BELLA VITTORIA DI UN BRUTTO MILAN

BELLA VITTORIA DI UN BRUTTO MILANMilanNews.it
giovedì 25 settembre 2008, 00:54Vista dalla Curva
di Davide Bin

Il Milan vince a Reggio Calabria grazie alle reti di Borriello e Pato, ma compie un vistoso passo indietro sul piano del gioco rispetto alla bella prestazione contro la Lazio: manovra lenta e macchinosa, poche occasioni da gol, la solita sofferenza in difesa sugli assalti degli avversari; da salvare c'è solo il risultato e non è poco, visto che la classifica dei rossoneri aveva bisogno di essere alimentata alla vigilia del derby, anche perchè è importante riuscire a vincere quando non si gioca meravigliosamente ed è positivo riuscire a segnare due gol quando non si creano tantissime occasioni. Questo è il Milan di Ancelotti, nato nell'intervallo di Genova, quando è apparso a tutti evidente che Ronaldinho e Shevchenko in questo momento non possono essere utili alla causa per colpa della loro precaria condizione atletica; l'allenatore ha dato fiducia a Borriello e Pato ed è stato ripagato da buone prestazioni e gol importanti che hanno portato a tre vittorie consecutive fra campionato e coppa. In particolare Borriello è l'ariete che mancava a questo Milan, il giocatore che, come avvenuto nel primo tempo di Reggio Calabria, ti consente di concretizzare l'unica occasione creata in 45 minuti svettando di testa ad insaccare un cross di Seedorf su calcio di punizione; peccato per l'infortunio muscolare, che potrebbe costringere il giocatore a saltare il derby e Ancelotti a rivoluzionare ancora una volta un reparto, l'attacco, che cominciava a trovare i giusti equilibri e un ottimo rendimento in fase realizzativa.

Il tecnico rossonero limita al minimo indispensabile il turn-over, nonostante si giochino tre partite di campionato in una settimana e l'ultima di questa sia addirittura il derby; non c'è tempo, però di pensare all'Inter e le scelte di formazione sono un messaggio forte e chiaro alla truppa: massima attenzione e concentrazione sul presente e divieto di pensare al derby. Davanti ad Abbiati la difesa è composta da Zambrotta, Bonera, Kaladze e Favalli; a centrocampo gioca regolarmente Gattuso e Flamini va, così, a prendere il posto di Ambrosini, che gode di un po' di riposo in panchina; il reparto è completato dal solito imprescindibile Seedorf e in attacco c'è la conferma del trio che si è disimpegnato egregiamente contro la Lazio, ovvero Kakà, Pato e Borriello. Il Granillo offre un discreto colpo d'occhio, il settore riservato ai tifosi rossoneri è pieno e c'è il solito clima cordiale e amichevole fra le due tifoserie, anche se non si può parlare di vero e proprio gemellaggio.



Il Milan prova a partire forte e a mettere subito la partita sui binari giusti, ma il primo tempo non passerà certo alla storia, visto che per lunghi tratti risulta noioso e soporifero: i rossoneri non riescono ad imprimere velocità alla manovra, manca la fantasia e l'inventiva e la Reggina riesce a chiudere tutti gli spazi correndo molto, pressando e giocando una partita accorta. Sembra evidente che il Milan si trovi in difficoltà con le squadre chiuse, come avveniva nella scorsa stagione e in fondo è logico che sia così, visto che i pezzi pregiati del mercato estivo siedono in panchina mentre in attacco, Borriello a parte, giocano gli stessi del passato campionato. Laddove la Lazio aveva lasciato molti spazi giocando a viso aperto e senza timori reverenziali, ma favorendo così il Milan, la Reggina si chiude a riccio e intasa sia le corsie laterali che gli spazi centrali e i rossoneri non riescono a rendersi pericolosi. I primi brividi sono per Abbiati, che vede sfilare sul fondo di poco un tiro di Brienza, mentre là davanti il Milan soffre e si intuisce che la partita può essere sbloccata solo da un episodio che arriva puntualmente a metà tempo: cross di Seedorf che pennella un calcio di punizione sulla testa di Borriello che insacca con uno stacco imperioso. Il Milan commette l'errore di pensare che il più sia fatto, si rilassa e consente alla Reggina di spostare il baricentro in avanti e di rendersi pericolosa: Abbiati deve uscire sui piedi di Corradi e smanacciare un paio di palloni vaganti in area e la difesa mostra i soliti inquietanti sintomi di sbandamento. I rossoneri rispondono con un contropiede di Borriello e un tiro insidioso di Seedorf dalla distanza e vanno al riposo con un vantaggio stiracchaito e non troppo meritato.

