Maldini: "Donnarumma? Le nostre strade si separano, lo ringraziamo. Il progetto Milan proseguirà e ci porterà a competere ai massimi livelli"

26.05.2021 18:25 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Maldini: "Donnarumma? Le nostre strade si separano, lo ringraziamo. Il progetto Milan proseguirà e ci porterà a competere ai massimi livelli"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Amici e amiche di MilanNews.it, a breve il DT rossonero Paolo Maldini, nonché storico capitano e leggenda del club, interverrà in live durante "AC Milan Talk" sul canale Twitch ufficiale del Milan. Resta con noi per seguire la diretta testuale dell'intervento del dirigente rossonero.

18.15 - Arriva Paolo Maldini, a breve inizierà il suo intervento e risponderà alle domande dei tifosi.

La gioia della squadra e dell'allenatore al fischio finale a Bergamo: "È stato bellissimo, è stata un'emozione. È una stagione che è durata quasi due anni, il mister da quando è arrivato ha fatto due stagioni consecutive, non ha avuto vacanza, c'è stato il covid che ribaltato le nostre vite. Avevamo questo sogno, siamo arrivati al secondo posto per la nostra unità d'intenti. Era giusto festeggiare insieme, queste immagini sono molto significative".

Come l'hai vissuta rispetto a quando festeggiavi da giocatore? "Sono diversi i tempi, obiettivi e società. Da giocatore ho avuto la fortuna al mio terzo anno da pro di avere il presidente Berlusocni che ha fatto qualcosa di eccezionale nel mondo del calcio. Ripercorrere quella squadra non sarà facile per nessun club, allora festeggiavamo le Champions così. Ci deve essere un inizio per tutto, questo è l'inizio di un'avventura che proseguirà e ci porterà a competere ai massimi livelli. Siamo felicissimi ma il Milan deve essere ambizioso, dobbiamo mettere le basi per poi migliorare ogni anno e avere ambizioni sempre più grandi. La differenza tra giocatore e dirigente è enorme, da giocatore hai tensione ma poi giochi e sei talmente stanco che tante cose non le senti neanche. Da dirigente tieni tutto dentro e diventa difficile".

Quali sono stati i momenti chiave della stagione? "Il momento chiave vero è stato quando il mister e io siamo stati confermati e si è deciso di andare avanti col gruppo che stava facendo così bene nel campionato post lockdown. Quello credo che sia stato il momento chiave, abbiamo avuto solo 3 settimane di vacanza dove abbiamo cercato di migliorare la squadra, poi la qualificazione di Rio Ave è stato il momento più difficile con tanti giocatori fuori tra covid e infortuni e lo spirito vero è venuto fuori. È stato un segnale che sarebbe stata una stagione positiva".

Che emozioni suscita entrare in Champions? "Andare in Champions ha ovviamente un risvolto economico, noi siamo molto legati alla parte sportiva. Vai a competere con le migliori squadre del mondo e cerchi di essere al loro livello, c'è una sfida ancora più alta rispetto al campionato, riserva sorprese sia positive che negative, ma quando si tratta di Milan quasi sempre positive. È un elevare il livello del club non solo a livello economico ma anche degli stessi calcaitori; Ibra nello spogliatoio ha chiesto chi avesse giocato la Champions, solo Hakan Calhanoglu ha alzato la mano. Questo fa capire quanto fa capire quanto sia difficile essere protagonisti in una competizione del genere".

Sulle bandiere nel calcio moderno: "Era difficile allora, ora è ancora più difficile. Riuscire a trovare un calciatore che ha qualità ambizione, trovare un ambiente che faccia sì che possa esaudire le sue richieste ambiziose è difficile. Il mercato estero e dei ragazzi, quando firmano il loro primo contratto, è talmente ampio che effettivamente sono storie belle ma sempre più difficili".

A quale gruppo che hai avuto somiglia questo di quest'anno? "È difficile da dire. Ho fatto parte sempre di gruppi con giocatori esperti. Questo è il più giovane d'Italia, le similitudine saranno poche ma speriamo che siano simili nei risultati".

Su Donnarumma: "Credo che si debba ringraziare tutti i calciatori che hanno fatto questa stagione incredibile. Gigio è stato leader e spesso capitano. La gente fa fatica a capire cosa voglia dire fare il professionista, che deve essere pronto a cambiare casacca. So che questa è una cosa che è difficile da accettare, è sempre più difficile trovare carriere che iniziano in un posto e finiscono in quel posto lì. Bisogna avere rispetto per chi ha dato tanto al Milan, Gigio l'ha fatto, non ci ha mai mancato di rispetto. Le strade si dividono, non posso che augurare il meglio a un ragazzo sensibile come lui".

Sui tifosi: "Il Milan è stata la prima squadra che ha avuto manifestazioni dai propri tifosi durante la pandemia, ci hanno stupito e sorpreso. Prima di Bergamo sapevamo che sarebbero arrivati i tifosi, abbiamo visto l'intensità e la voglia di raggiungere certi risultati e ci hanno fatto tornare a quelle che sono le partite con i tifosi, sono l'essenza del calcio. I ragazzi hanno cercato di essere dei professionisti al massimo ma senza i tifosi allo stadio mancano molte cose. L'idea di ripartire partecipando alla competizione più importnate, avendo come base un secondo posto raggiunto meritatamente, con almeno il 50% dei nostri tifosi ci rende sicuramente felici".

Come si scopre un talento? "Abbiamo un reparto scout molto capace con Geoffrey Moncada a capo. Scout e statistiche si abbinano a quelle che sono le necessità del club e ai gusti di chi è a capo dell'area sportiva, ovvero io, e del Direttore Sportivo, Massara. Ci sono tanti scambi di idee in base a come gioca la squadra e a quello che vuole il mister, a quello che ha bisogno in quel momento quel reparto. C'è tanto lavoro dietro, essere infallibile è impossibile, bisogna essere creativi e scommettere sui giovani che devo dire quando si mettono alla prova danno tante risposte positive".

Un pensiero sul derby Primavera e la finale di Coppa Italia. "Andrò a vedere la Primavera, vogliamo qualificarci per i play off e andare più avanti possibile. Hanno sofferto tantissimo il fatto di essere rimasti fermi per mesi e mesi, hanno perso abitudine a relazionarsi con gli altri. Le ragazze sono fantastiche quest'anno, ci hanno trascinato con la loro ambizione. Ci sarà il primo trofeo da vincere, andremo al Mapei a vedere la finale sperando di portare a casa il primo trofeo femminile".

Un saluto: "Grazie e sempre forza Milan".

18.30 - Termina qui l'intervento di Paolo Maldini.