Pulisic: "Milan, andrà tutto bene: la squadra tornerà dove merita. Pochettino una grande scoperta"
I Mondiali 2026 sono cominciati ieri: ha aperto le danze il primo dei tre paesi ospitanti, il Messico, con una vittoria 2-0 sul Sudafrica. Dopo la gara nella notte tra Corea del Sud e Repubblica Ceca (2-1), oggi tocca alle altre due padrone di casa: il Canada affronta la Bosnia Erzegovina alle 21 e nella notte gli Stati Uniti giocano contro il Paraguay (ore 3 italiane). Sarà l'occasione per vedere impegnato il primo dei dieci giocatori del Milan convocati per la rassegna iridata: Christian Pulisic. Il rossonero americano, per l'occasione, è stato intervistato in esclusiva questa mattina alla Gazzetta dello Sport: tema Mondiale, ma si è parlato anche di Milan.
PULISIC, MILAN ANDRÀ TUTTO BENE
L'intervista della rosea a Christian Pulisic si apre proprio con il Milan. Una stagione finita male a livello di squadra ma anche personale, con l'americano che dopo una prima parte di campionato travolgente non ha segnato più dal 28 dicembre in avanti offrendo prestazioni di poco conto. Le parole di Pulisic sul Milan: "Posso solo dire che il Milan è un grande club e penso che sistemeranno tutto... Alla fine, sono sicuro che andrà tutto bene e la squadra tornerà lassù dove merita. In questo momento, però, il mio focus è qui in America. Sono in contatto con alcuni dei compagni al Milan. Ci siamo sentiti e mi hanno anche semplicemente fatto gli auguri per il Mondiale. In generale, ho tanti amici molto stretti in Italia con cui parlo quotidianamente". Ad allenare Pulisic e compagni c'è il tecnico sudamericano Mauricio Pochettino, entrato in contatto con la proprietà rossonera in questi giorni di casting. Il parere di Pulisic su Pochettino: "Lo vedo solo come il mio commissario tecnico, qui e ora. Il nostro rapporto è buono, decisamente buono. Abbiamo avuto delle belle conversazioni negli ultimi giorni: so cosa mi chiede e cosa posso dargli. Penso che con lui ci stiamo preparando al meglio possibile per affrontare il torneo". E ancora su Pochettino in relazione ad altri allenatori avuti: "Non faccio paragoni, ma credo sia il primo allenatore sudamericano che ho in carriera. È stata una bella esperienza, una grande scoperta. Mi piace la passione, mi piacciono le idee di calcio che porta con il suo stile. Pretende grande energia e intensità continua in campo"
PULISIC, L'EMOZIONE DEL MONDIALE IN CASA
Per Christian Pulisic e gli Stati Uniti c'è la grande emozione di giocarsi un Mondiale in casa, un privilegio per un calciatore ma anche una pressione da sostenere. Così l'attaccante del Milan: "Non abbiamo paura, questo è il nostro momento. Vogliamo essere una vera forza in questo Mondiale, capace di giocarsela con tutti. Rispetto all'ultima volta? Mi sento un po’ più rilassato, l’esperienza mi ha calmato e il fatto di essere a casa nostra aiuta. Ma poi penso di essere un giocatore migliore rispetto a 4 anni fa in Qatar: sono cresciuto molto sotto tutti gli aspetti, anche in Italia". Ad aiutare anche il fatto di giocare accanto a compagni con cui è cresciuto, come Weston McKennie della Juventus: "Siamo davvero cresciuti insieme, ora siamo entrambi in Italia al top, io al Milan e lui alla Juve, ma soprattutto difendiamo ancora insieme la nostra nazionale. Quando affronti una partita così importante, con la pressione dell’esordio in un Mondiale, ti aiuta guardarti accanto e vedere ragazzi che conosci da quando avevi 13 o 14 anni. Vuoi lottare come loro, non deluderli, coprirgli le spalle. È con questo spirito che arriviamo al Mondiale di casa". Nel penultimo test Mondiale, Pulisic ha ritrovato un gol che mancava dal 28 dicembre in generale e con la Nazionale da un anno e mezzo: "L’ho detto dopo l’amichevole col Senegal: era importante segnare, anche se non capivo perché si parlasse solo di questo. Adesso mi sono sbloccato e spero che ci si concentri su altro, su questo momento storico di fronte a tutti noi, che sembra così folle, quasi surreale. Questi momenti, noi calciatori americani non li dimenticheremo mai. Ma adesso l’obiettivo si chiama soltanto Paraguay: servirà lottare davvero ma se dovessimo vincere subito manderemmo un segnale forte al girone"
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