CI SIAMO...
Fra poche ore comincerà il campionato e, con esso, scatterà la stagione ufficiale del Milan che questa volta non ha avuto impegni extra (preliminari di Champions, supercoppe varie...) da affrontare in piena estate; sarà una stagione strana, senza Champions League, da sempre obiettivo prediletto per gli ancelottiani ma con una Coppa UEFA che manca nella bacheca rossonera e che assume un'importanza maggiore dopo il recente e improvviso aggancio in vetta alla classifica dei trofei internazionali da parte del Boca Juniors (che ha vinto la Recopa, sorta di Supercoppa sudamericana). L'obiettivo dichiarato, però, è lo scudetto, che manca dal 2004 e sul campionato sono concentrate le attenzioni di tutto l'ambiente rossonero. E' stata un'estate tribolata e movimentata, cominciata con le critiche dei tifosi per l'immobilismo sul mercato, proseguita con il "delirio" Ronaldinho nei giorni del raduno e dell'inizio della preparazione e chiusa con il ritorno del figliol prodigo Shevchenko; alla fine il rinnovamento della rosa tanto richiesto dal popolo rossonero c'è stato: una decina di arrivi, altrettante partenze, per una rosa che rimane sostanzialmente immutata numericamente ma che presenta qualche faccia nuova e alcuni ritorni. L'acquisto in extremis di Senderos ha forse colmato l'ultima lacuna nel reparto difensivo, soprattutto se Nesta e Kaladze godranno di buona salute; il centrocampo è solido e affidabile, anche se con poche alternative e in attacco c'è solo l'imbarazzo della scelta, anche se, come dice il buon Billy Costacurta, il rientro di Shevchenko potrebbe tarpare le ali a giovani come Pato e Borriello, che avrebbero bisogno di giocare con continuità e tranquillità e non di sentirsi continuamente insidiati dall'ingombrante presenza di un giocatore che ha fatto la storia del Milan (173 gol secondo solo a Nordahl...) ma che dopo due anni di quasi totale inattività agonistica (al Chelsea ha giocato pochissimo) deve ripartire quasi da capo e riconquistarsi anche la fiducia di quella parte della tifoseria rossonera che non gli ha ancora perdonato (e forse mai lo farà...) il tradimento di due anni fa. Insomma la stagione parte con le solite certezze, qualche incognita e molta voglia di riscatto da parte di tutti; il popolo rossonero è un po' spaccato in due nei giudizi e nelle aspettative: ci sono gli entusiasti, che non vedono l'ora di gustarsi le magie di Ronaldinho, vogliono tornare ad esaltarsi per i gol di Sheva e considerano la rosa completa e competitiva sia quantitativamente che qualitativamente e ci sono i depressi ad oltranza che volevano un portiere forte e affidabile, maggiori rinforzi in difesa e più chiarezza in attacco (dove ci sono troppi pretendenti alle maglie da titolare); c'è chi sogna l'accoppiata scudetto-Coppa UEFA, c'è chi teme un altro anno a distanza siderale dalla vetta della classifica in campionato e senza soddisfazioni. Forse, come sempre, la verità sta nel mezzo: il Milan può e deve lottare per qualunque obiettivo, come è giusto che sia, ma forse non è lo squadrone imbattibile che qualcuno pensa di aver allestito; ora sta alla squadra mantenere le promesse, cioè accontenatre gli ottimisti e far cambiare idea ai pessimisti e le premesse ci sono, anche se sono tante le incognite: Ronaldinho tornerà quello di una volta o si limiterà a passeggiare per il campo e a giocare in pochi metri quadrati come ha fatto per lunghi tratti all'Olimpiade? Shevchenko è ancora lo spietato cannoniere dei vecchi tempi rossoneri o al Chelsea è stato messo in disparte perchè era in declino? La difesa tornerà blindata e insuperabile o continuerà a "fare acqua" e subire gol evitabilissimi ad ogni cross in area come successo nelle amichevoli estive? Ancelotti riuscirà a pescare, fra