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Il Milan è fermo. Problema per il mercato? No: il nocciolo della questione è il vuoto di comando

Il Milan è fermo. Problema per il mercato? No: il nocciolo della questione è il vuoto di comandoMilanNews.it
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
A quasi un mese dall'inizio della rivoluzione targata RedBird il Milan continua a non avere una struttura dirigenziale chiara.

Il Milan è fermo. Non solo sul mercato, dove l'immobilismo inizia a diventare rumoroso, ma soprattutto nella struttura che dovrebbe governarlo. Al 21 giugno, a quasi un mese dai licenziamenti dei vari Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada e Igli Tare, il club rossonero non ha ancora un direttore sportivo né un direttore tecnico ufficialmente operativi. L'allenatore - almeno quello - è stato scelto, con Ruben Amorim sempre più pronto a vesitre i panni di un manager all'inglese, centrale in qualsiasi decisione, ma intorno a lui manca ciò che in una grande società dovrebbe essere scontato: una catena di comando chiara, riconoscibile ed autorevole. 

KIROVSKI E GARDINERI: SOLUZIONE O TOPPA?

Per provare a garantire un minimo di operatività, il Milan sembrerebbe orientato a promovuoere internamente Jovan Kirovski, dirigente e responsabile del progetto Milan Futuro, e Bobby Gardiner, fino a questo momento attivo nell'area perfomance analytics. Profili interni, già dentro il mondo rossonero, ma con un limite oggettivo: non hanno il patentito da direttore sportivo e quindi non possono rappresentare una soluzione piena. Per questo motivo il Milan starebbe valutando l'idea di affacciarsi a una figura esperta e patentata, come Domenico Teti, e magari anche a un agente forte come George Gardi, utile per accelerare trattative e contatti. Ma il punto resta sempre quello: un club come il Milan può davver arrivare a fine giugno con una struttura nata dall'emergenza e non da una scelta strategica? 

IL RISCHIO È FAR PARTIRE AMORIM GIÀ IN SALITA

La mancanza di punti di riferimento ha portato poi ad una situazione surreale: il Milan non sarà rappresentato da nessun dirigente alla cena informale tra club prima dell'assemblea FIGC che porterà all'elezione del nuovo Presidente Federale. Un dettaglio che fa rumore, simbolo di un Milan che più che organizzato sembra isolato a sé stesso. La stagione, però, non aspetta le riflessioni di Cardinale. Tra circa 20 giorni inizierà il raduno, con Amorim che dovrà valutare la rosa, indicare priorità, capire chi resta e chi no. Senza una dirigenza forte ogni scelta rischia di diventare lenta, confusa e provvisoria. Il Milan non hasolo bisogno di comprare calciatori e rinforzarsi, ma anche di sapere chi decide. Ed oggi, a quasi un mese dall'inizio della rivoluzione, è questa la domanda più importante alla quale trovare una risposta.