Zaccheroni: "Domenica lo stadio ballava, che emozione. Importante che la squadra non perda energie nervose"

19.05.2022 18:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Zaccheroni: "Domenica lo stadio ballava, che emozione. Importante che la squadra non perda energie nervose"
MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero, è stato ospite del canale Twitch ufficiale dell'AC Milan. Il tecnico emiliano, famoso per lo scudetto del '99 vinto dal suo Milan a Perugia, è stato intervistato da Mauro Suma e Lorenzo Lollo durante la consueta puntata del giovedì di "#SempreMilan". Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Le similitudini con Perugia del 99: che ricordi ha del giovedì prima della partita? “Onestamente non me lo ricordo il giovedì prima di Perugia, (ride, ndr). Fortunatamente quelle situazioni, intendo l’ultima partita decisiva, l’avevo affrontata più volte anche in leghe più basse. Abbiamo cercato solo di non sprecare energie nervose, potevano risultare decisive nel momento in cui durante la gara sorge l’imprevisto, come il gol su rigore del Perugia. Queste squadre si assomigliano, anche se questo Milan è stato protagonista dall’inizio, il mio Milan si è accorto di poter fare qualcosa di importante strada facendo. Qui c’è Ibra, c’è Paolo Maldini che su questo non ha nulla da imparare da nessuno. Io avevo giocatori molto più esperti e che avevano già vinto. Qui a parte Ibra, Giroud e Maignan nessuno ha vinto niente. I miei avevano l’occasione di portare a casa un successo importante, non c’era bisogno di stimolarli ma solo di tranquillizzarli e dirgli di farsi trovare pronti. Così è stato, la squadra è stata tosta in campo”.

Se lo ricorda cosa disse ai giocatori prima della partita? “No, è passato tanto tempo. Sicuramente però non ho usato tante parole. Il problema era di arrivare da una partita all’altra, con il rischio di bruciare energie nervose. Meno parlavo e meglio ero. La macchina era lanciata, non voleva trovarsi di fronte imprevisti. Come questa. Non stiamo a fare gesti scaramantici, sono sempre stato contrario: per me conta solo quello che metti sul campo. Qui ci sono tutti gli ingredienti, questa squadra ha così tanta energia che sembra che abbia cominciato ieri il campionato. Non sono mai tesi. E poi come festeggiano… domenica ero a San Siro, mi è venuta la pelle d’oca. Vale la pena fare calcio solo per vivere emozioni come quelle di domenica.

Lo stadio di Milan-Atalanta come quello di Milan-Empoli: “Io ero in campo, non sentivo nulla. Domenica lo stadio ballava, non ero tranquillissimo (ride, ndr). Vivere quelle emozioni, anche dalla tribuna, è tanta tanta roba”.

Cosa ha pensato il giorno dopo Milan-Perugia? Come ha razionalizzato? “L’adrenalina era tanta che onestamente non mi ricordo neanche di aver dormito. Fu una giornata intensa, come mi sono alzato e sono sceso sotto casa c’era la ressa ad attendermi. Nel pomeriggio poi avevo la conferenza con i media, la conferenza post scudetto. È stata una giornata intensa. Ovviamente felice perché finalmente ci potevamo anche rilassare. Ma il lunedì non sono riuscito assolutamente a rilassarmi. Il presidente tra l’altro ci fece tornare a Milano pensando di dover andare allo stadio, ma alla fine è saltato tutto. Quindi sono arrivato a Cesenatico alle quattro del mattino. Eravamo andati a cena a festeggiare insieme, poi io ero salito con la mia famiglia per tornare a casa. Poi mi chiamò Adriano per dirmi che il presidente ci aspettava allo Stadio, poi cos’è successo non ne ho idea… Come sono sceso dall’aereo mi hanno passato il presidente che mi disse che era già stato fatto tutto e di poter tornare a casa”.

Su Pioli e le sue idee: "Io fin dall’inizio ho detto che il Milan era capace di tutto. Sapevo che poteva succedere di tutto. All’inizio potevi avere un Ibra migliore dello scorso anno, ma in realtà anche quest’anno la stagione è stata segnata dagli infortuni. Chi poteva pensare che Tomori e Kalulu potessero avere questo rendimento? Io però ci credevo, anche perché Pioli ha dato alla squadra un suo calcio. L’ha cambiato nel corso dell’anno, anche se qualche giocatore l’ha sofferto come Giroud. Cercare le vie centrali ha dato tanti vantaggi, Giroud però un po’ ha sofferto: per lui è difficile giocare in spazi così stretti e spalle alla porta. Poi Pioli ha rinfrescato gli stimoli in tanti giocatori: è stato bravo a studiare e aggiungere sempre qualcosa di partita in partita. Il Milan per me ha fatto un calcio innovativo, e quando proponi qualcosa di diverso l’avversario lo sorprendi spesso”.

Su Kalulu: “Già dal suo arrivo ha mostrato grande personalità, sicurezza e duttilità. Bene per il Milan che abbia questa grande capacità negli uno contro. Il Milan si ritrova spesso in due contro due in difesa, ma Kalulu e Tomori affrontano sempre gli avversari col piglio giusto. Il Milan utilizza poi tuttocampisti, come Calabria: fa l’ala, la mezz’ala, il mediano. Theo uguale. Senza parlare di Tonali e di Kessie: hanno giocato dappertutto. Qui c’è grande rammarico di perdere Kessie. I tifosi del Milan non gli devono rimproverare nulla, è un professionista. Lo dico io che non ho mai avuto un agente. Capisco comunque i giocatori. Kessie ha dato tanto al Milan, è stato determinante, sarà un problema sostituirlo per la sua personalità e per la fisicità. Secondo me al mondo non esiste un calciatore che possa buttarlo giù. Tonali pensavo fosse bravo solo davanti la difesa, invece è bravo in tutto: ruba palla, si inserisce, gioca sulle fasce. È una grandissima risorsa per il Milan e per la Nazionale del futuro”.

Sul Sassuolo di Dionisi: “Mi aspetto un Sassuolo che giochi col solito entusiasmo: non regalerà nulla, non aspettiamoci dei regali. Sul piano tattico non prevedo grandi mutamenti. Non credo ci saranno marcature speciali. Loro sono molto collaudati, io ci sono passato da quel tipo di organizzazione, quando la tua squadra ha acquisito una certa consapevolezza più input dai e meno prestazione fanno. Ci saranno motivazioni differenti, il Milan non deve sprecare energie nervose: ci saranno i soliti accorgimenti da fare legati alla partita. Io al Milan non sono riuscito a fare un passaggio che era quello del non ritiro. Il ritiro brucia energie. Io facevo venerdì l’ultimo allenamento, sabato liberi e ci vediamo domenica. Se ha il gruppo giusto funziona. Io lo proposi a Billy, Paolo e Demetrio. Mi dissero che erano cresciuti a ritrovarsi per la partita il giorno prima, mi dissero di chiedergli qualsiasi cosa ma non di rinunciare al ritiro. All’Inter con Adriano non l’avrei mai fatto di dargli il sabato libero (ride, ndr). Con Paolo, Billy e Demetrio immagino che non ci sarebbero stati problemi”.