ADESSO BASTA!
Squadra impresentabile, società statica, tifosi isterici, arbitraggi sfavorevoli: l'ultima domenica di campionato ha offerto la peggiore immagine possibile dell'ambiente rossonero e tutti hanno dato il loro contributo con la loro "pennellata", disegnando un quadro orribile e inguardabile. Della prestazione della squadra è già stato detto tutto in fase di commento della partita: i giocatori sono stanchi, sfiniti dalle fatiche stagionali e, più in generale, dai mille impegni di un ciclo intensissimo in cui hanno vinto tutto; inoltre sono poco motivati da obiettivi minori e capaci solo di reazioni di cuore e nervi quando la situazione è disperata. La società mostra gravi difficoltà ad impostare operazioni serie sul mercato, proprio nel momento in cui bisogna mettere in atto, se non una profonda rivoluzione, almeno una robusta rinfrescata ad un gruppo logoro e "maturo" nell'età media.
I tifosi sembrano colpiti da improvvisa amnesia e dimenticano in un attimo ciò che di buono questo gruppo ha fatto in questi cinque anni e, più in generale, questo Milan ha vinto in più di vent'anni di gestione Berlusconi.
Gli arbitri infieriscono quasi in ogni partita con decisioni sbagliate e penalizzanti e la direzione di gara di Brighi domenica scorsa è emblematica, perchè il Milan ha perso per colpe gravi della squadra e ha meritato la sconfitta ma, paradossalmente, senza i tanti e gravi errori dell'arbitro avrebbe potuto tranquillamente non perdere e adesso, forse, tutti saremmo qui a fare discorsi diversi.
Si era detto che per raggiungere il non certo prestigioso ma importantissimo traguardo del quarto posto sarebbe stato necessario remare tutti nella stessa direzione, invece sembra proprio che ogni componente dell'ambiente milanista, e non solo, dia un colpo di remi a casaccio, contribuendo a far ondeggiare e rischiando di far affondare la già fragile imbarcazione rossonera.
La squadra ha ottenuto gli obiettivi che la società aveva messo in cima alla lista di quest'intensissima stagione: ha conquistato il titolo di Campione del Mondo e di squadra più titolata del pianeta, oltre che la Supercoppa europea, traguardi che la dirigenza considerava prioritari e sui quali aveva martellato tutto l'ambiente fino dal giorno dopo la vittoria di Atene; in seguito ha provato a rifare lo stesso miracolo della scorsa stagione ma non c'era lo stesso furore, la stessa rabbia, la stessa determinazione che li ha portati fino alla vittoria della Champions League (lo stesso Ancelotti ha ammesso che nel richiamo di preparazione a gennaio, il gruppo non ha sentito l'esigenza di fare la stessa promessa e lo stesso giuramento reciproco dell'anno precedente a Malta, ovvero quello di arrivare a tutti i costi a conquistare la Coppa dalle grandi orecchie); con minor convinzione e rabbia agonistica e contro un avversario ben più competitivo di quello della scorsa stagione negli ottavi di finale (fra Arsenal e Celtic non c'è confronto), l'avventura del Milan in Europa si è tristemente chiusa negli ottavi di finale e ciò ha innescato una reazione a catena che sta facendo esplodere l'ambiente. Caricato dalla prospettiva di arrivare ad Atene e vincere la coppa, il Milan della scorsa stagione ha rimontato anche in campionato, raggiungendo abbastanza agevolmente il quarto posto; deluso e traumatizzato dall'eliminazione, il Milan di questa stagione ha mollato e non riesce a ritrovare continuità di risultati anche se ora può preparare ogni partita scrupolosamente e per tutta la settimana.
La società ha clamorosamente sbagliato ad impostare la stagione, passando l'estate ad organizzare eventi per celebrare la vittoria di Atene, invece di pensare a rinforzare un gruppo che aveva fatto un autentico miracolo, vincendo la Champions, ma che era evidentemente insufficiente, in quantità e qualità, per affrontare gli innumerevoli impegni che la stagione presentava. Al grido di "Dove li troviamo giocatori migliori dei nostri?" alla fine non è arrivato quasi nessuno e se l'affermazione può essere giusta a livello degli undici titolari, bisognava accorgersi che la rosa era particolarmente carente nelle cosiddette seconde linee che devono far riposare e rifiatare i titolari soprattutto alla vigilia degli impegni più importanti (con alternative valide l'acciaccato Seedorf non avrebbe dovuto a tutti i costi giocare contro la Lazio, infortunandosi e saltando la fondamentale partita di San Siro contro l'Arsenal). Inoltre puntare tutta la stagione su obiettivi prestigiosi ma semplici da raggiungere (due partite nel Mondiale per club e una sola per la Supercoppa europea), ha costretto lo staff tecnico ad impostare la preparazione per essere al massimo della forma in dicembre con evidenti incognite da lì in poi e ha autorizzato la squadra a staccare la spina e rilassarsi già a dicembre, quando invece si sa benissimo che gli obiettivi di una squadra devono essere Champions League e campionato per non trasformare in fallimentare la stagione.
