DAL SOGNO ALL'INCUBO
Alla vigilia di Juventus-Milan il sogno era di avvicinare la zona Champions con una prestigiosa vittoria contro i bianconeri; alla fine della partita l'incubo è di veder svanire definitivamente la qualificazione all'Europa che conta per colpa dell'ennesima sconfitta contro una "grande" in uno scontro diretto. Nel primo tempo abbiamo sognato la splendida vittoria in rimonta grazie al solito immenso Inzaghi, autore della doppietta che aveva ribaltato il risultato dopo il gol iniziale di Del Piero; alla fine del primo tempo, però, ha cominciato a materializzarsi l'incubo, con il gol del pareggio subito ad opera di Salihamidzic a pochi secondi dall'intervallo, notoriamente il momento peggiore per subire una rete; l'incubo è proseguito, poi, per tutta la ripresa con l'espulsione di Bonera (giustissima) e il secondo gol di Salihamidzic che ha sancito una sconfitta bruciante. Adesso si dirà che il Milan ha giocato bene e non meritava la sconfitta, un po' come avvenuto a Roma qualche settimana fa, ma proprio il ripetersi di tali circostanze, cioè giocare al meglio delle proprie possibilità contro le rivali dirette per le zone alte della classifica e nonostante ciò perdere comunque, comincia a diventare un'aggravante e non più un'attenuante, perchè dimostra una sostanziale inferiorità dei rossoneri e l'impotenza di fronte ad avversari che sembrano inarrivabili per una squadra che solo pochi mesi fa dominava l'Europa e il Mondo. I rossoneri hanno giocato con orgoglio, grinta, determinazione, hanno ribattuto colpo su colpo alla Juventus, hanno costruito azioni belle ed efficaci, hanno mostrato la classe di alcuni loro elementi e lo straordinario fiuto del gol del solito Inzaghi, ma tutto ciò non è bastato ad ottenere un risultato positivo e questo è emblematico della direzione negativa che sta prendendo questo finale di stagione. In difesa ci sono stati errori e sbavature che, però, si possono capire e perdonare, visto che in pratica, per infortuni e squalifiche, mancava tutta la difesa titolare e c'era il solo Maldini a rappresentare la retroguardia campione d'Europa e del Mondo. Inutile dire e sottolineare che la sconfitta brucia tantissimo, perchè subita contro una rivale storica, perchè può significare l'addio alle residue speranze di agganciare il quarto posto e perchè sancisce forse in modo definitivo che questa squadra non è più competitiva contro le "grandi", visto che la vittoria in uno scontro diretto manca ormai da tantissimo tempo, mentre una volta era quasi una regola. Ciò dovrà far riflettere in sede di mercato, ma ora non c'è tanta voglia di pensare ad acquisti e vendite; c'è solo tanta delusione e rammarico per l'ennesimo passo falso in un finale di stagione che sognavamo diverso e che si sta trasformando in un allucinante incubo.
Ancelotti schiera il miglior Milan dalla cintola in su, ma ha grandi problemi in difesa; dopo tante prove e ripensamenti, decide di dare fiducia a Simic, che in questa stagione ha giocato pochissimo, come centrale al fianco di Maldini e sposta Bonera a destra con il recuperato Favalli a sinistra; non è certo la miglior difesa da opporre ad autentici marpioni delle aree di rigore come Del Piero e Trezeguet, ma questo passa il convento e bisogna accontentarsi, confidando nella straordinaria capacità di questi ragazzi di esaltarsi nelle grandi sfide e di fronte alle avversità. Juventus-Milan è una partita molto sentita e affascinanate e torna a disputarsi al Comunale, nel frattempo diventato Olimpico, dopo 18 anni; purtroppo dopo la ristrutturazione lo stadio non è più molto capiente, ma il fatto che la sfida non valga per lo scudetto ma solo per un posto in Champions smorza un po' gli entusiasmi e, al momento di iniziare la partita, c'è ancora qualche posto vuoto sugli spalti, a dimostrazione che non c'è il classico "tutto esaurito". Sono molti i tifosi rossoneri giunti a sostenere la squadra nel momento difficile, visto che questa partita è una sorta di ultima spiaggia per agganciare il quarto posto e, magari, tentare di coinvolgere anche la Juventus nella lotta; è rischioso giocarsi quasi tutto in partite come questa, ma il Milan paga i tanti errori commessi nelle partite casalinghe con avversari come Atalanta e Sampdoria (tanto per citare gli ultimi due rovesci interni) e, comunque, in partite come questa sa sempre ritrovare stimoli e motivazioni.
