Un diavolo immaturo fa un passo indietro
Un Milan sciagurato quello che è uscito dal Franchi di Firenze con un solo punto e tanti dubbi in chiave zona Champions. L’arbitro Tagliavento si è reso protagonista di una prestazione al limite dell’indecenza, non ha azzeccato una scelta, di fatto cambiando il corso della partita con quell’espulsione inesistente, incappando in una serie di errori incredibili sino a quel fallo di mano di Roncaglia che non poteva non vedere.
Direzione di gara (sciagurata) a parte, però, resta un Milan che a Firenze ha fatto un evidente salto indietro sotto il profilo della maturità. Il diavolo contro la Fiorentina non è stato capace di essere grande squadra, è rimasto negli spogliatoi fra primo e secondo tempo ed ha dilapidato un doppio vantaggio che gli avrebbe garantito di mettere in ghiaccio la bottiglia per festeggiare il terzo posto.
Sì, perché portando le lunghezze di vantaggio sui viola a nove, la classifica avrebbe sorriso e parecchio al Milan, mentre con i sei punti che ci sono ora, la sfida con il Napoli da giocarsi senza Balotelli e poi la trasferta a Torino contro la capolista Juventus, i giochi sono ancora molto più che aperti.
Nel secondo tempo il Milan non c’ha messo la cattiveria e la mentalità giusta, entrato timoroso, contratto, nonostante il vantaggio numerico tanto sul tabellino quanto negli uomini in campo, ha trovato un gol che sembrava aver chiuso i giochi, ma è riuscito a gettare tutto in maniera del tutto scellerata. Sul 2-0 c’era da gestirla, da far girare il pallone e giocare con serenità, quella di chi è in vantaggio, quella di chi sa di essere superiore, di chi sa di essere più forte, ma che al contempo è consapevole dell’importanza di una gara potenzialmente decisiva.
Eravamo convinti che il Milan 2.0 fosse definitivamente maturato, avesse trovato la consapevolezza e l’atteggiamento della grande squadra, ma a Firenze ha avuto una gestione della partita totalmente incomprensibile. Un passo indietro evidente dal punto di vista della mentalità, con tutte le attenuanti del caso, lo ribadiamo, ma resta che la prestazione del secondo tempo ha mostrato che questa squadra ha ancora qualche limite caratteriale da limare per tornare definitivamente grande.
La speranza è che questo pareggio, che irrimediabilmente complica la corsa alla Champions, possa servire da monito e riportare umiltà, concentrazione ed un po’ di cattiveria in più in una squadra che ha bisogno di ritrovare definitivamente la mentalità giusta. La convinzione è che Massimiliano Allegri (neanche lui è esente da colpe, con qualche scelta opinabile sui cambi) sappia prendere in mano le redini della situazione, rasserenare l’animo dei suoi e far sì che non vi sia un calo di tensione che sarebbe letale proprio in questo momento, c’è da tenere botta, da ritrovare subito la concentrazione e non dilapidare tutto quanto di buono costruito sin’ora, in un momento che senza ombra di dubbio è il più delicato della stagione rossonera.

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