DALL'UOVO ROSSONERO SPUNTA IL PAPERO-GOL

DALL'UOVO ROSSONERO SPUNTA IL PAPERO-GOL
domenica 23 marzo 2008, 02:26Vista dalla Curva
di Davide Bin

Il Milan torna a vincere dopo due sconfitte consecutive e riprende la caccia al quarto posto, lontano ancora quattro punti; insomma la Pasqua rossonera è salva e la settimana di Passione per i tifosi del Diavolo si conclude con la resurrezione della squadra, almeno per quanto riguarda il risultato; sulla prestazione si può discutere, perchè non si è visto certo il miglior Milan, ma in questa delicata fase della stagione la vittoria era troppo importante e i volti tesi di Ancelotti in panchina e dei dirigenti in tribuna all'inizio della partita tradivano la tensione e l'ansia per un momento delicato dal quale uscire al più presto in ogni modo.
Ancora una volta il Milan ha iniziato la partita in maniera troppo compassata e contratta, forse lasciandosi contagiare dal nervosismo di tutto l'ambiente, poi nella ripresa la squadra è migliorata, è riuscita ad impensierire il Torino con maggiore continuità e ha meritatamente vinto, anche se c'è stato da soffrire fino alla fine.
Il gol vincente è in comproprietà fra Gilardino e Pato, perchè il merito è tutto dell'attaccante italiano, ma il tocco decisivo è del giovane brasiliano che ha reso vano il tentativo di rinvio alla disperata di Natali e ha realizzato la settima rete in campionato, confermando di essere un attaccante di razza e capace di essere subito decisivo nonostante la giovane età.
Il Milan deve affidarsi a lui e a tutti quelli che hanno ancora qualche energia da spendere per rincorrere la Fiorentina e il quarto posto: anche all'Olimpico molti giocatori rossoneri hanno dimostrato di essere in debito di forze e lucidità e la speranza è che nelle ultime otto partite, in programma tutte nel fine settimana senza più impegni infrasettimanali, Ancelotti riesca a lavorare sulla condizione fisica dei suoi, permettendo alla squadra di esprimersi con più brillantezza. I rossoneri hanno faticato anche contro il Torino, hanno sofferto il pressing avversario, non sono riusciti ad imporre con continuità il loro gioco, ma hanno dimostrato di avere grosse potenzialità ogni volta in cui riuscivano a dipanare la manovra in velocità e a mettere le punte in condizione di essere pericolose davanti al portiere; confortante in questo senso la prestazione di Gilardino, che ha sbagliato alcune conclusioni ma è stato bravo ad essere sempre nel vivo dell'azione e, soprattutto, protagonista nell'episodio decisivo che ha regalato la vittoria al Milan; anche lui è e deve essere un elemento sul quale puntare per tornare grandi e competitivi, perchè si tratta di un giovane e forte attaccante, un patrimonio da valorizzare e non da lasciarsi sfuggire e speriamo che questa buona prestazione gli abbia dato morale per un finale di stagione importante per lui a livello personale e per tutto il Milan.

Torino-Milan è sfida fra squadre in difficoltà: lo dice la classifica, negativa per entrambe considerando gli obiettivi di inizio stagione, lo confermano le ultime partite, visto che entrambe sono reduci da due sconfitte consecutive e non possono più fare calcoli; Ancelotti non può più permettersi esperimenti o turn-over e deve assolutamente schierare la migliore formazione possibile, perchè la vittoria è l'unico risultato che possa tenere ancora aperta la porta per il quarto posto e per l'Europa che conta.
La rinuncia forzata a Kakà è già cosa abbastanza grave, analizzando il rendimento della squadra con e senza il Pallone d'Oro in campo, quindi è meglio affidarsi al gruppo storico che ha regalato tante soddisfazioni e trionfi e ha il delicato compito di riportare il Milan nelle posizioni di classifica che garantiscano un futuro roseo; ecco perchè gli unici dubbi della vigilia (Gattuso o Brocchi, Gilardino o Paloschi) vengono risolti a favore dei campioni del Mondo di Germania 2006, nonostante la tentazione di lasciare a riposo l'ormai stanchissimo Ringhio e di dare fiducia al più giovane dei due Alberto rossoneri sia stata forte.
Rientra anche capitan Maldini, perchè nei momenti delicati l'esperienza e l'esempio del mitico capitano sono importanti per trascinare i compagni.
La sfida di Torino contro i granata è la terza partita di campionato in sette giorni e chiude definitivamente un periodo terribile in cui i rossoneri hanno avuto pochissimo tempo per allenarsi e sono stati costretti a giocare quasi incessantemente ogni tre giorni; si gioca alla vigilia di Pasqua e lo stadio Olimpico, nonostante sia tutt'altro che enorme, non è certo tutto esaurito; il momento difficile delle due squadre non dà certo entusiasmo alle tifoserie ma chi è presente vuole comunque tifare e trascinare la squadra alla vittoria, sia da parte granata che da quella rossonera; Torino è vicina a Milano e, quindi, il settore riservato ai tifosi del Milan è discretamente pieno e nel corso della sfida il sostegno al Diavolo non mancherà.