Per quanto riguarda i tifosi, è legittimo essere delusi e fischiare, soprattutto se si pensa che in casa il Milan ha vinto solo quattro partite di campionato e ha un rendimento da retrocessione; quasi 50000 abbonati hanno dato fiducia a questo gruppo e sono rimasti profondamente delusi, ma a volte bisogna essere obiettivi e riconoscenti, ricordare cosa questi ragazzi ci hanno fatto vincere e continuare ad applaudirli ed incitarli, mordendosi le labbra quando viene la tentazione di fischiare. Gente come Maldini o Seedorf non merita il trattamento ricevuto domenica a San Siro, meglio prendersela con chi li ha mandati al massacro convinto di mostrare gratitudine verso di loro, mentre la vera gratitudine sarebbe stata rigraziarli per quello che avevano fatto in questi anni ma facendo loro notare che era necessario integrare la rosa e fare qualche cambio nonostante i successi appena conseguiti. Meno di un anno fa eravamo al settimo cielo per la splendida vittoria di Atene, tre mesi fa siamo saliti sul tetto del Mondo, grazie a questa squadra e questo gruppo che ora fischiamo e contestiamo; le scene insteriche di stracciare gli abbonamenti lasciamole fare agli interisti, che tanto deridevamo in passato salvo poi imitarli ora, con l'aggravante (per noi) che loro sono rimasti per anni senza vincere nulla e vivendo solo di delusioni, noi abbiamo finito di godere giusto l'altroieri per le ultime vittorie di un ciclo lunghissimo e ricco di soddisfazioni e dovremmo mostrare più coerenza, riconoscenza e rispetto nei confronti di chi ha fatto la storia del Milan.
Riguardo agli arbitri c'è poco da dire: tanti errori a sfavore, molti dei quali decisivi, ma una certa sudditanza psicologica al contrario nel "dopo Calciopoli" era prevedibile e, inoltre, non sarebbe giusto coprire con l'alibi degli errori arbitrali prestazioni totalmente insufficienti come quella di domenica; inoltre gli arbitri sono un elemento esterno all'ambiente rossonero e su di loro non si può intervenire, mentre su tutto il resto chi di dovere deve fare autocritica e cambiare atteggiamento: la squadra deve chiudere con dignità una stagione difficile e un ciclo meraviglioso; la società deve tornare a pensare in grande e non vivere di ricordi, peraltro bellissimi; i tifosi devono incitare sempre e comunque la squadra, come hanno fatto negli anni bui della serie B e del rischio di fallimento societario (quelli erano anni duri, non certo questi!); ora siamo abituati ai successi e alle glorie, ma ricordarsi di quando soffrivamo ed eravamo solo spettatori di finali e vittorie non farebbe male, per apprezzare di più il presente anche quando non è particolarmente scintillante.
La forza del Milan (parole di gente come Maldini e Inzaghi) è stata sempre la volontà di archiviare un successo il giorno dopo averlo conseguito e pensare subito al prossimo obiettivo da raggiungere; a maggio ciò non è avvenuto, perchè la vittoria di Atene è stata bellissima, inaspettata e molto coinvolgente e l'estate è stata più che altro una continua celebrazione di quel trionfo piuttosto che il momento giusto per ripartite verso nuove vittorie. Ora stiamo pagando gli errori di allora ma si può ancora chiudere dignitosamente la stagione, con o senza posto nella prossima Champions, a patto di remare davvero tutti nelle stessa direzione, squadra, società e tifosi; una straordinaria unità d'intenti, una magica simbiosi fra le varie componenti del "mondo Milan" ci hanno portato in cima all'Olimpo prima e al Mondo poi, l'esatto opposto sta rovinando tutto in questo crepuscolare finale di stagione. Adesso basta! Ripartiamo uniti e compatti fin da sabato prossimo per tornare presto ad essere ciò che siamo stati fino a tre mesi, non certo tre secoli fa!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


