Milan in riserva, occhio alle spalle
La benzina nel motore rossonero sembra essere finita: l’immagine emblematica risale a domenica sera, ultimi istanti di partita tra Milan e Napoli. A 30 secondi dal fischio finale del match, M’Baye Niang, giovane attaccante rossonero, tergiversa sulla trequarti avversaria aspettando il fischio finale, al posto di tentare un ultimo disperato assalto. Morale della storia: le rincorse si pagano a livello fisico e psicologico. Infatti non bisogna dimenticare che alla vigilia della gara d’andata contro il Napoli, serata in cui ci fu la rimonta svolta con la doppietta di El Shaarawy (domenica seduto immalinconito in panchina), il Milan era al dodicesimo posto. Un girone dopo la squadra guidata da Max Allegri sta tentando l’assalto al secondo posto, posizione che permette qualche giorno in più di vacanza per i giocatori e una migliore programmazione per la società. Tuttavia nelle prossime e ultime sei giornate può ancora succedere di tutto: se il distacco dalla seconda posizione rimane invariato, di 4 punti, è anche vero che anche 4 (e non più 6) sono i punti che dopo questa giornata separano i rossoneri dalla Fiorentina.
Massimiliano Allegri da uomo di campo e di sport, sapendo quanta fatica sia costata alla squadra la rimontona, ha ragione a dire che con il terzo posto la stagione del Milan sarebbe da considerarsi buona. Tornando alla gara, il pareggio contro i partenopei ha spezzato due dati statistici positivi per i rossoneri: per la prima volta dalla gara dell’andata al San Paolo il Milan è rimasto senza successo per due gare consecutive. Non solo: dopo 8 vittorie di fila a San Siro, i rossoneri hanno pareggiato per la prima volta quest’anno davanti ai suoi tifosi. Per riprendere il filo del discorso Balotelli non basta, anche perché se il ricorso non dovesse avere successo Super Mario salterebbe le gare con Juventus e Catania: i ragazzi devono trovare dentro loro stessi le ultime energie disponibili per aggrapparsi al traguardo rincorso per tutta la stagione. Mancano sei tappe, non è il momento di mollare. Allegri lo sa, e con lui tutto il Milan.

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