Rivoluzione Milan: il diavolo cambia volto
Il momento in casa Milan è di quelli convulsi, mentre Adriano Galliani è intento a discutere con i giocatori in scadenza, a tenere banco è la situazione della panchina e non solo, perché sembra che in seno al diavolo ci possano essere dei cambiamenti societari.
Non solo il nuovo tecnico, sempre più probabile, per non dire ormai certo, che Massimiliano Allegri lasci dopo tre anni fra alti e bassi, in attesa di trovare un accordo sull’eventuale buonuscita per il livornese, ma anche un ingresso prepotente per un totem della storia rossonera. Per la serie il Milan ai milanisti, oltre a Clarence Seedorf, sempre più candidato principe per la panchina, ecco spuntare il nome ingombrante di Paolo Maldini.
Dopo anni a lanciarsi frecciatine con i vertici di via Turati, con evidenti dissapori con Adriano Galliani, ecco che sembrerebbe arrivata la tanto attesa chiamata di Silvio Berlusconi in persona, con il presidente onorario che avrebbe preso in mano la situazione, portando un certo scompiglio negli equilibri rossoneri.
Via il Conte Max, mai troppo gradito al tifoso numero uno, dentro un’accoppiata che porta in dote un pedigree importante e che ricorda gli anni migliori di un Milan che fu. Clarence Seedorf e Paolo Maldini, due leader indiscussi del diavolo del passato, uno sulla panchina e l’altro dietro la scrivania per rilanciare il nuovo progetto rossonero.
Da capire quanto c’è di concreto, ad oggi siamo ancora nell’alveo delle voci, semmai delle indiscrezioni, poiché di certo non v’è nulla, nemmeno l’addio ad Allegri, ma la sensazione è che Berlusconi voglia portare aria nuova nelle stanze di via Turati, con due volti giovani, pronti a cambiare la fisionomia di una squadra che negli anni si è sempre basata su equilibri piuttosto solidi, soprattutto al vertice.
Da comprendere quale sia l’umore di Adriano Galliani, vera e propria colonna del Milan degli ultimi 27 anni, uomo di fiducia del presidente, presenza ingombrante in una dirigenza che a lui ha fatto riferimento da sempre, a maggior ragione dall’ingresso in politica, e contestuale ed irrimediabile allontanamento dal Milan, di Silvio Berlusconi. L’ad non sembra aver avuto un rapporto idilliaco soprattutto con l’ex capitano rossonero, a testimoniarlo le parole più volte rilasciate da Maldini negli anni successivi al suo ritiro, quelli in cui nessuno si spiegava il perché di una separazione dopo una lunga carriera da leader. Il diretto interessato, in maniera neanche troppo velata, ha sempre lasciato intendere che i vertici rossoneri non gradissero troppo la sua presenza, quella di un uomo dallo spessore importante, quasi ingombrante, voglioso di un ruolo di primo piano e non solo di ricoprire una figura di rappresentanza.
Un cambio di rotta netto, di questo si tratterebbe se le voci dovessero trovare conferma, un vento di cambiamento importante in seno al diavolo, volti nuovi e rapporti da ristabilire, uno spogliatoio delicato da gestire e personalità forti a confronto per un Milan che ripartirebbe nuovamente da zero.

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