Questo Milan ha bisogno di un progetto, non di ricordi

Questo Milan ha bisogno di un progetto, non di ricordiMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 16 gennaio 2013, 16:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Due operazioni impossibili, non tanto per motivi economici, quanto per esigenze di prospettiva e nuovo iter filosofico. David Beckham e Ricardo Kakà hanno sette anni di differenza, ma entrambi risulterebbero soluzioni tampone, in un momento dove servono trattamenti specifici e duraturi nel tempo. Un po' come il discorso già effettuato per Drogba: grande campione, grande esperienza, grande carisma, ma impossibilitato (per cause anagrafiche) a poter essere presente e futuro del Milan. Il fatto che questi nomi facciano meditare la dirigenza, la quale si sta concentrando su un mercato tra il giovane e giovanissimo, non può essere una buona notizia. In via Turati bisognerebbe avere le idee chiare, alternando ai vari giovanissimi (vedi Saponara) calciatori giovani ma già dotati di una forte esperienza: siamo d'accordo su Santon, 146 partite ad appena 22 anni, saremmo d'accordo su Mario Balotelli, che sarà anche fumantino, ma è uno dei pochi attaccanti classe '90 (forse l'unico) che può contare su una certa padronanza ad alti livelli. Non sarebbero da scartare neanche giocatori alla Montolivo, non più in erba, ma comunque in grado di reggere l'urto per almeno un quinquennio.

Qualche tifoso si è già lasciato cullare dal ricordo di Kakà, dalle superbe punizioni di Beckham, dalle vivide immagini di Drogba dominatore all'Allianz Arena: calciatori fenomenali che, senza ombra di dubbio, infonderebbero di entusiasmo l'ambiente nell'immediato. Il problema sta proprio lì: l'immediato. Questo Milan, ad oggi, sembra poter competere esclusivamente per un posto in Europa League, essendo la terza piazza quasi irraggiungibile: anche campioni come i sopracitati, con tutto il bene del mondo, difficilmente riuscirebbero a compiere il miracolo. La società rossonera deve quindi pensare sia ad oggi che a domani, cercando di porre le basi per una squadra che, nella prossima stagione, possa quantomeno competere per i primi tre posti. Serve un progetto, servono acquisti, e perchè no anche cessioni, ma bisogna muoversi senza lasciarsi influenzare dal passato.