Un muro per Kakà, ma il mercato deve continuare
La visita milanese di Kakà, unita alle sue dichiarazioni d'apertura, aveva scaldato tantissimi cuori rossoneri. "Ci proveremo" aveva fatto sapere Galliani, dopo aver già tentato il disperato ritorno durante l'ultima sessione estiva di calciomercato. Ad agosto gli ostacoli da superare erano due: l'ingaggio del brasiliano e le richieste economiche delle Merengues. Dopo mesi e mesi di esclusioni, Ricardo è entrato in un diverso ordine idee, meditando di ridursi lo stipendio per tornare in Italia. Superato quel macigno, il Milan ha fatto nuovamente i conti con la volontà del Real, impossibilitato ad accettare una soluzione in prestito per motivi bilancistici. Un trasferimento a titolo temporaneo avrebbe causato una forte minusvalenza ai madrileni: un problema analogo a quello che si era presentato in estate. Storia finita? Forse, ma è probabile che l'A.D.
faccia un ultimo tentativo da qui alla fine di gennaio. La logica, tuttavia, ci impone una riflessione più approfondita. E' giusto ascoltare il cuore, tentando di rimarginare la ferita creatasi nel 2009, ma la rosa milanista ha esigenze ben più importanti. Elargendo 5/6 milioni netti a Kakà fino al 2015, il Milan avrebbe speso circa 30 milioni lordi complessivi: una cifra importantissima che, teoricamente, potrebbe essere convogliata in altri reparti. Pensiamo alla difesa e soprattutto al centrocampo, dove urge almeno un innesto di qualità. Se non ci fossero più chances per il brasiliano, come fatto intuire da Galliani nella serata di ieri, sarebbe saggio rinforzare la squadra con innesti intelligenti: nomi meno blasonati ma non per forza meno utili di un ex Pallone d'Oro.

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