ALL'ULTIMO RESPIRO... RONALDINHO!!!
Stava facendo solo atto di presenza e sembrava entrato in campo giusto per sgranchirsi le gambe una mezz'oretta, visto che non aveva dato nulla di più ad un Milan scialbo; poi, improvvisamente, a pochi secondi dalla fine, con il risultato inchiodato sullo 0-0, ecco il prodigio che non ti aspetti, un autentico siluro da trenta metri che il portiere del Braga nemmeno ha visto e che è andato ad infilarsi nel sette, regalando al Milan una vittoria inaspettata e, in fondo, nemmeno troppo meritata; il soggetto del discorso è, ovviamente, Ronaldinho, autore di un altro gol pesante dopo quello nel derby e quello di domenica scorsa contro il Napoli. Spesso in campo cammina e ciondola, a volte sembra assente dal vivo del gioco al punto da far arrabbiare chi da lui pretenderebbe sempre numeri e giocate spettacolari, ma finchè risolve le partite complicate con un lampo nel buio, ben venga questo Ronaldinho ancora al cinquanta per cento delle sue potenzialità. Il Milan può così archiviare un'altra vittoria e ipotecare la qualificazione alla fase primaverile della Coppa UEFA dopo una partita difficile e sostanzialmente brutta contro una squadra chiusa e ben organizzata come lo Sporting Braga; i portoghesi sono stati bravi a chiudere ogni varco agli attaccanti rossoneri, ma anche a ripartire velocemente in contropiede, mettendo spesso in difficoltà la traballante difesa rossonera; avrebbero meritato sicuramente il pareggio e magari anche qualcosa in più, ma il calcio sa essere crudele e spietato e la dea bendata sembra voler restituire in un sol colpo tutto ciò che aveva tolto al Milan: spesso i rossoneri, in passato, avevano meritato vittorie che non sono arrivate; ora, invece, ottengono successi a volte non troppo meritati e ciò potrebbe far pensare che questa sia davvero la stagione buona per ottenere grandi risultati, soprattutto se questa buona abitudine dovesse continuare a lungo.
Come ampiamente previsto, San Siro è desolatamente mezzo vuoto per questo primo impegno casalingo nel girone di Coppa UEFA: poco più di 10000 paganti, compresi molti tifosi dello Sporting Braga, a dimostrazione che questa competizione non suscita molto entusiasmo nei tifosi rossoneri (gli assenti non vengano poi a lamentarsi se la squadra snobba la coppa, perchè i tifosi sono i primi a darle scarso risalto). In Curva Sud c'è molta tristezza per la scomparsa di "Pedro", vecchio leone con la Fossa nel cuore ma, soprattutto, l'artista della curva, l'abile e geniale realizzatore di tutte le coreografie andate in scena prima di ogni derby o di qualunque partita importante, creando spettacolo nello spettacolo; in transenna c'è un lungo striscione dedicato a lui: "IN OGNI TUA REALIZZAZIONE IN NOI UN'ETERNA EMOZIONE...CIAO PEDRO" ma ce ne sono altri più piccoli sparsi in tutta la Sud e uno anche al secondo anello verde, nella Torcida. Anche i cori dei primi minuti di partita sono dedicati a Pedro, come in una sorta di saluto per un grande esponente della Curva Sud che, purtroppo, ci ha lasciato per sempre, ma non camminerà mai solo.
Ancelotti schiera un Milan un po' particolare: tre punte pure (Inzaghi e Shevchenko più Pato a supporto) con alle spalle tre centrocampisti di interdizione (Gattuso, Emerson e Flamini) e senza nemmeno un "regista" o trequartista in grado di rifornire adeguatamente gli attaccanti; anche la difesa è diversa dal solito, non tanto per il rientro dal primo minuto di Kaladze, quanto per la presenza di Senderos, al suo esordio ufficiale; completano la formazione Dida, Antonini e Jankulovski. Sinceramente mi aspettavo una formazione un po' diversa e speravo che le indiscrezioni della vigilia non fossero vere, perchè mi sembrava uno schieramento senza logica; va bene l'esigenza di far riposare chi solitamente gioca in campionato, ma almeno uno fra Seedorf, Ronaldinho o Kakà (nemmeno convocato) poteva essere "precettato" per dare fantasia alla squadra e rifornire adeguatemente le punte.
