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Milan, niente Rangnick. Fattore Ibra e tempistiche sballate, il tedesco dice no al progetto rossonero

Milan, niente Rangnick. Fattore Ibra e tempistiche sballate, il tedesco dice no al progetto rossoneroMilanNews.it
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Oggi alle 20:29Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
Rangnick si è stancato di aspettare il Milan e si è tirato indietro. Anche questa volta niente da fare per il suo approdo in rossonero

Chi troppo aspetta, nulla stringe. Adattiamo un famoso proverbio alla desolante attualità rossonera. Non sarà Ralf Rangnick il prossimo direttore dell'area sportiva e tecnica del Milan: il tedesco, che aveva fatto richieste ben precise durante i colloqui con Cardinale, si è stancato di aspettare ed è quindi da considerare fuori dalla corsa per un posto dirigenziale a Casa Milan.

RANGNICK-MILAN, È SALTATO TUTTO

Rangnick voleva una risposta chiara da Cardinale prima che iniziasse il Mondiale con la sua Austria, che non è arrivata. Dopo gli incontri delle scorse settimane, in cui Der Professor aveva fatto richieste precise e dettagliate sulle sue aree di competenza nel club, il via libera non è arrivato. Il Milan, nella figura di Cardinale, non è disposto a cedere così tanto potere decisionale ad una sola figura, che avrebbe portato la sua "squadra" di assistenti e che sarebbe stato centrale in ogni scelta, anche per quanto riguarda il Settore Giovanile.

RANGNICK-IBRA, CONVIVENZA IMPOSSIBILE

Rangnick, che ha un certo tipo di esperienza nel mondo del calcio, non avrebbe voluto nessun tipo di ingerenza esterna, soprattutto da parte di Ibrahimovic. Lo svedese nell'ultima stagione ha evidentemente creato attriti e situazioni spiacevoli con mister Allegri: Rangnick avrebbe voluto mettere nero su bianco clausole e accordi per evitare tutto questo. Così non è stato. Non scegliendo, il Milan ha scelto: il tedesco aveva fissato per oggi una deadline ma non ha ricevuto nessuna risposta da Cardinale. Ralf ora si concentrerà al 100% sul Mondiale con la sua Austria, con la Federazione che ha ormai pronto il rinnovo: l'intenzione è quella di continuare almeno fino ai prossimi Europei.

Dopo settimane di tira e molla anche il nome di Ralf Rangnick è da depennare: passano i giorni, il tempo scorre, aumentano i rifiuti e gli accordi saltati, il Milan di Cardinale continua a non avere né capo e né coda.