Milan a due facce con una rimonta da difendere

Milan a due facce con una rimonta da difendereMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
lunedì 15 aprile 2013, 12:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il diavolo strappa un punto al Napoli, si allontana dal treno per il secondo posto e si guarda le spalle dalla Fiorentina, dimostrando una volta di più l’immaturità di una squadra che ha bisogno di una crescita netta per tornare al vertice.
Ce l’aveva detto la sfida del Franchi, dove l’ingenuità l’aveva fatta da padrone con quella vittoria gettata al vento in maniera folle, lo ribadisce la gara interna con i partenopei, questo Milan non è ancora in grado di fare la differenza nelle partite che contano. I risultati negli scontri diretti sono emblematici, certo c’è stata una crescita netta rispetto al girone d’andata, dove di punti ne arrivarono solo 4 (uno a Napoli e tre con la Juventus), ma anche nel ritorno, Lazio a parte (con la squadra di Petkovic in piena crisi di gioco e risultati), il diavolo non brilla con le grandi.

Una squadra a due facce quella di Allegri, capace di comandare il gioco e fare male all’avversario, di sorprendere con sprazzi di grande calcio, ma allo stesso tempo vittima di ingenuità evidenti. La partita di Mathieu Flamini, protagonista in positivo ed in negativo ieri, è la sintesi perfetta della gestione a tratti scellerata del Milan. Il francese sorprende tutti con un tiro preciso che batte De Sanctis, pescando un jolly che non fa propriamente parte del suo bagaglio, divenendo trascinatore, salvo poi rovinare tutto con un intervento quasi folle che gli costa il rosso e ne rovina la prestazione. Alla stessa maniera il diavolo nel primo tempo tiene lì il Napoli, esprime un bel gioco, trova un gol splendido per costruzione, ma subito dopo è capace di subire una rete figlia di una serie concatenata di errori, da Flamini stesso che si lascia sfuggire Hamsik, passando per Zapata che si lancia verso lo slovacco facendosi bucare da un passaggio facile facile, quando forse avrebbe potuto temporeggiare, per finire con Mexes che non segue il movimento del compagno e lascia tutta l’area di rigore a Pandev.
Questo Milan è così, croce e delizia dei propri tifosi nella sua imprevedibilità, splendido nel suo gioco offensivo e spesso spettacolare, pericolante negli sbandamenti di una fase difensiva a tratti svilente. La crescita è state netta in stagione, sotto tutti i punti di vista, soprattutto quelli difensivi, anche perché l’inizio era stato davvero disastroso, ma gli scontri diretti ci dimostrano che con le grandi questo Milan ha ancora diversi limiti.

Adesso la sfida allo Juventus Stadium, senza dubbio la più complicata per caratura dell’avversario e clima in campo, diventa fondamentale, un appuntamento da non fallire a nessun costo per mantenere un terzo posto preziosissimo e sperare ancora nella piazza d’onore. Allegri si presenterà in casa di Conte con un solo risultato utile, in virtù del doppio pareggio con Fiorentina e Napoli che complica  irrimediabilmente il cammino verso l’Europa che conta. La speranza è che il diavolo sappia dare un altro colpo di coda, tirare fuori l’orgoglio e ritrovare la marcia, un po’ come accaduto un girone fa proprio contro i bianconeri, quando il gol di Robinho su rigore aprì la forsennata rimonta di un Milan che oggi deve difendere quanto di buono fatto nelle ultime 19 gare.