Yonghong Li e la (discutibile) strategia del rialzo. Il tempo stringe e lui rischia di perdere tutto

Yonghong Li e la (discutibile) strategia del rialzo. Il tempo stringe e lui rischia di perdere tuttoMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
martedì 26 giugno 2018, 21:36Primo Piano
di Pietro Mazzara

Più passa il tempo e più sale l’ansia dentro l’ambiente Milan sulla nuova cessione che è alle porte. Ma Yonghong Li non deve tirare troppo la corda, anche perché il suo credito è prossimo ad esaurirsi definitivamente presso quei tifosi che, 14 mesi fa, avevano riposto le loro speranze in lui e nel suo progetto di riportare in alto il club. Ma qualcosa o più di qualcosa, a livello economico, è sfuggito di mano al presidente milanista, che adesso si trova davanti ad un bivio: cedere la maggioranza del club entro la fine della settimana a Commisso oppure rischiare ancora, cercando di alzare nuovamente la posta, ma con il rischio pesante di bruciarsi, visto che l’ombra di Elliott avanza minacciosa sul 99,97% delle azioni del club.

IL BENE DEL MILAN -  Già da ieri, qui su MilanNews.it, abbiamo posto l’accento sul fatto che il bene primario dovrebbe essere quello del Milan. Domani arriverà la sentenza dell’Uefa, che ha preso come punto di forza la nebulosità della persona di Yonghong Li, che non si è mai recato a Nyon per chiarire all’Uefa i suoi dubbi sulla sua persona. Mr. Li, in maniera fin troppo schiva, non si è mai esposto e da come sta operando (bravo lui a trovare i nuovi acquirenti), sembra proprio che stia pensando più al bene del suo portafoglio che a quello del club. Già, perché l’operazione-Milan in questi mesi gli è scappata di mano tanto è vero che è arrivato a non ottemperare il pagamento dell’ultima tranche del secondo aumento di capitale da 32 milioni di euro.

SPAURACCHIO ELLIOTT  - La sua prerogativa, oggi, è quella di strappare le condizioni migliori per provare a rientrare dell’investimento monstre fatto per acquisire il Milan ed evitare che il club finisca nelle mani di Elliott. Il fondo dei Singer, che oggi è creditore del Milan di 415 milioni (383 di prestito iniziale, interessi compresi + 32 dell’ultimo aumento di capitale), darebbe a Yonghong Li solo le briciole della rivendita del Milan dopo l’escussione del pegno. Per evitare tutto ciò, il cinese dovrà accorciare i tempi, o con Commisso o con i Ricketts. A meno che, tramite il suo advisor, non trovi quei 32 milioni di euro che salderebbero Elliott e manderebbero ogni discorso ad ottobre. Ma con un Milan, inteso come squadra, che potrebbe partire in terza fila nella griglia del prossimo campionato.