Le prime fasi della partita sembrano darmi subito torto, visto che il Milan sfiora tre volte il gol in sette minuti e proprio i tre attaccanti si alternano nelle occasioni: prima è Inzaghi a mettere fuori di poco sul palo opposto con un insidioso colpo di testa in diagonale; poi tocca a Shevchenko sfiorare il sette con una conclusione di potenza; infine è Pato a costringere Eduardo alla parata dopo aver saltato in area il suo marcatore. Sembra l'inizio di una partita spettacolare, scoppiettante e piena di emozioni, ma dopo l'incoraggiante inizio, il Milan si blocca, si sgonfia, comincia a stentare, fatica a costruire gioco e occasioni da gol e consente allo Sporting di chiudersi con ordine, evitare rischi e ripartire in velocità, mettendo in grossa difficoltà una difesa lenta e fragile. La retroguardia rossonera balla paurosamente, Peixoto sembra un marziano, soprattutto quando punta un Senderos lento e maldestro, oppure quando riesce a presentarsi solo davanti a Dida, che si ricorda di essere stato uno dei portieri più forti del mondo e devia d'istinto la sua conclusione a colpo sicuro, compiendo un autentico miracolo e meritandosi finalmente gli applausi di San Siro (anche se poi ci farà scorrere i brividi lungo la schiena sbagliando un rinvio con i piedi). Nell'improvvisato tridente rossonero, Pato è l'elemento che cerca maggiormente di gestire il pallone e di dare velocità alla manovra; Shevchenko sembra il più motivato e si dà molto da fare ma dimostra di non aver ritrovato ancora il senso del gol del passato, alzando troppo la mira nelle occasioni che gli capitano; Inzaghi, invece, vive una serata insolitamente sonnacchiosa per un "adrenalinico" come lui, salvo poi risvegliarsi nel finale di tempo con una schiacciata di testa da buona posizione che supera di poco la traversa. Progressivamente il Milan si spegne e sale in cattedra lo Sporting, che in contropiede crea lo scompiglio nella difesa rossonera e ci fa venire i brividi con azioni veloci e pericolose che sfumano di un soffio.
Nella ripresa la partita diventa più noiosa, soprattutto per colpa di un Milan sempre più negativo; in attacco regna la monotonia e l'unico che si intestardisce a tentare di creare qualcosa è Shevchenko, ma alla generosità non corrisponde altrettanta pericolosità. Ad un certo punto Ancelotti capisce che non si può più andare avanti così, sconfessa le sue scelte iniziali e manda in campo in rapida successione Ronaldinho al posto di Pato e Seedorf al posto di Emerson; ora ci sono due fantasisti per innescare le punte ma sembra troppo tardi, perchè la squadra è spenta e sfiduciata ed è lo Sporting a sfiorare in tre occasioni il gol. Fra uno slalom di Seedorf e un'uscita sciagurata di Eduardo che Shevchenko non riesce a sfruttare perchè troppo defilato, l'umore del popolo rossonero tende sempre più verso il mogio e il pareggio sembra ormai inevitabile, quando all'ultimo minuto di recupero Gattuso appoggia il pallone al limite dell'area all'accorrente Ronaldinho, che esplode un tiro di rara potenza e precisione che va ad infilarsi all'angolino alto, lasciando impietrito Eduardo e scatenando il delirio fra i tifosi rossoneri. Una prodezza incredibile degna di un campione come lui ma che nessuno ormai si aspettava più; gioia immensa per noi tifosi rossoneri, disperazione fra giocatori e tifosi del Braga, che già pregustavano il risultato storico e, sinceramente, meritato mentre invece si ritrovano a mani vuote a causa, oltretutto, del primo gol subito in ben otto sfide europee.
E così il Milan vola in testa al girone di Coppa UEFA pochi giorni dopo aver raggiunto la vetta della classifica in campionato; un momento d'oro per i rossoneri, nonostante prestazioni sofferte e poco spettacolari, ma mai come in questo momento i risultati valgono più del bel gioco. Entrambe le vittorie che hanno catapultato i rossoneri in testa ad ogni classifica sono arrivate in extremis e grazie a due magie del giocatore più atteso da tutti, quel Ronaldinho che non sarà ancora in piena forma ma sa benisismo come essere ugualmente decisivo. Per il resto questa partita contro il Braga si può dimenticare in fretta: non è stata certo una prestazione memorabile o una serata che passerà alla storia, ma è comunque una vittoria importante, perchè spiana la strada verso i sedicesimi di finale di Coppa UEFA e consente ai rossoneri di concentrarsi ancor di più sul campionato, vero obiettivo di questa stagione, anche se nessuno ha intenzione di snobbare la coppa, come stanno a dimostrare le quattro vittorie consecutive ottenute dall'inizio del torneo. Il Milan assapora la salubre e frizzante aria della vetta sia in Italia che in Europa, nonostante le vittorie arrivino...all'ultimo respiro!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