Nella ripresa la Reggina prende coraggio, sfiora il pareggio con un colpo di testa di Corradi parato da Abbiati e poco dopo lo raggiunge con un'azione emblematica delle difficoltà in fase difensiva dei rossoneri: su un pallone vagante in area la difesa rossonera rimane immobile e gli attaccanti reggini possono fare quello che vogliono; Corradi è attorniato da quattro o cinque rossoneri in area piccola ma nessuno lo contrasta permettendogli di insaccare indisturbato da pochi passi. Ora la partita è tutta in salita, anche perchè Borriello è appena uscito per un infortunio muscolare accusato in un allungo in contropiede, al suo posto c'è Shevchenko e non è la stessa cosa, sia perchè l'ucraino non è ancora in forma smagliante, sia perchè Borriello ha dimostrato di saper essere un punto di riferimento importante là davanti. Entra anche Ambrosini al posto di un Flamini troppo nervoso e falloso, che ha rischiato l'espulsione per un'entrata dura dopo essere stato già ammonito nel primo tempo. Fortunatamente le grandi squadre si riconoscono dal pregio di poter vincere qualunque partita in ogni momento per la prodezza di un singolo campione e di campioni in questo Milan ce ne sono; ecco allora che Kakà raccoglie sulla fascia destra un lancio di Zambrotta e lo trasforma in traversone basso per Pato che fulmina Campagnolo con un destro rasoterra "chirurgico". Milan nuovamente in vantaggio quando molti cominciavano a non sperarci più e Ancelotti decide di cautelarsi sostituendo il match-winner con il più difensivo Emerson. La Reggina prova a reagire con un forcing finale più generoso che efficace ma tanto basta per mettere i brividi, perchè la difesa rossonera è sempre traballante e incerta nonostante la buona e incoraggiante prova di Kaladze, in evidente crescita di condizione rispetto alle precedenti prestazioni. Bisogna soffrire fino all'ultimo, anche perchè Seedorf sbaglia il gol della sicurezza in contropiede, angolando troppo il diagonale su invito di Kakà, ma alla fine il successo arriva e lo si può salutare con un sospiro di sollievo dopo tanti patimenti.

Missione compiuta: la terza vittoria consecutiva in una settimana certifica forse definitivamente che il Milan è uscito dal momento difficile: la squadra ora sa dare spettacolo e vincere largamente come successo contro la Lazio ma anche stringere i denti e conquistare la vittoria soffrendo, stentando ma mostrando doti da "provinciale" contro le provinciali, cioè determinazione, grinta e voglia di reagire alle difficoltà; qualche settimana fa una partita del genere i rossoneri l'avrebbero persa, ora i tre punti sono arrivati e si può archiviare questa trasferta in Calabria con moderata soddisfazione e cominciare a pensare all'imminente derby. Era importante vincere e se gli amanti dello spettacolo hanno avuto modo di storcere il naso davanti ad una prestazione così così con Ronaldinho in panchina per novanta minuti, chi invoca il vecchio cuore rossonero e gli "11 leoni" ha potuto apprezzare una squadra tornata gruppo unito e compatto, capace di raggiungere l'obiettivo in qualunque modo, perchè nell'arco di una stagione e di un campionato è certamente più importante vincere quando si è "brutti", come avvenuto a Reggio Calabria, piuttosto che rimirare la propria bellezza allo specchio e rimanere a mani vuote come avvenuto alla prima giornata contro il Bologna. Adesso il morale è alto e si sono recuperate fiducia e convinzione nei propri mezzi in vista della sfida all'Inter; la Reggina appartiene già al passato...la vigilia del derby è iniziata!