Qualche scelta discutibile

Qualche scelta discutibile
mercoledì 13 marzo 2013, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

A mente fredda, a distanza di un giorno dalla bruciante sconfitta del Camp Nou, non ci abbandona il pensiero che si sarebbe potuto fare qualcosa di meglio in terra catalana.
Vero che di fronte avevamo un Barcellona mai così in palla nelle ultime uscite, decisamente superiore anche quello che comunque ci aveva strapazzato lo scorso anno, che Lionel Messi sembrava aver deciso di sfatare i miti che lo vedevano poco incisivo contro le difese italiane, ma resta che il diavolo non è sembrato sé stesso.
La squadra di Allegri si è mostrata sin troppo arrendevole, rinchiusa nella propria trequarti, quasi a sperare che il Barça non le facesse troppo male, che la vena degli avanti di Vilanova non fosse ispirata e la partita si chiudesse il prima possibile. La parola d’ordine che ha accompagnato tutta la stagione rossonera è stata “equilibrio”, quello che è mancato ieri sera, con una formazione arroccata e timorosa che non è mai riuscita a proporre una trama che potesse fare del male all’avversario (eppure un gol era necessario, per stessa ammissione del mister).
Alcune scelte del livornese non hanno convinto sino in fondo, vero che ha schierato gli uomini più in forma, vero che ha provato ad affidarsi a giocatori che dessero garanzie in tutti i reparti, ma alcune mosse avrebbero potuto regalarci una squadra meno in affanno. Certo parliamo con il senno di poi, ma magari Mattia De Sciglio avrebbero garantito maggiore copertura, senso della posizione rispetto allo svagato Kevin Constant di ieri sera. Vero che il francese ha fatto benissimo in stagione, soprattutto nella partita d’andata, ma nasce ala e ieri ha mostrato tutti i suoi limiti difensivi, non solo in occasione del terzo gol (con quella scivolata scellerata che ha spalancato la via della porta a Villa e quella della qualificazione al Barça), ma tutte le volte che ha lasciato campo e tempo al micidiale Dani Alves (libero di cercare il fondo a più riprese in tutto il primo tempo).

Mattia De Sciglio nasce centrale difensivo, a dispetto della giovanissima età ha sempre mostrato una maturità impressionante, nonché un’attenzione difensiva importante, oltre alle doti di propulsione, magari il numero 2 sarebbe riuscito a tenere meglio botta sugli affondi blaugrana e non avrebbe azzardato interventi pericolosi.
Altra scelta discutibile è stata quella di gettare nella mischia Mathieu Flamini in mediana. Vero che il francese vive un buon momento di forma ed è uno dei pochi in teoria ad avere la gamba per stare dietro ad Iniesta (anche se lo spagnolo ha fatto il bello ed il cattivo tempo), ma con Ambrosini (indispensabile per esperienza e carisma, ma certamente non brillante con il pallone fra i piedi) dall’altro lato, tutto il peso della manovra si poggiava sulle spalle del deludente Montolivo di ieri. Magari con Sulley Muntari in campo qualcosa di meglio si sarebbe potuto vedere, certamente non è un metronomo il ghanese, ma decisamente più educato tecnicamente parlando e capace di gestire meglio il pallone in transizione. Probabilmente gli inserimenti ed i movimenti più offensivi del numero 4 avrebbero potuto giovare ad una squadra che ieri non sembrava in grado di uscire palla al piede dalla propria trequarti (non è un caso se tre gol su quattro nascono da un disimpegno sbagliato), che ha trovato la via della porta solamente con un lancio alla disperata di Montolivo dalla propria linea di fondo.
Ribadiamo che con il senno di poi è decisamente più facile parlare, che probabilmente anche con i due sopracitati in campo le cose non sarebbero cambiate al cospetto di una squadra incredibile come il Barcellona, ma forse un po’ d’equilibrio in più ci sarebbe stato e magari il diavolo sarebbe riuscito ad esprimere una prestazione meno disarmante. Non critichiamo Massimiliano Allegri, vero e proprio artefice dell’incredibile rinascita rossonera, semplicemente abbiamo difficoltà a digerire una sconfitta così netta, quasi impossibile da buttare giù per come è arrivata.