Mario ed il nuovo "ruolo" del Faraone

Mario ed il nuovo "ruolo" del FaraoneMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 2 febbraio 2013, 19:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Stephan El Shaarawy alla prova del nove, il ragazzo italo-egiziano si appresta a vivere un nuovo capitolo della sua splendida avventura in rossonero, caratterizzata dall’arrivo di Mario Balotelli. I due si conoscono già, in Nazionale hanno mostrato di potersi incastrare alla perfezione, fra caratteristiche diverse e dialoghi d’alta scuola, il gol rifilato alla Francia ne è un esempio. Allo stesso tempo, però, potrebbe cambiare nuovamente lo status del Faraone, arrivato come giovane speranza lo scorso anno, cresciuto all’ombra imponente di Ibrahimovic senza alcuna responsabilità, divenuto trascinatore e leader massimo in questa stagione a suon di gol decisivi, oggi si trova a dover convivere con l’ingombrante figura di SuperMario.
I due sembrano avere un ottimo rapporto, l’età è pressoché la stessa, il cattivo gusto in fatto di capelli anche (non ce ne vogliano, ma la cresta è davvero una brutta moda), ma i caratteri sembrano differenti e di molto. L’uno è schivo, educato, sempre fra le righe, ma con una personalità spiccata quando si tratta di far valere le proprie ragioni in campo come davanti alle telecamere, l’altro è vulcanico, a tratti indisponente, una vera e propria testa calda, un catalizzatore di attenzioni mediatiche, inutile puntualizzare chi è il primo e chi il secondo.


El 92 quest’anno ha dimostrato un carattere non da tutti, si è caricato sulle spalle un fardello importante come quello rossonero e l’ha sorretto con le spalle larghe del campione vero, ha accettato le luci della ribalta, ma senza cavalcarla troppo, semplicemente accogliendo gli onori della cronaca per farne uno stimolo a dare sempre di più. Da qualche giorno a questa parte, irrimediabilmente, i riflettori sono tutti per quel “pazzo” di Mario, vera e propria star, accolta come tale, con un clamore mediatico che non ha eguali (sintomo del difficile momento del Milan e del movimento calcistico italiano tutto, bisognoso come mai prima di top player e di una boccata d’ossigeno in fatto di classe e personaggi di spicco), con un amore della piazza che non si era mai visto prima. Naturale che, da oggi, le attenzioni siano tutte per il numero 45, accolto come un "messia", come il nuovo leader di una squadra che poteva contare già su un bomber di razza come El Shaarawy.
Da capire se il Faraone saprà mostrare ancora una volta e di più tutta la sua personalità, continuando a fare quanto di buono mostrato sino ad oggi, sfruttando a suo vantaggio l’arrivo del bad boy Balotelli, tanto in campo, con quei duetti che già si sono visti in azzurro e nel primo allenamento, quanto fuori, potendo continuare a svolgere la sua vita “normale”, magari con meno pressione, qualche intervista e qualche servizio giornalistico in meno.
La convinzione è che il ragazzo di Savona abbia una maturità tale da capire la situazione, coglierne i lati positivi e continuare per la sua strada, continuando a dare il 110% come fatto sin’ora, senza accusare il calo d’attenzione, ma provando a riprendersela a suon di gol e prestazioni monstre, insomma alla sua maniera.