Robinho-Santos: fra chiusura e strategia
Milan-Robinho-Santos un triangolo durato a lungo, ormai da mesi, ma che sembra non portare a nulla. Il club brasiliano nella notte (italiana) di ieri ha comunicato di aver mollato la presa su o rey da pedalada, questioni economiche, richieste delle parti inconciliabili con le disponibilità economiche del Peixe (la stessa società che ha incassato cifre importanti per Neymar, Felipe Anderson e Rafael).
Adriano Galliani dal canto suo ribadisce che il giocatore resta al Milan, per la “felicità” di tutto l’ambiente e, soprattutto, del presidente Berlusconi, che anche in occasione del ritiro rossonero ha ribadito la sua volontà di tenere Robinho, pronto a lasciarlo andare solo per assecondare la sua voglia di ritorno in patria.
Il giocatore spiega la situazione, rende noto di aver fatto tutto il possibile per approdare al Santos, ma di essere felice di restare al Milan, pronto a dare di tutto e di più per i colori rossoneri, anche se gli sarebbe piaciuto tornare in quella che ha definito casa sua.
Walzer di dichiarazioni, prese di posizione più o meno veritiere di tutte le parti in causa, tutti felici, o quasi, perché i tifosi del Peixe si aspettano un acquisto importante, feriti come sono dall’addio ai due gioielli dell’attacco. Allora qualcosa non torna, perché è vero che i soldi incamerati da Neymar, almeno in buona parte, serviranno a rimpolpare i bilanci del Santos, ma lo è altrettanto che i brasiliani hanno bisogno di un colpo ad effetto per rinsaldare il rapporto con i propri supporters.
Il mercato oltreoceano chiude il 20 di luglio, ad avere fretta è proprio la società brasiliana che ha poco più di una settimana per trovare un giocatore di spessore. Imbastire da zero una trattativa per un nuovo obiettivo appare quantomeno complicato, se non impossibile a giudicare dalla paventata (ridotta?) disponibilità economica del Santos.
La sensazione è che in Brasile abbiano fatto un ulteriore, estremo tentativo di abbassare le richieste del Milan e di Robinho, che pure di concessioni ne hanno fatte (il giocatore in particolare riferisce di aver abbassato l’ingaggio, di aver concesso lo sfruttamento dell’immagine e di aver rinunciato anche a benefici e commissioni). Dall’altro lato, però, Adriano Galliani conosce bene queste strategie e non ha alcuna fretta di cedere Binho, perché il mercato da noi si chiude il 2 di settembre, c’è ancora più di un mese e mezzo per trovare i fondi ed operare in entrata.
A ben guardare, quindi, la presunta manovra del Santos potrebbe ritorcersi contro ai brasiliani, i quali potrebbero (oseremmo dire dovrebbero) ritornare fra qualche giorno, con l’obbligo di chiudere l’operazione ed a quel punto, conoscendo già le richieste delle parti, non potrebbero fare a meno che stare alle condizioni del Milan e di Robinho.
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