Montolivo non basta ad un diavolo senza idee
La sconfitta allo Juventus Stadium è di quelle che fanno male, che sviliscono una squadra che aveva sperato di raggiungere un secondo posto per certi versi miracoloso, ma che oggi si trova a rischiare fortemente di perdere anche la terza piazza conquistata con fatica e voglia dai ragazzi di Allegri.
Le ultime tre sfide ci hanno detto che questo Milan soffre ancora di evidenti amnesie difensive, quelle che hanno permesso a Fiorentina, Napoli e Juventus di lasciare il diavolo con il magro bottino di due punti nel momento più importante della stagione.
Allo stesso tempo, i secondi 45 minuti con i partenopei e la sfida di Torino in particolare, hanno evidenziato come i rossoneri non siano in grado di offrire un gioco degno delle aspettative dei tifosi. La carenza di qualità in mediana è il primo dei problemi di questa squadra ancora in via di costruzione, un difetto che si porta dietro ormai dalla scorsa stagione, ma che per lunghi tratti quest’anno è stato coperto da prestazioni eccezionali di Montolivo e di un attacco a tratti spettacolare. La carenza di azioni da gol nell’ultima partita e mezzo, però, ha riacceso i riflettori sulle evidenti carenze di una linea mediana troppo spesso priva d’inventiva che si affida quasi interamente alla vena del Caravaggio rossonero.
Centrocampo non esente da colpe neanche per quel che riguarda gli errori difensivi del diavolo, anche se a volte causati da sbagliate valutazioni dei singoli. Il popolo rossonero è stato abituato male con il susseguirsi nelle retrovie di campioni dallo spessore unico come Maldini, Nesta e Thiago Silva, ma, assenza di stelle a parte, la mancanza di una mediana capace di supportare a dovere la linea arretrata è uno dei motivi principali dei tanti gol incassati, lo dimostra la rete di Pandev con Flamini che si perde Hamsik, lo ha ripetuto all’infinito Massimiliano Allegri quando parlava di fase difensiva da registrare. A ben guardare non tutti i top club possono fare affidamento su campioni della difesa, lo strabiliante Bayern Monaco che ha strapazzato la Juventus, per esempio, non può contare su eccellenze difensive, ma il lavoro della mediana, capace di tenere il pallone, caricarsi il peso dell’impostazione e coprire con dovizia sulle ripartenze, mette a riparo Neur dai pericoli avversari.
Le ultime prestazioni del diavolo, con un finale di stagione che da trionfale ed in discesa, come poteva essere, diventa rischioso e comunque al cardiopalma, ci hanno ribadito una volta di più che il reparto in cui intervenire per primo è il centrocampo. La presenza di uomini di quantità, da capitan Ambrosini, passando per Flamini e Traorè, nonché di incursori come Muntari, Nocerino e Boateng, non è sufficiente a garantire la fantasia che serve a scardinare difese forti ed organizzate. Il solo Montolivo non basta, è evidente, la qualità delle punte rossonere, devastante contro le piccole che irrimediabilmente soffrono l’uno contro uno con uomini del calibro di El Shaarawy e Balotelli, non consente di fare breccia contro formazioni blasonate e capaci di non lasciare spazio all’iniziativa dei singoli. La manovra di questo Milan non è quasi mai stata fluida nelle ultime tre gare, il possesso di palla del diavolo, seppur maggiore nei numeri rispetto a quello avversario, ha condotto a pochissime occasioni da rete, sintomo di una carenza di fantasia cui è necessario porre rimedio nel prossimo mercato estivo per tornare a puntare al vertice.

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