Dopo un inizio bloccato e con poche emozioni, la partita esplode improvvisamente: Del Piero porta in vantaggio la Juventus, con un diagonale che non lascia scampo a Kalac, ma Inzaghi risponde quasi subito, appoggiando in rete da pochi passi un bel traversone basso di Kakà, bravo a liberarsi in velocità di Chiellini. Il Milan gioca bene, mette in difficoltà la Juventus e trova anche il gol del vantaggio, grazie ad un'incursione di Bonera che evita la trappola del fuorigioco, si ritrova solo in area a tu per tu con Buffon e offre al solito Inzaghi un'altra ghiotta occasione per segnare un gol facile facile che SuperPippo non si lascia sfuggire. Doppietta per Inzaghi che impazzisce di felicità sotto lo spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri, scatenati come lui nell'esultanza più sfrenata; non aveva mai segnato a Torino contro la Juventus, ha infranto un altro tabu nientemeno che con una doppietta! I rossoneri continuano a giocare bene, Kakà prova a imitare Inzaghi (anche lui non ha mai segnato a Torino contro i bianconeri) ma la mira non è delle migliori e quando potresti addirittura rammaricarti di non andare al riposo con un vantaggio più ampio, arriva la beffa del pareggio: Maldini perde banalmente un pallone appena riconquistato sulla sinistra, la difesa è sbilanciata e mostra tutto lo scarso affiatamento tipico della retroguardia inedita, lasciando Trezeguet e Salihamidzic liberi di colpire a pochi passi da Kalac, mentre Simic e Bonera si guardano negli occhi, increduli e immobili come belle statuine, aspettando l'uno l'intervento dell'altro; Kalac compie un miracolo ma si arrende sulla ribattuta di Salihamidzic; il fuorigioco reclamato sembra non esserci (anche se ci vuole il microscopio per capirlo...) e si va al riposo sul pareggio e con l'amaro in bocca. La ripresa si apre con una Juve più pimpante, evidentemente galvanizzata dal gol segnato in extremis e con un Milan più timoroso per il motivo diametralmente opposto. La partita rimane bella, combattuta, lottata a viso aperto e si ha la sensazione che un episodio possa essere decisivo per spostare gli equlibri e deciderla. Purtroppo questo episodio è l'espulsione di Bonera, che entra in modo sconsiderato (piede alto e a martello) su Sissoko e viene cacciato dall'arbitro; Ancelotti corre ai ripari togliendo Inzaghi e inserendo Cafu, ridisegnando la difesa e lasciando Kakà solo là davanti e, nonostante ciò, il Milan non si arrende e continua a cercare la vittoria, perchè anche un pareggio servirebbe a poco. Ci pensa, allora, l'arbitro a creare il secondo episodio e ad assestare il colpo decisivo ai rossoneri, assegnando il calcio di punizione alla Juventus per una spinta di spalla (quindi regolare) di Maldini al limite dell'area sulla fascia destra juventina; dal cross susseguente nasce il gol del 3-2 realizzato ancora da Salihamidzic, ancora una volta dimenticato in piena area e a pochi metri da Kalac. Ancelotti prova a inserire Gilardino e Brocchi al posto di Gattuso e Pirlo, ma non c'è più niente da fare ed è più la Juventus ad andare vicina al quarto gol che il Milan al pareggio.
Finisce 3-2 per la Juventus, in una partita bella e combattuta, con frequenti ribaltamenti di fronte e di risultato, ma siccome siamo tifosi e non esteti del pallone, l'esito finale non è sicuramente di nostro gradimento. Serviva una vittoria per dare un senso a questo finale di campionato, è arrivata un'altra sconfitta, subita dopo essere stati rimontati e al termine di una partita giocata bene, come era accaduto qualche settimana fa in un altro stadio Olimpico, quello di Roma e al cospetto di un'altra squadra che ci precede in classifica. I rossoneri sono stati generosi, determinati e orgogliosi, non hanno mollato fino alla fine pur in inferiorità numerica, ma nemmeno questa volta è arrivato il risultato di prestigio in campionato contro una rivale diretta e ora la classifica diventa sempre più preoccupante; Milan fermo a 52 punti con la prospettiva di veder allontanarsi la Fiorentina e poter subire anche il sorpasso di Udinese e Sampdoria. Come già detto i sogni della vigilia erano altri, ma evidentemente saremo costretti a vivere un'altra notte da incubo e questa è diventata ormai una costante quando c'è uno scontro diretto. Questa sconfitta rischia di essere un'altra mazzata sul morale del gruppo, forse quella definitiva, anche e soprattutto perchè c'è la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per vincere, di aver preparato bene la partita, di averla affrontata con la giusta mentalità e con l'approccio adeguato e, nonostante tutto, il risultato è stato negativo. Alla vigilia Ancelotti aveva detto che quando il Milan fa una bella prestazione solitamente vince; purtroppo si era dimenticato di Roma e ora dovrà cominciare a ricredersi; resta l'alibi della difesa in emergenza (e si è visto in occasione dei gol subiti), ma ormai serve a poco rimpiangere gli assenti e rimuginare su ciò che avrebbe potuto essere, visto che con i se e con i ma non si vincono le partite. La classifica piange, l'Europa si allontana, ma finchè c'è vita c'è speranza, a patto che gli incubi siano finiti in questa triste notte torinese in cui la Vecchia Signora ci sembra proprio una strega perfida e cattiva che ci toglie il sonno.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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