i tre a disposizione (Abbiati, Dida e Kalac in rigoroso ordine alfabetico), un portiere affidabile e che dia sicurezza alla difesa e a tutta la squadra? Pirlo, Gattuso e Ambrosini riusciranno a tirare il fiato e a non arrivare a fine stagione con la lingua fuori per la fatica, visto che non c'è la Champions ma gli impegni saranno comunque tanti e le alternative non sono moltissime (e' arrivato Flamini, Emerson sembra recuperato ma non ci sono più Brocchi e Gourcuff, quindi dal punto di vista numerico siamo al punto di prima)? Fra poche ore cominceremo ad avere le prime risposte a tutte queste domande: San Siro (rinnovato anch'esso nella numerazione dei posti e con i seggiolini nuovi di zecca) riaprirà le porte per la prima giornata di campionato; l'avversario è il Bologna e ci sarà presumibilmente un gran pubblico (più di 40000 abbonati e 10000 biglietti già venduti) che attende con ansia la prima esibizione di un Milan rinnovato ma già con molti problemi: Kakà ancora fermo, Inzaghi acciaccato ma presente, il nuovo acquisto Senderos già bloccato per una decina di giorni, Nesta ancora ai box dopo aver saltato tutto il precampionato; si tratta dei contrattempi che hanno complicato la vita al Milan in tutto questo mese di agosto e reso pressochè inutili le amichevoli estive (giocate senza attaccanti e con formazioni rimaneggiate) e scorrendo la formazione annunciata per la sfida contro il Bologna si può notare che le uniche due facce veramente nuove sono quelle di Zambrotta e Ronaldinho, perchè non si possono considerare giocatori inediti, anche se si tratta di nuovi acquisti nè Abbiati nè tantomeno Shevchenko, che comunque dovrebbe andare solo in panchina perché a detta di Ancelotti non è ancora in condizione (iniziamo bene…).
Insomma il rinnovamento c'è stato o no? Sembra tanto un Milan gattopardesco che ha cambiato tutto affinchè nulla cambiasse, visto che andranno in campo più o meno gli stessi delle scorse stagioni (come già detto in un'altra occasione, in rosa ci sono ancora nove undicesimi dei titolari della finale di Manchester del 2003), anche se sono certo che molti dei presenti a San Siro domenica avranno occhi per un solo giocatore, quello che ha fatto esplodere la campagna abbonamenti, quello che ha trasformato la contestazione in esaltazione, quello che ha scatenato il delirio in una notte di mezza estate. Il Milan ha puntato molto su di lui per riscattarsi, Ronaldinho ha puntato molto sul Milan per rinascere; adesso dalle parole si passa ai fatti e si spera che la realtà sia degna delle aspettative, altrimenti ci aspettano altri tempi duri. A maggio aspettavamo Adebayor, Drogba o Eto'o...sono arrivati Ronaldinho e Shevchenko; loro hanno la responsabilità di far tornare grande il Milan e di trascinarlo verso lo scudetto e la Coppa UEFA, ovviamente insieme a tutti i compagni che compongono una rosa magari non perfetta ma sicuramente di tutto rispetto. A noi tifosi spetta il compito di sostenerli e incitarli come sempre, dimenticando definitivamente polemiche, rancori, vecchie ruggini, pessimismo e contestazioni; crediamoci tutti insieme, ricreiamo quella magica simbiosi pubblico-squadra che nel recente passato ci ha portato sulla vetta d'Europa e del mondo. Ognuno ha il diritto di pensarla come gli pare su Shevchenko, Ronaldinho, i portieri, la difesa e chi più ne ha più ne metta, ma tutti abbiamo il dovere di stare vicini ai ragazzi e far sentire loro il nostro affetto e il nostro sostegno per il bene del Milan e, quindi, anche nostro; poi a maggio faremo i conti e vedremo se avranno avuto ragione i pessimisti o i fiduciosi. L'estate sta finendo, il campionato sta iniziando e noi, come sempre, CI CREDIAMO, oggi più che mai!
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