CON PIPPO E KAKA'...IL MILAN VA!
Il Milan batte il Siena e prosegue la rincorsa verso la vetta della classifica: la distanza dalle prime è rimasta immutata e minima, un punto, ma le capolista non sono più tre, bensì due e se si pensa che la squadra sorpassata è l'Inter, si può ben capire la soddisfazione di tutto l'ambiente rossonero e, soprattutto, di noi tifosi, usciti da San Siro con un sorriso ancor più smagliante quando è arrivata la notizia del pareggio nerazzurro a Firenze. Ancora una volta il Milan ha sofferto, ancora una volta la vittoria è stentata e di misura, ma proprio il fatto che stiamo parlando di una vittoria dimostra che i rossoneri hanno imparato ad essere cinici, furbi e coriacei, raccogliendo vittorie e punti in partite che qualche tempo fa avrebbero addirittura perso; c'è anche quel pizzico di fortuna che non guasta nell'ottima serie positiva del Milan, ma in fondo è così che si vincono gli scudetti e se una volta rimproveravamo a questa squadra di dover sempre giocare bene per poter vincere, ora non possiamo certo fargliene una colpa se improvvisamente ha capito come si fa a mietere successi anche nelle serate (o giornate) di scarsa vena. La squadra è stata trascinata al successo dai "soliti noti": Inzaghi, Kakà e un Gattuso che non ti aspetti in versione "regista" e assist man, ma si sono messi in mostra anche Pato, frizzante e vivace e Emerson, padrone del centrocampo soprattutto quando c'è stato bisogno di abbassare i ritmi e frenare gli assalti avversari. Se poi consideriamo le tante assenze, per necessità o scelta del tecnico e il fatto che il Siena ha confermato di essere un'ottima squadra, organizzata e abile a costruire gioco e occasioni da gol, si può capire come anche una vittoria apparentemente sofferta sia stata salutata con soddisfazione, perchè appuntamenti come questi sono sempre insidiosi e possono costituire autentiche trappole sulla via che porta allo scudetto e averla evitata dimostra che forse questo è davvero l'anno buono per tornare a fare corsa di vertice fino in fondo.
Ancelotti schiera un Milan rimaneggiato per colpa delle tante assenze ma anche per la necessità di far rifiatare qualcuno; in difesa l'unico "titolare" è Zambrotta, spostato a sinistra al posto dello squalificato Jankulovski, con Antonini a destra e Bonera-Favalli coppia centrale; a centrocampo Gattuso e Seedorf, recuperati in extremis dai rispettivi acciacchi, vengono schierati entrambi, permettendo ad Ambrosini di rifiatare in panchina, mentre c'è la conferma di Emerson dopo la bella prestazione di Bergamo; chi non può permettersi di riposare è Kakà, unico trequartista (mancando Ronaldinho) alle spalle delle due punte Pato e Inzaghi, con Borriello in panchina. San Siro è desolatamente mezzo vuoto e ciò dimostra l'inopportunità di inserire turni infrasettimanali di campionato che costringono molta gente a rimanere a casa; certo l'avversario non è di quelli che richiamano il grande pubblico, il tempo ci ha messo lo zampino, visto che la serata è umida e piovosa, ma sta di fatto che nessuno mi toglie dalla testa che questa partita, giocata di domenica, avrebbe richiamato sicuramente più gente sugli spalti. Problemi ormai arcinoti di un calcio con troppi impegni per ampliare i guadagni a discapito della passione dei tifosi "da stadio", comunque almeno la Curva Sud è discretamente piena, carica a dovere e pronta a trascinare i ragazzi con i consueti cori fin dal momento del riscaldamento.
Il Milan inizia la partita a ritmi più alti e con maggiore convinzione rispetto a Bergamo, a dimostrazione che la prospettiva di lanciare l'assalto alla vetta ha pungolato a dovere i rossoneri; il Siena si difende con ordine ma non disdegna di provare ad insidiare Abbiati e la prima occasione degna di nota è proprio una punizione di Del Grosso che sfiora il palo, con il portiere rossonero che controlla senza problemi la traiettoria del pallone. Un paio di corner dalla sinistra dell'attacco rossonero consentono a Pato di mettersi in mostra con due colpi di testa quasi identici: il primo viene parato da Manitta, il secondo finisce sul palo, facendoci temere che la dea bendata abbia voltato le spalle ai rossoneri. Invece, poco dopo, arriva il gol del vantaggio con un'azione in velocità splendida: triangolo Kakà-Seedorf a centrocampo, il brasiliano penetra centralmente e scarica su Gattuso che inventa una verticalizzazione alla Pirlo che Inzaghi trasforma in gol con una zampata di prima da vero opportunista delle aree di rigore; azione fulminante, il Siena rimane accecato e San Siro può salutare con il consueto entusiasmo l'ennesimo gol di SuperPippo. Il Milan prova a sfruttare il momento favorevole e il prevedibile sbandamento degli avversari: Pato salta tre difensori e tenta di sorprendere Manitta, ma la sua conclusione è troppo angolata e finisce sul fondo; poi il Milan rallenta il ritmo, Emerson sale in cattedra e dà lezioni di filtro a centrocampo, ma il Siena approfitta del rilassamento rossonero e si rende pericoloso in un paio di occasioni nel finale di tempo, con un diagonale fuori di Kharja e un tiro di Ghezzal rimpallato da Favalli; la difesa traballa un po' ma è comprensibile visto che sono assenti per motivi diversi i vari Nesta, Kaladze, Maldini e Jankulovski.
