100 VOLTE PIPPOGOL

100 VOLTE PIPPOGOL
mercoledì 21 maggio 2008, 15:57Vista dalla Curva
di Davide Bin

Domenica scorsa, proprio all'ultima partita di campionato, Inzaghi ha tagliato un prestigioso traguardo personale, quello delle 100 reti in maglia rossonera, dieci delle quali realizzate nelle ultime sette partite di campionato. Nessuno, nemmeno lui, avrebbe scommesso sul fatto di poter arrivare così velocemente a tale cifra meno di tre mesi fa, con il Milan fuori dalla Champions League, negli ultimi anni terreno preferito di caccia (ovvero gol) per SuperPippo che, come tutta la squadra del resto, aveva un po' trascurato il campionato per cercare (e raggiungere) glorie internazionali. In effetti il primo gol in campionato di Inzaghi era arrivato solo a fine febbraio contro il Palermo, dopo un digiuno durato più di un anno, ma poi l'attaccante si è lettaralmente scatenato nel finale di stagione, andando in rete per cinque partite consecutive (cosa che non gli era mai riuscita in passato), in sei delle ultime sette e rimanendo a secco solo nella sciagurata partita di Napoli, in cui, per la verità, non ha mai ricevuto un pallone giocabile ed è stato totalmente dimenticato dai compagni. E' stato lui, insieme a Kakà, a tentare di trascinare il Milan in Champions League; l'impresa non è riuscita e ora resta il rammarico dei tanti punti buttati via in molte partite, mentre per Inzaghi si è aggiunta anche l'amarezza della mancata convocazione all'Europeo; nonostante le dichiarazioni diplomatiche dei giorni precedenti alle convocazioni, sicuramente Pippo si aspettava di essere chiamato in Nazionale, proprio perchè negli ultimi due mesi aveva dimostrato di stare bene e di poter essere utile anche in maglia azzurra, divisa che ama come quella rossonera. Difficile trovare un attaccante così prolifico, così spietato in area di rigore, così pronto ad entrare in partita ed essere decisivo, magari anche solo partendo dalla panchina. Donadoni gli ha preferito Borriello (e non Cassano, come tutti dicono, che non è una punta d'area di rigore), più continuo nell'arco di tutta la stagione, che ha sfiorato il titolo di capocannoniere ma in flessione negli ultimi tempi, proprio nel momento in cui, invece, SuperPippo ha fatto meraviglie. A giugno sapremo se la scelta sarà stata giusta, nel frattempo ci dispiace che Inzaghi abbia dovuto ingoiare un boccone amaro alla fine di una vera e propria abbuffata di gol in queste ultime settimane; questo articolo è dedicato, però, al SuperPippo rossonero e al suo traguardo da celebrare e non alle sue delusioni azzurre.

Purtroppo i 100 gol rossoneri di Inzaghi non hanno avuto il risalto che meritavano, perchè eravamo all'ultima giornata di campionato e tutti hanno parlato dello scudetto dell'Inter, della delusione rossonera per la mancata qualificazione ai preliminari di Champions League e, anche in casa Milan, l'attenzione era rivolta all'addio di Cafu e Serginho e al "tormentone" Gattuso, che aveva voglia di andare via ma poi ha cambiato idea e ha deciso di rimanere a vita nel Milan e onorare il suo contratto. Al termine della partita contro l'Udinese, Inzaghi è venuto sotto la curva a mostrare una maglietta preparata per l'occasione (alla faccia della scaramanzia) e dedicata al record personale appena raggiunto; si tratta di un altro traguardo importante nella carriera di uno dei più prolifici attaccanti del mondo, il giocatore che ha segnato di più nelle coppe europee, l'unico al mondo in grado di segnare in tutte le competizioni che un giocatore può disputare con la maglia di un club o di una nazionale. Negli ultimi 365 giorni, Inzaghi è stato capace, non solo di segnare 10 gol in sette partite e per cinque partite consecutive di campionato, ma di realizzare una doppietta in finale di Champions League, un gol in finale di Supercoppa europea e una doppietta nella finale del Mondiale per club; quando la sfida è decisiva state certi che lui non fallisce e almeno un gol lo segna di sicuro, perchè lui gioca per il gol, vive per il gol, è un professionista esemplare e ha una carica, una voglia, una grinta e una concentrazione incredibili, che gli permettono di essere sempre pimpante e reattivo sotto porta nonostante l'età non sia più quella di un ragazzino. Nel finale di stagione, la sua sequenza incredibile di gol e la sua perfetta intesa con Kakà, hanno costretto alla panchina il giovane Pato, che doveva essere il salvatore della patria e, invece, ha dovuto, suo malgrado, fare da spettatore alle lezioni del "maestro del gol" Inzaghi; Pato avrà tempo per dimostrare il suo valore e, sicuramente, avrà molto da imparare e qualche segreto da strappare al suo esperto compagno, infallibile cecchino delle aree di rigore e impallinatore di portieri. Il futuro è del papero, ma il presente dice che il migliore resta sempre SuperPippo Inzaghi e ciò rende incomprensibile la scelta di Donadoni; egoisticamente si può dire che non disputando gli Europei, Inzaghi potrà presentarsi fresco e caricato a mille all'avvio della prossima stagione, quella del riscatto per lui e per tutto il Milan, senza Champions League ma con una voglia matta di scucire lo scudetto dalle maglie dell'Inter e, perchè no, vincere anche la Coppa UEFA, trofeo che manca nella bacheca rossonera e nel palmares del gruppo di Ancelotti. Inzaghi sarà pronto a dare il suo contributo, in Italia e in Europa, per aggiornare i suoi record e stupire ancora tutti, perchè qualunque record è fatto per essere battuto e Inzaghi lo sa bene. 100 volte grazie Pippo Inzaghi, signore del gol, idolo del popolo rossonero!