QS - La panchina dalle uova d'oro. Jovic si gioca il futuro, Okafor cerca continuità

QS - La panchina dalle uova d'oro. Jovic si gioca il futuro, Okafor cerca continuitàMilanNews.it
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lunedì 22 gennaio 2024, 12:00Primo Piano
di Francesco Finulli

Cercando di concentrarci sui fatti di campo, l'ultima partita di campionato in casa dell'Udinese ha dato diverse conferme al Milan. I rossoneri hanno vinto la loro quarta gara consecutiva in Serie A, striscia aperta il penultimo dell'anno 2023 in casa con il Sassuolo e proseguita con Empoli, Roma e appunto Udinese. Decisivi i gol dalla panchina e del mercato, come spesso è accaduto quest'anno.

Panchina dorata

Come scrive questa mattina il QS, la rinascita del Milan in campionato è partita proprio dai gol della panchina. A dicembre è stato Luka Jovic ha trovare ritmo e anche sabato il serbo è entrato e ha rimesso tutto sul livello del mare prima che un altro sostituto, Noah Okafor, trovasse la rete che ha regalato i tre punti. Due alternative di Giroud e di Leao che stanno vestendo i panni di Giroud e di Leao. Entrambi, Jovic e Okafor, sono a quota quattro gol in campionato quest'anno, uno in più di Rafael Leao che invece non trova la rete dal 23 settembre. Un'arma cruciale per Stefano Pioli e per il Milan, specialmente se si considera che da metà febbraio, con l'arrivo dell'Europa League, torneranno le partite ogni tre giorni e ci sarà la necessità di riuscire ad alternare le forze in campo.

Obiettivi

Sia Luka Jovic che Noah Okafor devono avere bene in mente i loro obiettivi per questo girone di ritorno. Il serbo si gioca il proprio futuro. L'ex Fiorentina è arrivato al Milan quasi con una riserva: un anno di contratto, rinnovabile a fine stagione solo unilateralmente. Ergo, sarà il Milan a decidere in fin dei conti se Jovic merita una riconferma. L'ultimo mese e mezzo gioca in suo favore ma la continuità sarà un elemento chiave da qui a maggio. La continuità sarà cruciale anche per Okafor. Lo svizzero ha sofferto due infortuni muscolari a stretto giro di posta ma quando è stato in campo ha sempre fatto la differenza: quattro gol in appena 412 minuti di gioco. Quando sta in campo è pericolosissimo, questo è appurato: ora bisogna fare in modo che ci sti il più possibile.