Nella ripresa il Milan prova a controllare la partita e a cercare il secondo gol, quello della tranquillità, ma viene fuori l'organizzazione di gioco del Siena, che avanza il baricentro e trova il pareggio tutto sommato meritato, che premia il coraggio di essere venuti a San Siro a giocare a viso aperto e senza fare troppe barricate, nemmeno quando il risultato era di parità. Un rimpallo in area fra Frick e Vergassola favorisce quest ultimo, che può battere l'incolpevole Abbiati, ma ancora una volta bisogna rimarcare la troppa libertà lasciata in area a ben due avversari. Il Milan subisce gol dopo quasi cinque partite di campionato e deve rimboccarsi le maniche e rilanciarsi all'attacco per provare a riconquistare la vittoria. Pato è sempre fra i più attivi, ma non ha grande mira e un suo spettacolare tiro al volo finisce fuori; ci pensa, allora, il solito Kakà a decidere la partita: vola via sulla destra e mette al centro un traversone basso insidioso sul quale Inzaghi prova ad avventarsi, ma viene strattonato da Portanova e cade a terra; in effetti la spinta non sembra di quelle tremende, ma il fatto stesso che il "colpevole" sia quello che protesta meno fra i giocatori del Siena, dimostra che il fallo c'è, così come il rigore decretato dall'arbitro e trasformato in gol dal Pallone d'Oro, che segna, così, un altro gol decisivo. A questo punto è necessario proteggere un successo importante e Ancelotti sostituisce lo stremato Emerson, applaudito da tutto il pubblico per la sua ottima prestazione, con Ambrosini; il Siena non si dà per vinto e Galloppa ci fa scorrere lunghi brividi con un rasoterra insidioso che Abbiati va a togliere dall'angolino basso. Con il Siena sbilanciato e alla ricerca del pareggio, il Milan trova maggiori spazi e prova a sfruttarli per chiudere la partita: Zambrotta galoppa sulla fascia e quasi inganna Manitta con un tiro-cross molto insidioso; Seedorf pesca Gattuso sul secondo palo con un calcio d'angolo, ma il colpo di testa di Ringhio viene salvato sulla linea da Vergassola, strozzandoci in gola l'urlo del gol; poi entra Shevchenko al posto di Inzaghi e, invece di cercare il primo attesissimo gol in campionato, si trasforma in uomo assist, prima per Pato, che tira fuori di poco, poi per Kakà, che angola troppo il diagonale. In effetti il terzo gol sarebbe stato un premio eccessivo per questo Milan e una punizione troppo severa per il Siena; il risultato rimane in bilico e una punizione nel finale, che finisce fuori di pochissimo, ci fa tremare.
Alla fine la vittoria arriva, sofferta fino in fondo ma proprio per questa ancor più gradita, anche perchè ha permesso di scavalcare l'Inter in classifica; ora il Milan non è in vetta ma è comunque la prima delle grandi e questa è già una soddisfazione importante dopo un paio di campionati deludenti e tribolati. All'orizzonte c'è un Milan-Napoli che torna ad essere sfida per il vertice dopo tantissimi anni e un'altra vittoria casalinga dei rossoneri permetterebbe di scavalcare anche i partenopei. Non è stato facile superare il Siena, ma esserci riusciti con una formazione senza tanti titolari, dimostra che attualmente l'intera rosa rossonera è tornata su livelli di rendimento soddisfacenti e Ancelotti può ovviare alle assenze o fare turn-over senza temere di pregiudicare prestazioni e risultati. Certo sarebbe bello assistere a prestazioni più convicnenti, a partite più spettacolari e a vittorie più nette, ma per il momento va bene così e, come sempre, fra bel gioco e risultato scegliamo senza vergognarci il secondo, perchè la voglia di tutti di tornare in vetta alla classifica dopo tanto tempo è davvero tanta e per farlo servono vittorie e punti. Il Milan ha tante frecce al suo arco: l'opportunismo di Inzaghi; la classe e le giocate decisive di Kakà; un Gattuso sorprendente, che abbina alla proverbiale grinta anche giocate sopraffine; la ritrovata affidabilità di Emerson; la sicurezza fra i pali di Abbiati; la giovanile freschezza e vivacità di Pato; il sempre più sorprendente Antonini e non me ne vogliano quelli che non ho citato perchè tutti hanno contribuito, in questa come in altre occasioni, alla vittoria e meriterebbero la menzione. Il Milan sa cosa vuol dire essere squadra e gruppo affiatato e ciò permette di vincere anche le partite sofferte e complicate, aiutandosi l'uno con l'altro e mettendo gli interessi della squadra davanti a quelli personali quando c'è da fare un sacrificio. Forse è ancora presto per dire definitivamente che il Milan è tornato competitivo in tornei lunghi come il campionato, ma domenica c'è un altro esame importante e superarlo potrebbe aprire orizzonti nuovi, splendidi e assolutamente impensabili un paio di mesi fa, dopo un inizio di stagione choccante ma ormai dimenticato anche grazie a vittorie come questa contro il Siena.
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