

Ha idee chiare e umiltà. Soprattutto, ha qualità da vendere. Carlos Bacca è già diventato un idolo dei tifosi rossoneri. Numeri a parte, il colombiano è un professionista esemplare, che in campo dà tutto per la maglia che indossa. E poi segna gol bellissimi, come quello realizzato contro l’Empoli: scatto bruciante, dribbling secco al portiere e palla. Una fuga alla Usain Bolt, caraibico come lui: "Sono del Caribe. Nessuno mi ha mai cronometrato sui 100: sono potente, più che veloce. Gioco per la squadra. Però è vero che un attaccante parla con i gol".

GAVETTA E CHAMPIONS - Dicevamo, professionale e umile, ma la storia del pescivendolo - sottolinea Bacca ai microfoni del quotidiano La Repubblica - è falsa: "Nasce dal fatto che i miei lavoravano in quel campo. Mi tengo l’analogia con un grande del Milan come Gattuso, che ha una pescheria. Il resto è vero. Giocavo nell’Aurora e mi guadagnai il provino decisivo, fino al debutto con Julio Comesaña". Il colombiano si è affermato un po’ tardi nel grande calcio, dopo una lunga e difficile gavetta: "L’importante è arrivare in alto e restarci. Ho ancora 29 anni, non mi voglio fermare. Il Milan è il posto giusto. Non l’ho scelto per i soldi, avrei guadagnato di più in Cina, in Arabia o in Inghilterra. Mi affascina l’obiettivo: tornare in Champions".

DERBY E RESPONSABILITA’ - Il Milan, una nobile decaduta da riportare ai vertici: "Da 3-4 anni non sta al suo posto, in alto. Si è rafforzato e ha un allenatore dalle idee chiare. Lasciare Siviglia, dove stavo benissimo con mia moglie Shayira e i miei due bambini, Carlos Daniel di 5 anni e Karla Valentina di 2, non è stato semplice. Gioco nel campionato che vedevo in tivù e sognavo da piccolo. Non mi spaventano le responsabilità, però siamo una squadra. C’è anche Balotelli: se sta bene, è eccezionale. Senza dimenticare gli infortunati, Ménez e Niang. Qui c’è davvero una sana concorrenza". E ora sotto col derby: "L’ho capito già allo Junior, quando ne vinsi subito uno con una doppietta, e naturalmente a Siviglia, dove ho vinto e segnato contro il Betis: il derby nonsi gioca, si vince".