Il primo tempo conferma che i problemi del Milan non sono certo risolti e non potrebbe essere diversamente, visto che Ancelotti non ha ancora avuto la possibilità di lavorare con calma e allenare al meglio la sua squadra ed è comunque costretto a schierare alcuni giocatori acciaccati o in cattive condizioni di forma.
Squadra lenta, gioco prevedibile, poche accelerazioni, scarsa fantasia dal regista Pirlo e, più in generale, da chi avrebbe il compito di creare gioco e rifornire le punte; basta così un Torino molto generoso e grintoso ma tutt'altro che trascendentale a bloccare i rossoneri, che riescono a rendersi pericolosi solo con tre calci di punizione, un paio di tiri fuori e altrettanti guizzi di Pato, ma anche il Torino si avvicina più volte all'area rossonera e con un po' più di cattiveria sotto porta potrebbero essere dolori, anche se la difesa chiude bene e tempestivamente in ogni occasione.
Nella ripresa il Milan inizia un po' meglio e crea i presupposti per vincere la partita, anche se a volte si sbilancia un po' e le ripartenze granata rischiano di essere letali, soprattutto all'inizio quando Kaladze fa un grande intervento su Rosina, dimostrando di aver superato un momento di appannamento nelle ultime partite; la clamorosa traversa di Seedorf fa temere un'altra giornata storta e senza soddisfazioni, un errore di Gilardino davanti a Fontana, peraltro bravo a chiudergli lo specchio della porta, fa imprecare e sospettare che il momento negativo dell'attaccante non abbia veramente mai fine. Poi il guizzo di Alberto, proprio nel momento in cui Ancelotti stava per sostituirlo con il più giovane omonimo (Paloschi) regala il gol a Pato e tre punti fondamentali al Milan; l'importanza del risultato è confermata dall'apprensione con la quale tutti, nell'ambiente rossonero, seguono gli ultimi palpitanti minuti: il Milan non riesce a chiudere la partita, il Torino spinge con quattro punte, non crea grossi pericoli, ma ogni volta che si avvicina all'area ci fa tremare e, comunque, la difesa continua ad essere impeccabile e anche Kalac è concentrato e attento; il fischio finale giunge come una liberazione e sancisce una vittoria importantissima, perchè anche la Fiorentina ha vinto e aumentare ancora il distacco dai viola sarebbe stato, probabilmente, decisivo in negativo.

Invece la lotta per il quarto posto continua, le finali da disputare nel frattempo sono diventate solo otto e il Milan ha l'obbligo di provare a vincerle tutte e vedere se anche gli avversari saranno bravi a fare altrettanto; i rossoneri continuano a lottare con ammirevole impegno pur fra mille avversità e difficoltà e dimostrano di essere una squadra molto più efficace in trasferta che a San Siro; il Milan è la squadra che ha vinto di più lontano dal proprio campo, mentre in casa ha un rendimento da retrocessione. I motivi sono stati spiegati più volte e si riassumono nella difficoltà a sfondare difese chiuse e arroccate a San Siro, mentre sul proprio campo qualunque squadra deve almeno provare a fare la partita e lasciare spazio a gente come Kakà (anche se oggi era assente), Pato, Seedorf o Pirlo può essere pagato a caro prezzo in qualunque momento.
Ora, però, i rossoneri dovranno giocare cinque partite su otto a San Siro, quindi il lavoro di Ancelotti dovrà essere finalizzato a rendere più brillante e incisivo il gioco della squadra anche fra le mura amiche; nel frattempo teniamoci stretta questa vittoria contro i granata, che interrompe una miniserie negativa di due sconfitte e consente ai rossoneri di ripartire e di ritrovare fiducia.
Dall'uovo di Pasqua rossonero esce la sorpresa sotto forma di gol vittoria del Papero e in momenti come questi anche un successo striminzito e ben poco esaltante può essere importante per ritrovare entusiasmo, serenità e convinzione nei propri mezzi.
In fondo siamo a Pasqua e chissà che anche il Milan non trovi il modo di risorgere per l'ennesima volta dalle proprie ceneri, come l'araba fenice già evocata tante volte da Galliani; noi ci speriamo, noi ci crediamo, perchè questi ragazzi hanno dimostrato di avere risorse infinite e voglia di non mollare mai...la Fiorentina è avvertita e con lei tutti quelli che hanno dato per morto questo gruppo troppo presto!