Adesso serve il vero Milan!

Adesso serve il vero Milan!MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/Photoviews
sabato 10 novembre 2012, 14:49Vista dalla Curva
di Davide Bin
Contro la Fiorentina i rossoneri iniziano un mini-ciclo di partite difficili in campionato (viola, Napoli e Juventus) e decisive in Champions (Anderlecht), quindi ci vuole il miglior Milan possibile per ottenere buoni risultati.

La settimana di impegni relativamente facili in campionato (Genoa, Palermo e Chievo) ha portato in dote sette punti e la speranza di aver ritrovato un Milan più competitivo e determinato; la sfida di Champions contro il Malaga ha riportato tutti con i piedi per terra e ha fatto capire che i problemi si ripresentano appena si alza l'asticella della difficoltà. Contro gli spagnoli il Milan ha ottenuto un solo punto, invece dei tre sperati e ha dovuto rincorrere per raggiungere un pareggio comunque prezioso, anche se ha giocato bene e creato buone occasioni per segnare. La squadra ora c'è e comincia ad avere una sua fisionomia, ma ora l'asticella della difficoltà si alza ulteriormente e bisogna fare il salto di qualità per non tornare a stentare: Fiorentina, Napoli e Juventus sono avversari terribili in campionato, ma se si vuole davvero svoltare e tornare a "fare il Milan" queste sono le sfide ideali per dimostrare il proprio valore; inoltre c'è anche la delicata partita di Champions League contro l'Anderlecht, diventata decisiva dopo i risultati di martedì e, sebbene l'avversario sia teoricamente inferiore a quelli da affrontare in campionato, in Europa nessuno regala niente e le sfide sono tutte importanti e decisive, come hanno dimostrato alcuni risultati dell'ultimo turno. Insomma saranno due settimane davvero fondamentali per capire dove può arrivare questo Milan, per rilanciarsi definitivamente o precipitare nuovamente nella mediocrità e il programma si apre con la partita contro la squadra che forse in questo momento gioca il calcio migliore in Italia, ovvero la Fiorentina di Montella, che sicuramente non verrà a San Siro per difendersi, ma proverà ad imporre il suo gioco, a fare la partita e vorrà vincere, nonostante l'assenza del suo uomo più forte e decisivo, ovvero Jovetic. I viola sono reduci da tre vittorie consecutive, quindi sono in gran forma e costituiscono un ottimo banco di prova per testare i progressi del Milan di Allegri. Teoricamente può essere un vantaggio trovarsi di fronte un avversario che gioca a viso aperto, dopo alcune partite in cui chi stava di fronte ha pensato quasi esclusivamente a fare muro, perchè ci saranno più spazi per giocatori tecnici e veloci come Bojan, El Shaarawy e Pato (se giocherà) e più soluzioni anche per chi deve impostare e dirigere il gioco (l'ex Montolivo), ma bisogna sempre tenere presenti gli stenti difensivi del Milan, che molto spesso si fa infilare in velocità (vedi gol subito martedì) o soffre tremendamente sulle palle inattive e sui traversoni spioventi in area. Partita difficile, ostica, complicata; partita che potrebbe essere molto spettacolare e combattuta, ma anche dall'esito deludente se non ci sarà in campo un Milan ferocemente determinato e concentrato, perchè la sensazione è che questa squadra debba dare il meglio di sè se vuole competere con squadre di questa levatura. Ci vuole il Milan del secondo tempo di Palermo, ma per novanta minuti, non solo a sprazzi o spezzoni di partita; ci vuole un attacco che segni, un centrocampo che sappia costruire gioco e recuperare palloni, ci vuole una difesa solida e che dia garanzie e sicurezza agli altri reparti, perchè quando si è consapevoli che dietro si balla, istintivamente viene meno facile aggredire l'avversario ed imporre il proprio gioco e si va in sofferenza. Ovviamente Allegri proseguirà con il modulo che ha salvato la partita (e la sua panchina) a Palermo e saranno tante le conferme anche per quanto riguarda la formazione, alcune obbligate (Constant e De Sciglio al posto degli infortunati Antonini e Abate), altre volute per dare una fisionomia ad una squadra troppe volte stravolta da una partita all'altra e che deve ancora trovare un'identità; tra i punti fermi c'è Montolivo, grande ex e, quindi, fortemente determinato a fare una grande partita; il centrocmpista è in grande crescita, si è sbloccato anche in fase realizzativa e sta diventando uno dei leader della squadra; accanto a lui dovrebbe tornare capitan Ambrosini, che dà più garanzie rispetto allo scialbo De Jong visto contro il Malaga, mentre in avanti bisogna scegliere come al solito fra Pato e Pazzini (altro ex), mentre sembrano giustamente intoccabili El Shaarawy trascinatore fin da inizio stagione e Bojan, gradita sorpresa in queste ultime partite.
Speriamo che la prospettiva di partite teoricamente spettacolari e divertenti riporti un po' di pubblico a San Siro, anche se siamo alla terza partita casalinga consecutiva fra campionato e Champions; giocatori e società hanno a più riprese lodato e apprezzato il comportamento dei tifosi presenti allo stadio, sempre vicini alla squadra e pronti ad incitarla e sostenerla nei tanti momenti difficili che ci sono stati, ma è chiaro che uno stadio sempre desolantemente mezzo vuoto, con non più di trenta- trentacinquemila spettatori al massimo mette tristezza al ricordo del passato. Molta gente ha abbandonato il Milan e ora sta al Milan riconquistare questa gente facendo di tutto per convincerla, con buone prestazioni e risultati positivi a tornare allo stadio a tifare Milan e colorare gli spalti di San Siro, anche se verrebbe da dire..."meglio pochi ma buoni", cioè meglio avere poca gente che sostiene la squadra che tanta ma diffidente e pronta a fischiare e contestare. Il Milan ha l'occasione buona per spiccare il volo e convincere gli scettici; non sarà facile, ma prima o poi le difficoltà vanno affrontate e superate, per tornare a gridare al mondo intero che il vero Milan ricomincia a far paura e può tornare laddove il Milan merita di stare!