CONSOLIAMOCI CON GLI EUROPEI...

CONSOLIAMOCI CON GLI EUROPEI...
mercoledì 18 giugno 2008, 15:08Vista dalla Curva
di Davide Bin

Meno male che l'Italia ha passato il turno e possiamo distrarci per qualche altro giorno, lasciando in secondo piano le notizie di mercato! Come ai vecchi tempi godiamoci le magie di Donadoni e Van Basten, una volta eroi dell'invincibile armata rossonera e ora condottieri dalla panchina della nazionale italiana e di quella olandese che, con la sua sportività e correttezza, ha consentito agli azzurri di approdare ai quarti battendo la Francia ed evitando il temutissimo "biscottone" che, per fortuna, è rimasto in forno fino a bruciarsi e andare di traverso ai romeni; divertiamoci con il calcio giocato e dimentichiamo per un po' quello che sta accadendo in casa rossonera, anche perchè...non sta accadendo proprio niente! Il grande nome, l'attaccante di peso, la forte punta centrale promessa già la scorsa stagione dopo Atene dal presidente Berlusconi e mai arrivata, rischia fortemente di non arrivare nemmeno questa volta, almeno fino a quando i prezzi sul mercato rimarranno quelli. Adebayor? Costa troppo! Eto'o? Ingaggio troppo alto! Drogba? Il Chelsea non lo cede! Ronaldinho? (anche se non è una punta centrale ma è pur sempre un grande nome...) Solo a costo zero! Si è appena svolto un summit di mercato ad Arcore fra Berlusconi e Galliani e viene un po' di malinconia al pensiero che una volta in questi incontri si mettevano a punto strategie aggressive e "mission" ambiziose, mentre ora si decide di risparmiare il più possibile, evitare spese folli e aspettare tempi migliori (saldi di fine stagione) per eventuali acquisti, un po' come sta facendo la maggior parte delle famiglie italiane in questi tempi sofferti. La grande famiglia rossonera si adegua alla crisi e dimentica la grandeur di un tempo: casualmente ho riletto in questi giorni un articolo in cui si parlava del Milan della stagione '92-'93, il secondo dell'era Capello, campione d'Italia imbattuto nella stagione precedente, ma che venne comunque pesantemente rinforzato con gli arrivi di Lentini, Eranio, De Napoli ma, soprattutto, concedendosi il lusso di tre campioni stranieri come Papin, Savicevic e Boban da aggiungere al trio olandese, pur sapendo che in campo potevano scendere solo tre stranieri per volta, (ma non c'erano limiti al numero di stranieri tesserabili); si trattava di giocatori che avrebbero fatto la fortuna di qualunque altra squadra, ma che al Milan (soprattutto in quella prima stagione) furono poco più che soprammobili, perchè in quel momento il trio Van Basten-Gullit-Rijkaard era giustamente intoccabile e inamovibile. Confrontate quel mercato sontuoso di una squadra campione d'Italia con quello stitico di questa stagione in cui ci sarebbe da rinnovare e rilanciare una rosa vecchia e logora che ha mostrato tutti i suoi limiti di tenuta nelle ultime due stagioni, ricche di trofei internazionali ma piene di delusioni in campionato (torneo in cui si misura il reale valore e la continuità di una squadra) e vi accorgerete che molto è cambiato e quindici anni sembrano centocinquanta, nonostante chi si occupa della campagna acquisti del Milan sia sempre lo stesso gruppo con gli stessi elementi. So già che molti di voi penseranno che la discriminante è una sola: quello era davvero il Milan di Berlusconi, che non era ancora entrato in politica e voleva dimostrare la sua abilità di imprenditore e uomo d'affari anche e soprattutto costruendo una squadra fortissima e invincibile; non lesinava spese (vedi Lentini), non indugiava ad acquistare giocatori "inutili" (non certo per le loro indubbie qualità poi ampiamente dimostrate, ma per il già citato limite di tre stranieri) solo per il gusto di toglierli alla concorrenza (Savicevic era seguito dalla Juventus) o perchè gli piacevano e avrebbe voluto vederli giocare per sfizio personale; insomma era un Berlusconi intraprendente e scatenato sul mercato, tutto il contrario del timido e parsimonioso azionista di maggioranza attuale che predica austerità e non vuole fare investimenti folli; ogni tanto ha qualche rigurgito di orgoglio, come quando, giusto un anno fa, ha dichiarato che nessun presidente al mondo può permettersi di spendere quanto lui, salvo poi tenere chiuso il portafoglio e non comprare il grande attaccante promesso dopo la finale di Atene; più in generale, però, ha scelto la via del risparmio che qualcuno ricollega ai suoi incarichi di capo del governo che non può permettersi di spendacciare a volontà per cose futili come il calcio, mentre la gente fatica ad arrivare a fine mese e fa grossi sacrifici.

Forse ha ragione lui, ovviamente i soldi sono suoi e ognuno nella vita fa ciò che vuole, certamente è saggio pretendere che una società calcistica riesca a mantenersi con le sue entrate e con i bilanci a posto senza richiedere sempre pesanti e onerosi interventi del presidente o degli azionisti, però nessuno può impedire ai tifosi rossoneri di mugugnare, essere scontenti e rimpiangere i tempi in cui il Milan era re del mercato anche quando non ne aveva l'impellente bisogno, mentre ora che questo bisogno c'è, manca la possibilità o la volontà di investire molte risorse sul rafforzamento della squadra. Sicuramente ha ragione Galliani quando dice che le società italiane non possono competere sul mercato con quelle inglesi, spagnole e anche tedesche per vari motivi che qui sarebbe troppo lungo spiegare; certamente certe cifre sono fuori da ogni logica, ma è altrettanto indubbio che in altri tempi il presidente Berlusconi si sarebbe comportato in altro modo, mentre ora fa scelte diverse che bisogna comunque rispettare anche se non le condividiamo. In fondo non è detto che chi più spende più vince (ricordatevi lo scudetto di Zaccheroni in un'altra stagione di austerity) e questo Milan non è poi tutto da buttare e ha ottimi elementi in rosa; sicuramente c'è ancora tempo per concludere qualche buon affare da qui al giorno del raduno o, meglio ancora, alla fine del mercato; aspettiamo ancora con pazienza e fiducia ma non si può negare che sorprende, dispiace e fa soffrire l'immagine (virtuale ma realistica) di Berlusconi e Galliani che sospirano e rimangono a mani vuote davanti a quella "bancarella" del mercato piena di "oggetti preziosi", che una volta saccheggiavano a suon di miliardi (di lire), mentre ora tutto è troppo caro e inaccessibile per il "povero" Milan (forse sarà colpa del "maledetto" Euro?), che deve raggranellare soldi qua e là vendendo i suoi giovani per avere a disposizione un "tesoretto" per altri nuovi acquisti. Meglio distrarsi e consolarsi con gli Europei, aspettando giorni migliori; e poi, in fondo, non possiamo certo lamentarci del nostro caro vecchio Diavolo e di quello che ha conquistato in questi ultimi anni, quindi facciamoci coraggio e guardiamo con fiducia al futuro, con o senza grande attaccante o altri rinforzi.