Potenziale da top, impatto da "moscio": il bivio di Loftus-Cheek

Potenziale da top, impatto da "moscio": il bivio di Loftus-CheekMilanNews.it
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Ieri alle 20:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Adesso è palese, come se fosse un po' l'elefante nella stanza. Le rimostranze a cui si è lasciato andare Allegri durante il primo tempo di Fiorentina-Milan sono state troppo palesi: questo Loftus-Cheek al momento non è né carne e né pesce. Chiariamo subito: nulla contro il ragazzo, ci mancherebbe. Anzi. Quest'anno in più occasioni è entrato col piglio giusto e si è messo a disposizione della squadra giocando da seconda punta in alcune occasioni, sebbene chiaramente non sia il suo ruolo.

La questione Loftus parte da lontano. Se siete curiosi, noi a giugno 2024 scrivevamo questo (CLICCA QUI) dopo una stagione da 10 gol. Erano pensieri positivi, no? Non proprio. Nel senso, i 10 gol non glieli toglie nessuno e avere un centrocampista che arriva a numeri del genere è una fortuna. Ma poi? È quasi un controsenso dirlo, anche perché se avesse numeri del genere anche quest'anno nessuno si lamenterebbe, ma l'ex Chelsea non è mai riuscito ad andare "oltre". E infatti nella stagione successiva, quella scorsa, non ha mai segnato. 10 gol un anno, 0 l'altro, e nel mezzo tante prestazioni che fanno alzare gli occhi al cielo.

La base e le qualità ci sono tutte: 1,91 m di atleta, spalle larghe, ottime capacità di inserimento, buona lettura delle situazioni offensive, progressione da palcoscenici europei. E poi? E poi anche quest'anno, un solo gol in stagione finora. Ma il gol non è il metro di paragone giusto: quello che conta, il nocciolo del discorso, sono le prestazioni. Contro la Fiorentina l'emblema: palla in posizione pericolosa, Loftus va a proteggere palla su una bella verticalizzazione, e perde il possesso con una facilità disarmante. Allegri, e i tifosi, si chiedono come si possa essere così mosci. Paradossalmente Luka Modric, in questi primi sei mesi italiani, ha fatto vedere di saper utilizzare in modo molto più efficace il proprio fisico: minuto, esile, ma risoluto.

Quest'anno poi, a parte qualche breve stop, sta andando meglio anche sul fronte infortuni: in Serie A Loftus ha già totalizzato 826 minuti, contro i 1032 dell'intera scorsa stagione. È un'annata in cui si gioca solo una volta a settimana, il tempo per recuperare e prendersi cura del fisico nel modo giusto c'è. Così come c'è un allenatore di alto livello che ha tra i suoi mantra quello di mettere ogni calciatore nelle migliori condizioni possibili di esprimere le proprie qualità. E infatti Loftus sembra poter incidere in modo concreto, ma arrivati sul più bello si sgonfia: perde i contrasti fisici, non tira, quando va di testa spesso sceglie il tempo giusto ma senza metterci la giusta cattiveria. 

I prossimi saranno mesi fondamentali non solo per il Milan, momentaneamente secondo e ancora in lotta scudetto, ma anche per il calciatore: il contratto scade nel 2027 e questo vuol dire che a giugno entrerà nell'ultimo anno. Tradotto: o sarà rinnovo, e devono cambiare radicalmente tante cose nelle prestazioni dell'inglese, o vedendo il modus operandi del club allora sarà addio. Il contesto c'è, le qualità pure, ora sta a Loftus-Cheek destarsi dal torpore e togliersi di dosso la nomea di "moscio". Anche se c'è da dire che finora, in carriera, non ci è mai riuscito del tutto.