Niang sboccia al Genoa e il Milan resta vigile: per il futuro serviranno gioco e fiducia

Niang sboccia al Genoa e il Milan resta vigile: per il futuro serviranno gioco e fiducia  MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/ Image Sport
lunedì 16 febbraio 2015, 21:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

M'Baye Niang non ha certamente goduto di grande fortuna al Milan, vedendo ridurre al lumicino il suo impiego dopo i primi (promettenti) mesi di impiego. La colpa non è stata sua e neanche degli allenatori che lo hanno allenato, semplicemente aveva bisogno di crescere, maturare e giocare... Proprio su questo ultimo punto si basa il prestito al Genoa, dove il ragazzo ha trovato la fiducia di Gasperini e ha finalmente mostrato le sue qualità. Non è un caso che, alla quarta partita in rossoblù, siano arrivati i gol e i titoli sui giornali.

IL MILAN E LA FIDUCIA - Il giovane transalpino è in prestito secco al Genoa e, con tutta probabilità, rientrerà alla base in estate. A quel punto dovranno essere effettuate le giuste valutazioni, anche in base al progetto tecnico che verrà adottato. Essendo Giampaolo Pazzini in scadenza, il Milan potrebbe già disporre di un attaccante per rimpiazzarlo, a patto che Niang riceva la giusta considerazione. In rossonero lo abbiamo sempre visto come esterno, ruolo che può interpretare ma che non è totalmente nelle sue corde: ora, al Genoa, sta giocando nella posizione a lui più congeniale, quella di centravanti.

UN GIOCO DA RITROVARE - Un'altra questione da considerare è quella relativa al gioco, prerogativa essenziale per riuscire a mettere in porta un attaccante. Al Milan, più che i gol, mancano le occasioni da rete, divenute veri e propri eventi: Mattia Destro, fenomenale rapace d'area, ha ricevuto soltanto due palloni contro l'Empoli, uno depositato in rete e l'altro dimostratosi unico pericolo della ripresa alla porta di Sepe. E' impensabile che un centravanti, in una squadra come il Milan, abbia giusto un'occasione e mezza in un'intera partita. Il problema non è quindi da ricercare nei vari numeri 9, ma nella manovra di squadra e nella qualità dei vari "rifinitori".