DA SOSTA A SOSTA
Ogni tanto le pause del campionato per gli impegni delle nazionali consentono di tirare un po' il fiato in stagioni intensissime e zeppe di partite ufficiali e di fare qualche bilancio e il punto sulla situazione. Il Milan aveva affrontato la precedente sosta in settembre con un po' di angoscia e preoccupazione, dopo un precampionato deludente e un'inattesa sconfitta interna contro il Bologna alla prima partita di campionato. Ora, in questa seconda pausa, gli animi sono un po' più sereni, perchè dopo la seconda sconfitta consecutiva a Genova, sono arrivati cinque successi di fila fra campionato e Coppa UEFA, fra cui l'esaltante vittoria nel derby, con il solo mezzo passo falso di Cagliari a complicare un po' le cose. Peccato perchè i rossoneri avrebbero potuto arrivare alla sosta con un filotto di sei successi e ad un solo punto dalle tre capolista (Inter, Lazio e Udinese), mentre ora si ritrovano con ancora sette squadre davanti da raggiungere e superare; insomma a Cagliari il Milan ha perso un'occasione molto ghiotta, ma ci sta dopo una brillante serie di vittorie; la cosa importante è che la crisi di inizio campionato sia alle spalle, anche se non tutti i problemi sono risolti: mettere in fila cinque vittorie consecutive è stato fondamentale, visto che l'inizio di stagione è stato quanto di più disastroso si potesse immaginare per una squadra come il Milan. La formazione di Ancelotti è progressivamente guarita e ora cerca il definitivo rilancio con la ripresa del campionato, ma restano alcune cose da sistemare, soprattutto in difesa, dove i meccanismi non sempre funzionano, anche a causa dei tanti infortuni; dà fiducia il fatto che la retroguardia sia rimasta imbattuta nelle ultime tre partite ufficiali e i rientri di Nesta, Senderos e Kaladze dovrebbero contribuire a migliorare ulteriormente le cose; inoltre la condizione atletica generale, già cresciuta notevolmente, è destinata ad essere incrementata proprio in questi giorni in cui il gruppo (nazionali esclusi, ovviamente) sta lavorando sodo a Milanello. Per quanto riguarda il gioco, la squadra ha sofferto soprattutto quando gli infortuni di Borriello e Inzaghi hanno complicato le cose, privando la squadra di una prima punta, senza la quale il gioco non ha sbocchi e diventa sterile e prevedibile, in particolar modo quando il ritmo non è elevato.
Per questo si attende con ansia il rientro soprattutto di Borriello, che quando è stato impiegato ha ricevuto tanti elogi e fatto dimenticare il mancato acquisto di Adebayor. Un capitolo a parte merita il fiore all'occhiello della campagna acquisti, ovvero Ronaldinho: molto positivo quando è stato stimolato da motivazioni particolari (esordio contro il Bologna o derby), mediocre quando gli impegni non erano ad alto tasso adrenalinico (come a Cagliari); ovviamente anche il Gaucho deve migliorare notevolmente la sua condizione atletica e il fatto di non essere stato convocato in nazionale gli consente di lavorare con calma e profitto, ma sembra che il campione brasiliano si sia subito adeguato alla mentalità del gruppo, che anche in questo periodo ha dimostrato di mancare di continuità e di stentare nelle partite meno prestigiose e contro avversari di scarso richiamo e fascino. Purtroppo in una competizione lunga come il campionato serve regolarità e conta poco vincere le grandi partite come il derby se poi si buttano via punti preziosi contro Bologna e Cagliari (in fondo alla graduatoria con i soli punti conquistati contro i rossoneri); questo è un vizio che negli ultimi anni il pluridecorato gruppo rossonero ha sempre avuto, ma è necessario eliminarlo al più presto se si vuole onorare la promessa fatta ai tifosi di cercare di vincere lo scudetto, primo logico obiettivo di una stagione senza Champions League. Tra gli aspetti positivi, invece, c'è sicuramente il fatto che il centrocampo rossonero non ha sofferto per la lunga e grave assenza di Pirlo: senza di lui il Milan aveva sempre faticato, stentato e giocato male, invece ora il fatto sta passando inosservato, grazie all'intelligenza tattica di Seedorf e al rendimento altissimo di Gattuso, Ambrosini e della stesso Flamini, anche se il francese è stato impiegato poco e deve ancora inserirsi nei meccanismi del reparto centrale rossonero. Insomma Ancelotti espone sempre il cartello "lavori in corso" fuori da Milanello, ma può comunque ritenersi moderatamente soddisfatto: il suo Milan può puntare in alto e dare spettacolo con i tanti brasiliani là davanti, ma deve trovare i giusti equilibri a centrocampo e in difesa, perchè i grandi successi nascono anche da una retroguardia ermetica che dà sicurezza e fiducia a tutta la squadra, ma con un Nesta in più dopo la sosta, il muro difensivo rossonero potrebbe tornare finalmente tale. Alla fine si può tranquillamente affermare che tra una sosta e l'altra il Milan è migliorato notevolmente e ha indirizzato la stagione sulla strada giusta, ma il cammino da percorrere è ancora lungo e impervio e non è possibile distrarsi o rilassarsi.
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